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Parla Tsipras: accordo duro ma io resto

Intervistato dalla Ert, la tv pubblica riaperta dal governo di Syriza, Tsipras spiega le ragioni di quella che viene considerata una resa da buona parte di chi aveva sostenuto l’oxi al referendum

di Francesco Ruggeri

2013.11.14 - tsipras

«Il modo in cui è stato visto il referendum» in Grecia «non onora l’Europa», dice il premier greco Alexis Tsipras in un’intervista alla televisione pubblica Ert. «Non caliamo gli stipendi e neanche le pensioni, anche se indirettamente con le tasse a l’aumento dell’iva c’è un delle taglio pensioni». «Si tratta di un accordo molto duro per il popolo ma, per vedere i lati positivi, vi è la totale copertura dei bisogni finanziari del Paese per 3 anni e alla fine del memorandum si parla di una eventuale ristrutturazione del debito».

«Quando un premier perde un referendum non può rimanere, io mi assumo pienamente mie responsabilità, non ho intenzione di scappare, è mia intenzione far capire al popolo che non ho intenzione lasciare il paese nella catastrofe».  «Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato un po’ di tempo. Non sono stati molto buoni, sono stati un po’ vendicativi». «Ho considerato tutte le opzioni, compresi contatti con Russia e Cina».

«La verità è che avremmo dovuto affrontare il tema delle pensioni, troika o no, in un modo o in un altro». «Non è normale – ha spiegato – che una persona vada in pensione a 45 anni o che le madri vadano in pensione 15 anni prima dell’età prevista». «Per me questo accordo è migliore rispetto a quello del 25 giugno: prima si parlava di 18 miliardi per 5 mesi e poi un nuovo piano di austerità; ora, dopo il referendum, ci siamo assicurate entrare maggiori e stiamo parlando di crescita».

«Farò tutto il possibile per tenere unita Syriza: non pretendo che l’accordo sia da considerarsi un successo ma metterò in chiaro che le opzioni erano limitate». «Yanis Varoufakis ha commesso evidenti errori durante il negoziato benché al principio è stato capace d’imprimere un buon ritmo: mi assumo la responsabilità». «Essere un eccellente studioso non significa necessariamente essere un buon politico». «Durante l’Eurosummit ho avuto l’appoggio di Francia, Italia e Cipro».

 

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