mercoledì 21 Ottobre 2020

Francia, il Grande Fratello ora è legge

Francia, il Grande Fratello ora è legge

Il Consiglio Costituzionale ha approvato la nuova legge sulla sorveglianza, che attribuisce poteri quasi illimitati alle agenzie di intelligence

di Carlo Perigli

“Sono intercettato”, lo slogan più popolare durante la contestazione mossa dai francesi contro la nuova legge sulla sorveglianza

Il Grande Fratello “sbarca” in Francia, pronto a controllare e ad origliare tutto ciò che succede oltralpe. Con la legge approvata il 24 giugno 2015 (contrari solamente i Verdi ed il Front de Gauche), che nella giornata di ieri ha ricevuto l’ok del Consiglio Costituzionale, lo Stato francese si dota difatti di poteri quasi illimitati per quanto riguarda lo spionaggio dei cittadini. In particolare, vengono estese le prerogative delle agenzie di intelligence, che potranno porre in essere una serie di misure atte a controllare chiunque sia collegato ad un’inchiesta relativa al terrorismo.

Secondo quanto riportato dal Guardian, alle autorità viene difatti garantito il diritto di ascoltare le comunicazioni digitali e via cellulare, di installare telecamere e registratori nelle abitazioni private, di mettere sotto controllo la posta elettronica e di installare keylogger per ricavare eventuali password. Infine, gli internet point dovranno dotarsi di specifiche “scatole nere”, che avvertiranno le autorità di eventuali comportamenti sospetti online. Particolare inquietante, le sopracitate azioni potranno essere avviate senza la previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, che per l’occasione verrà sostituita dalla “Commissione Nazionale per il Controllo delle Tecniche di Intelligence”, formata da magistrati e senatori.

A nulla sono valse le proteste lanciate dalle associazioni per i diritti umani e per la privacy, nè tantomeno le preoccupazioni espresse dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha descritto tali norme come un primo passo verso una sorveglianza “particolarmente invasiva”. In particolare, il Comitato per i Diritti Umani, nel rapporto pubblicato lo scorso venerdì, ha etichettato i poteri garantiti alle agenzie di intelligence francesi come “eccessivamente ampi”, volti ad una “sorveglianza particolarmente invadente, sulla base di obiettivi definiti in maniera ampia quanto pessima”. Il Comitato, infine ha richiesto alla Francia di ” garantire che ogni interferenza nella privata sia conforme ai principi di legalità, proporzionalità e necessità”.

Contro la  nuova norma si è schierata anche Amnesty International, secondo cui lo Stato francese si sta attribuendo “poteri estremamente ampi ed invadenti”, esclusi da ogni controllo giudiziario, mentre alcune associazioni l’hanno già ribattezzata “legge Grande Fratello“, in evidente richiamo al tirannico sistema di sorveglianza descritto da George Orwell in 1984, etichettandola inoltre come “un indebolimento storico nel campo dei diritti umani”.

Una legge che avrebbe potuto essere molto più aggressiva, se il Consiglio Costituzionale non avesse cancellato un articolo ai sensi del quale i servizi di intelligence avrebbero potuto evitare il controllo della Commissione in situazioni di emergenza, dichiarando che la norma fosse “palesemente in contrasto con il diritto alla privacy”. La legge così com’è, invece, è considerata legittima. Più che al Grande Fratello, sembra di assistere al teatro dell’assurdo.

 

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