Causi al Bilancio di Roma. Spesso ritornano

Causi al Bilancio di Roma. Spesso ritornano

Marco Causi, “l’uomo dei derivati” e della “finanza creativa” in epoca di giunta Veltroni, è tornato al Bilancio di Roma e sarà anche il vice del sindaco Ignazio Marino

di Mirna Cortese

Marco Aurelio e Marco Causi
Marco Aurelio e Marco Causi

Dopo l’arrivo del pretoriano sì-Tav Stefano Esposito alla mobilità capitolina, Marino riesce a stupirci forse di più, se possibile, con la nomina al bilancio di Marco Causi. Già assessore al bilancio del Comune di Roma fino al 2008, all’epoca di Veltroni sindaco, Causi, deputato Pd, riprende il suo posto in giunta capitolina, questa volta quella guidata da Marino, di cui sarà vice (al posto del dimissionario Luigi Nieri di Sel) con delega al bilancio (al posto di Silvia Scozzese, tecnico Anci, anche lei dimissionaria).

Il neo assessore non era ancora stato eletto che già un brevissimo editoriale non firmato, sulla cronaca romana de Il messaggero, ricordava chi sia questo “deputato semplice” del Pd: “l’uomo dei derivati per la sua dimestichezza con la finanza creativa”. Il mini editoriale, difendendo il lavoro della dimissionari Scozzese, terminava mettendo in guardia che, in caso la scelta di Marino fosse caduta su Causi, così come è andata “un gran lavoro di risanamento verrebbe ereditato da chi ha fama di spendaccione. Il sonno del rigore, come quello della ragione, genera mostri”.

L’onorevole Pd Causi arriva in giunta Marino dopo la profonda delusione di aver visto sfumare la sua nomina a presidente in Commissione Finanze, ed è stato il segretario del suo partito nonché presidente del consiglio Matteo Renzi, a chiedere al sindaco di Roma, Ignazio Marino, di promuoverlo ad un incarico che forse il premier pensa rilancerà l’immagine del partito duramente compromessa dalle inchieste di Mafia capitale.

Se non fosse che il nome di Marco Causi riporta all’uso dello strumento dei derivati, a quella montagna di contratti stipulati dall’assessore al bilancio nel settennato Veltroni, ufficialmente per proteggere Palazzo Senatorio dal rischio tasso, ma poi la cura è risultata peggiore della malattia e l’amministrazione ha contabilizzato rilevantissime perdite, raggiungendo un maxi buco da oltre venti miliardi fino al 2008.

Le prime parole di Causi da vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Roma sono state: “Investimenti subito”. Detta così suona più come minaccia che promessa da parte di chi ha fama di “spendaccione”. E la lunga notte delle romane e dei romani sembra destinata a continuare.

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