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I monologhi della fatica

Un po’ Carmelo Bene, un po’ Iggy Pop: lo spettacolo più trasgressivo del momento. Gianni Miraglia tra coscienza e incoscienza.

[Ludovica Schiaroli]

gianni

 

Sabato 19 dicembre ore 21 serata speciale al Quaalude di Genova che ospiterà il ritorno a casa di Gianni Miraglia nelle vesti de “l’uomo merlo”. Genovese di nascita ma milanese d‘adozione, torna nella sua terra per dimostrare che si può essere profeti in patria (lo dice ridendo)…

Lo spettacolo sarà un flusso di coscienza e (un po’ anche di) incoscienza tra Miraglia e gli spettatori che interagiranno con lui, ponendogli quesiti utilizzando una sorta di totem taztebao.

“Questa volta mi metto a nudo”, minacciava Miraglia dalle pagine di facebook qualche tempo fa. Detto fatto e, a parte un calzino sul pisello, Miraglia vince la timidezza e si spoglia di tutto restando nudo davanti al pubblico, solo di fronte all’ignoto come un kamikaze della parola, un atleta all’ultimo respiro, un uomo che non ha più nulla da perdere.

“Non so mai cosa succede quando salgo sul palco – racconta Miraglia – improvvisare è difficile e impegnativo ma allo stesso tempo liberatorio. Lascio che sia il pubblico a decidere gli argomenti che dovrò affrontare e che sia libero di interagire”.

Si ricrederà chi pensava di avere visto tutto dopo la webserie “Mandatemi a quel paese” dove lo spettatore sadico di turno poteva, partecipando a un sondaggio, ordinare a Gianni di affrontare le sfide più improbabili. Ne elenco giusto un paio per fare capire che la stoffa già c’era: surfare su un asse da stiro in mezzo alle gelide acque di un fiordo, sfidare a braccio di ferro l’attore che interpreta la Montagna ne “Il trono di spade”, Gianni in groppa a una balena gonfiabile naviga in costume lungo le fredde acque del nord, dopo la balena è il turno di un destriero islandese che cavalca bendato…

Con i monologhi della fatica però Miraglia abbandona ogni sovrastruttura, non vuole fare ridere, semplicemente raccontare una storia, tante storie, quelle di chi è presente e farlo attraverso il filtro di se stesso. Il corpo come medium si potrebbe dire utilizzando uno dei luoghi comuni che Miraglia mette sempre alla berlina sul suo blog! Ma non lo diciamo, appunto!

“Sto portando l’atto in giro per l’Italia – conclude il performer genovese – la settimana scorsa ero al Cicco di Milano e prossimamente sarò a Ferrara, ma tornare Genova, nella città dove sono nato e cresciuto, è una grande emozione”.

Un po’ Carmelo Bene e un po’ Iggy Pop, Miraglia mette a nudo i falsi miti della nostra società in una sorta di gioco al disvelamento dove il primo a metterci la faccia è lui.

Non ho ancora capito se ci vuole più coraggio a “vestire” i panni di Miraglia o dello spettatore, mi sa che lo deciderò sabato sera al Quaalude!

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