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Roma 2024, sinistra e radicali: referendum per le olimpiadi

Fassina e Magi raccoglieranno le firme per un referendum che interpelli i cittadini sull’opportunità di ospitare Roma 2024 per evitare il rischio che, come a Londra, la città resti sommersa nel debito

di Francesco Ruggeri

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Stefano Fassina, parlamentare di Sinistra Italiana e candidato a sindaco di Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale all’interno della trasmissione di Paolo Cento, coordinatore di Sel a Roma, sulla proposta di referendum sulle Olimpiadi a Roma: «non c’è ancora un piano economico-finanziario», ha dichiarato Fassina, ricordando che Londra per le Olimpiadi del 2012 “ha avuto un buco finanziario di oltre 10 miliardi di Euro”.

“Facciamo in modo che i cittadini di Roma possano scegliere, perchè rischiamo di compromettere il futuro della città”, ha affermato il parlamentare di Sinistra Italiana, che ha annunciato la presentazione di una mozione al Governo per attendere l’esito del referendum sulla candidatura di Roma. Il candidato a sindaco della Capitale ha raccontato di aver avuto un colloquio telefonico con Malagò, con il quale “non appena il piano sarà disponibile faremo un incontro”.

Fassina ha inoltre anticipato che “vogliamo iniziare una raccolta di firme domenica prossima” e che “cercherò nelle prossime ore Magi e spero che possiamo fare la raccolta firme insieme”.

Referendum in altre città

Riccardo Magi è segretario nazionale dei Radicali Italiani, consigiere uscente, anzi uscito, dal Campidoglio in seguito al defenestramento della Giunta Marino. Dagli stessi microfoni, Magi ha dichiarato che “negli ultimi 50 anni tutte le candidature alle Olimpiadi sono state delle scommesse molto rischiose e dannose. E’ necessario aprire un dibattito pubblico su costi e benefici”.

Ma il referendum “non è previsto perchè non vogliono farlo”. Magi ha inoltre spiegato che “il ruolo del Consiglio comunale di Roma l’estate scorsa è stato decisivo”, in quanto “si è comportato un po’ come un passacarte”. Il referendum “non è una scelta obbligata – ha spiegato ancora – deve essere una scelta consapevole” e ha paventato il pericolo che i cittadini di Roma “pagheranno i costi di un rischio che abbiamo già visto con Italia ’90”.

Diana Bianchedi, campionessa olimpica e coordinatrice generale del Comitato per la candidatura di Roma ai giochi olimpici del 2024, ha spiegato che “la candidatura delle Olimpiadi per il 2024 è una candidatura che si deve attenere alle nuove procedure dell’Agenda 2020”. A lei “sembra prematuro parlare di costi” e “l’Agenda 2020 non chiede il referendum cittadino”, precisando che “non ci si chiede di fare un referendum, però non è che vietato”. “Abbiamo incontrato 14 su 15 Municipi”, ha inoltre spiegato la Bianchedi: “il progetto è vincente se il territorio sposa il progetto”.

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