Le discriminazioni non vanno in onda al tg

Le discriminazioni non vanno in onda al tg

Ricerca dell’Osservatorio di Pavia: in dieci anni, solo lo 0,7% delle notizie dei tg ha riguardato temi legati a persone gay, lesbiche e transgender. Picchi legati ai casi Marrazzo, Elton John, Dolce e Gabbana

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MILANO – I diritti, i problemi e le storie delle persone Lgbt non sono la principale preoccupazione dei telegiornali italiani. In dieci anni su 203.396 notizie trasmesse dai Tg della sera solo 1.469, pari allo 0,7%, riguardavano i temi legati alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. In particolare tra queste ultime, il 28,9% delle notizie erano sulle unioni civili e il matrimonio, seguite da quelle su casi di discriminazione (24%) e fatti di cronaca nera (13,9%). Una notizia su quattro ha origine dal dibattito politico, il 19,2% dalla cronaca giudiziaria, il 17,5% dalla cronaca civile. È quanto emerge dalla ricerca promossa dall’associazione Diversity e condotta dall’Osservatorio di Pavia e 2BResearch, illustrata questa mattina a Palazzo Marino, durante la presentazione del Diversity media awards. Rispetto al 2005 l’interesse dell’informazione televisiva è solo lievemente cresciuto, visto che si è passati dallo 0,3% delle notizie allo 0,7% nel 2014. “Tutto il mondo della comunicazione ha una grandissima responsabilità, perché entra direttamente nelle case degli italiane e influisce sull’immaginario collettivo -afferma Francesca Vecchioni, presidente di Diversity-. È fondamentale rappresentare correttamente le persone Lgbt, perché il modo in cui il tema viene trattato influenza sia la costruzione dell’identità delle persone stesse, che la loro percezione nell’opinione pubblica”.

I ricercatori hanno analizzato i telegiornali delle tre reti Rai e dei canali Mediaset. Dei temi Lgbt si occupano saltuariamente, con picchi in alcuni periodi. Per esempio, nel 2007 le notizie sono state 193 (contro le 84 dell’anno precedente) perché ci fu la proposta di legge sulle unioni civili. Altro picco si è avuto nel 2009, con il caso Marrazzo. Nel 2013 impennata di notizie sui temi Lgbt perché la Francia ha permesso il matrimonio tra persone delle stesso sesso e in Italia la Cassazione ha sancito che è possibile l’affidamento di minori a coppie di omosessuali. Anche nei primi sei mesi del 2015 l’andamento delle news, 142 su oltre 20 mila complessivamente trasmesse, è stato simile, con picchi in corrispondenza delle polemiche politiche o di particolari fatti di cronaca. 28 sono state trasmesse a marzo perché c’è stata la sentenza del Tar del Lazio sulle trascrizioni delle unioni civili celebrate all’estero e la polemica tra Elton John e Dolce e Gabbana. In maggio si è arrivati a 36 notizie, perché si è celebrata la Giornata internazionale contro l’omofobia e in Irlanda ha vinto il sì al referendum sui matrimoni Lgbt. In giugno addirittura 53 news, in occasione dei Pride a Roma e Milano e della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che autorizza i matrimoni Lgbt. (dp)

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TAG: OSSERVATORIO DI PAVIAUNIONI CIVILILGBT

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