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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Pezzettini. La cultura in periferia

Vauro e Spataro alla rassegna di Torpignattara inaugurata al liceo Kant di Roma. Più che un festival di letteratura, una festa per la lettura e i lettori

di Maurizio Zuccari

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Un liceo di periferia sbreccato, coi tazebao ai muri e i cartelli sulle regole ortografiche sulle scale, con errori d’ortografia e massime di vita, tipo: la cultura è l’unica droga che crea indipendenza. Una piazzola dove sbeccano parrocchetti e stentano erbacce tra carcasse d’auto, smorzi e centri di raccolta profughi, cartelli vendesi su improbabili negozi e appartamenti condonati tutt’intorno. Se dal letame nascono i fiori, come cantava De André, in questo niente, specchio della periferia romana, è (ri)nato un piccolo diamante. Si chiama Pezzettini, una festa della lettura, più che un festival di letteratura, che per il secondo anno prende vita tra Torpignattara e il Pigneto, dove è di casa Altramente, l’associazione che l’ha ideato e organizzato.

Presentazioni e letture, giochi e musica, la due giorni che ha preso il via l’ultimo fine settimana di gennaio al liceo Kant unisce momenti culturali e ludici in un luogo che può dirsi di frontiera, se non fosse l’ordinaria quotidianità di gran parte dei romani, di chi in questa città morta ma piena di vita vive e vivacchia, lavora o fa niente. Con coraggio e senza spocchia Pezzettini riporta la parola cultura al centro dell’agire collettivo. Una vera festa del libro e dei lettori, lontano dai riflettori ma vicino alla gente.

Due giorni intensi, zeppi di incontri avviati con la presentazione nel liceo romano dell’ultimo libro di Marco Marsullo, giovane ma già smagato e ferrato autore Einaudi, I miei genitori non hanno figli, introdotto da Marisa Deledda, e Donne di carta, con la poeta Elisa Kidanè. Tra gli appuntamenti da non perdere, domani, la chiusura nei locali dello spazio Altramente di via Laparelli 60, al Pigneto, con pezzi grossi della satira e dell’illustrazione come Vauro e Alessio Spataro, alle 16.30, preceduti dal coro multietnico Romolo Balzani. A riprova che più che di un festival di festa si tratta, per chi i libri li ama ancora e li legge, persino. Tutti gli appuntamenti sul sito altramente.org e sulla pagina facebook dell’evento.

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