18.4 C
Rome
lunedì 16 Maggio 2022
18.4 C
Rome
lunedì 16 Maggio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
HomecultureE' morto Cruyff, il campione che non giocò i mondiali della tortura

E’ morto Cruyff, il campione che non giocò i mondiali della tortura

Aveva ragione Cruyff: non si può giocare a calcio a pochi metri da dove si tortura. Il grande calciatore olandese rifiutò di giocare nell’Argentina dei militari. E’ morto proprio nell’anniversario del golpe

di Maurizio Acerbo

12472791_987375584675812_3238390170418800704_n

“Come puoi giocare a pallone a mille metri da un centro di torture?” Johan Cruyff 
Non sono mai stato un appassionato di calcio ma la nazionale olandese di Cruyff è per me un mito degli anni ’70 assai caro, un pezzo di immaginario che mi porto dentro.
Johan Cruyff è morto oggi di cancro proprio nel giorno del il 40° anniversario del colpo di stato che porto i militari al potere in Argentina e l’inizio di una dittatura anticomunista ferocissima che si rese responsabile di decine di migliaia di desaparecidos.
La televisione bolivariana teleSUR ha reso omaggio al grande campione ricordando che Cruyff si rifiutò di partecipare alla Coppa del Mondo del 1978 in Argentina per denunciare il fatto che la giunta militare argentina stava sistematicamente torturando e facendo scomparire la propria gente. Boicottando le finali di Coppa del Mondo Cruyff probabilmente fece perdere la coppa alla sua squadra e al suo paese, ma mise in evidenza la situazione di migliaia di giovani uomini e donne che erano stati torturati e uccisi durante la dittatura.

2 COMMENTI

  1. Era il tempo delle persone vere. Oggi sono tutti concentrati su se stessi e sui soldi che guadagnano, ma soprattutto non sono più di esempio a nessuno, se non a qualche testone, che al posto della testa ha solo il pallone.

  2. Paragonato ai tanti mercenari che affollano il mondo del calcio odierno emerge come un gigante di onestà intellettuale e sportiva.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Besancenot: la sinistra e la guerra in Ucraina

Di ritorno dall'Ucraina, Besancenot ritiene che la sinistra europea debba sostenere più apertamente le vittime dell'imperialismo russo [Geslin e Goanec]

La commedia delle risorse umane. Lavoretti a teatro

In scena al Teatro Nazionale di Genova, Il mercato della carne di Bruno Fornasari 

«Un metodo e un processo per uscire dal grande riflusso italiano»

Intervista a Dario Salvetti alla vigilia dell'assemblea nazionale convocata dal collettivo Gkn a Campi Bisenzio

Fumetti, ritorna ARF! e si porta Paco Roca

Tra gli eventi di ARF!, il festival dei fumetti in programma dal 13 al 15 maggio, c'è una mostra sul disegnatore spagnolo Considerato all’u...

“Né a Coltano, né altrove”. I NoBase fanno tappa a Roma

Verso la manifestazione del 2 giugno. Il 12 maggio, a Roma e Pisa, un presidio contro la nuova base militare a Coltano