1.3 C
Rome
domenica 16 Gennaio 2022
1.3 C
Rome
domenica 16 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
Homein fondo a sinistraL'Europa ha bisogno di ponti non di Brexit

L’Europa ha bisogno di ponti non di Brexit

Brexit. DiEM25 sui risultati del referendum nel Regno Unito: «La disintegrazione dell’Ue sta correndo a piena velocità. Riunire le forze democratiche è quello di cui l’Europa ha bisogno per evitare di scivolare in un abisso di xenofobia e deflazione, come nel 1930.

Pressenza Berlin
BritReferendum

DiEM25 ha sostenuto con forza il voto a favore di un radicale ‘Restiamo in Europa’.

Il ‘Fuori dall’Europa’ ha vinto perché l’establishment dell’Unione Europea, attraverso il proprio regno antidemocratico (per non menzionare l’asfissia dei paesi più deboli come la Grecia), ha reso impossibile per il popolo britannico l’idea di una Unione Europea democratica.

La nostra campagna per un radicale ‘Restiamo in Europa’ è stata quindi sconfitta.

Possiamo orgogliosamente guardare negli occhi i poteri che risiedono a Bruxelles, Berlino, Francoforte, Parigi, etc. e dir loro: “Abbiamo provato a salvare l’Unione Europea da voi. Ma voi l’avete avvelenata mettendo a tacere la voce dei democratici che, nonostante ci abbiano provato, non sono riusciti, non siamo riusciti a convincere il popolo britannico a restare.”

Qui a DiEM25 non abbiamo intenzione di perderci d’animo ora che il ‘Leave’ ha vinto, nonostante i nostri sforzi. Da oggi comincia una nuova entusiasmante sfida per il nostro movimento pan-europeo

Noi di DiEM25 rifiutiamo la logica di disintegrazione dell’Unione Europea implicita nella campagna per il ‘Leave’. Ma allo stesso tempo rifiutiamo la logica di un’ Unione che continui a fare i soliti affari, smerciata da David Cameron, Tony Blair, Wolfgang Schäuble, François Hollande, Jean-Claude Juncker, Hillary Clinton e tutti gli altri responsabili della perdita di legittimità da parte dell’Unione Europea, della sua integrità e della sua anima.

DiEM25 si rammarica che i britannici abbiano scelto di abbandonare l’Unione Europea, ma allo stesso tempo saluta con favore la determinazione con cui il popolo britannico ha deciso di contrastare la diminuzione di sovranità democratica causata dalla clamorosa de-politicizzazione delle decisioni politiche e il conseguente deficit di democrazia nell’Unione Europea.

A partire da oggi DiEM25 sfrutterà il voto confluito a favore del ‘Fuori dall’Europa’ per promuovere ancora più vigorosamente la sua agenda radicale nei confronti dell’establishment dell’Unione Europea.

La disintegrazione dell’Unione Europea sta correndo ora a piena velocità. La campagna di DiEM25 per costruire ponti in tutta Europa, riunendo le forze democratiche, superando confini e schieramenti politici, è quello di cui l’Europa ha bisogno, oggi più che mai, per evitare di scivolare in un abisso di xenofobia e deflazione, come nel 1930.

In questa sfida, i progressisti inglesi saranno al centro delle campagne di DiEM25.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Scuola al freddo, linea dura della preside: sospesi in 66

Sospesi in 66 in un liceo artistico di Milano per aver rivendicato un diritto. Una storia in apparenza d'altri tempi

Pitti uomo e la giostra del lavoro di merda

Nel giorno dell'inaugurazione di Pitti Uomo la denuncia dei lavoratori precari. Gkn "disintossichiamoci da questi livelli di sfruttamento"

«Quel generale anima nera dei depistaggi su Cucchi»

«Chi ha pestato Stefano non si poteva permettere che vedesse un legale di fiducia». Fabio Anselmo ricostruisce il depistaggio

Francia, l’ultima pallottola di Mélenchon

Il leader di France Insoumise è il candidato meglio posizionato nella campagna presidenziale 2022 ma è una figura logorata [Enric Bonet]

Depistaggi Cucchi: «C’è un regista, non è indagato ma c’è»

Il processo ai carabinieri accusati di aver deviato le indagini sull'omicidio di Stefano Cucchi. Parlano le parti civili