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Ricordando Sandro “Pelo”

La notte tra il 5 e 6 giugno è morto a Buenos Aires, per un infarto, il compagno Sandro “Pelo”, una vita tormentata alla ricerca di “spigoli di luce in un mondo buio e solitario”

di Marina Zenobio

Sandro Pelo
Caro Pelo,
Pelo il compagno, l’amico internazionalista e antifascista, il ribelle, il dipendente, il proletario. Che ognuno ti etichetti come meglio crede, per me eri Pelo, caro fragilissimo Pelo. Il tuo cuore ha smesso di battere a 43 anni, dall’altra parte del mondo, alla ricerca di un tuo posto, a fianco “hasta siempre” di chi voleva un nuovo mondo possibile. Hai attraversato il movimento romano e in questo viaggio ti ho conosciuto quando le nostre strade si sono incrociate nella militanza interna al “Comitato di solidarietà con l’America Latina Carlos Fonseca”.
Ricordo ancora quella tua telefonata alle 3 di notte dall’Avana, dove avevi accettato di andare per seguire una delle nostre Brigate di solidarietà nell’estate del 1994. Eri ansioso, eri spaventato dal fatto di non riuscire a dare il meglio di te in una situazione sociale e politica non facile, difficile da capire perché piena di contraddizioni com’era quella cubana di allora. Anche lì emergeva quel sentimento di solitudine che ti soffocava, indipendente da dove stavi e con chi. La telefonata ovviamente era a carico e non dimenticherò facilmente il risultato sulla bolletta. Parlammo, parlammo a lungo e alla fine sembravi più sereno. Ma chissà!
E poi le feste, i compleanni, le tue prese in giro perché stavo invecchiando, e quella dedica che ho ancora incorniciata in camera, con il disegno di Mafalda e la scritta “Gli amici che contano non contano mai i tuoi anni”.

Radicale, a volte insopportabilmente integralista in politica, ma amabile, affettuoso e tanto fragile nella relazione umana. I tuoi tormenti ti hanno accompagnato, sempre, a volte tentavi di soffocarli anche con strumenti discutibili, la tua lotta contro la dipendenza. Eri il compagno e l’amico che ognuno voleva avere ma di cui ognuno voleva liberarsi quando usciva il tuo lato problematico.
Militant nel ricordarti sul suo blog ha scritto: “La tua morte, Sandro, ci mette di fronte ai nostri limiti, ai limiti di un movimento che nel tempo ha perso contatto con quel proletariato politicizzato che costituiva il maggior vanto politico della sinistra rivoluzionaria. Si dice che chi ha compagni non muore mai. Dovremo tutti essere all’altezza di questa frase, e non sempre abbiamo dato dimostrazione di esserlo”. Parole dure, che non condivido totalmente, ma con un fondo di verità. Perché se è vero che a Buenos Aires condividevi un ambito di compagni e compagni impegnati nella lotta quotidiana, è anche vero che in certi tuoi post su Fb a volte emergeva una richiesta di sostegno. Anzi, a volta un urlo. Ma noi, al di qua, dell’oceano, probabilmente non abbiamo captato o non siamo stati abbastanza presenti. Come scrivevi in un post, cercavi solo “Spigoli di luce in un mondo buio e solitario”.
Ciao Pelo, ti aspettiamo a Roma per darti l’ultimo saluto.
Marina

 

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