domenica 22 Settembre 2019

#piazzaindipendenza. La donna ferita: «Violenza gratuita su indifesi»

#piazzaindipendenza. La donna ferita: «Violenza gratuita su indifesi»

#piazzaindipendenza “Violenza gratuita su persone indifese”. Dall’ospedale parla Gemma Vecchio. “Non so perché abbiano azionato l’idrante, in piazza erano rimaste solo le donne”.

25 agosto 2017

Foto Eleonora Camilli
Sgombero via indipendenza, curtatone - donna ferita

ROMA – “L’ultima cosa che mi ricordo è un getto d’acqua fortissimo, poi il buio. Quando mi sono svegliata all’ospedale mi hanno raccontato cosa era successo”. Gemma Vecchio, fatica a parlare al telefono, ha il naso rotto mi dice, in seguito alla brutta caduta di ieri. Oggi dovrebbe uscire dall’ospedale. E’ lei la donna rimasta a terra dopo la seconda carica delle forze dell’ordine ieri mattina a piazza Indipendenza. “Mi ricordo solo che eravamo rimasti in pochi in piazza, non stava succedendo niente – spiega a Redattore sociale -. Stavo parlando coi ragazzi dicendo di stare calmi, di non offendere, la situazione sembrava essersi calmata, poi ho visto i poliziotti venire verso di noi coi manganelli e questo getto che mi ha presa in pieno”.

Cosa è successo. Tutto accade intorno alle 10,30. Dopo le prime operazioni di sgombero da parte della polizia della mattina, iniziate alle 6, in piazza erano rimaste poche persone: soprattutto donne, alcuni ragazzi, tra cui un invalido con le stampelle, alcuni operatori delle ong (Medici senza frontiere ed Intersos), giornalisti e fotografi. Nei giardini, invece, restavano, zuppi, tutti gli oggetti (valigie, vestiti, materassi etc) delle persone accampate nei giorni precedenti. Le forze dell’ordine chiedono di nuovo agli occupanti di togliere tutto e di dirigersi verso via Goito. Le persone però non vogliono abbandonare gli effetti personali. Così entra di nuovo in azione l’idrante della polizia. Gemma è lì in mezzo, viene presa in pieno, cade male e sviene. L’équipe medica di Medici senza frontiere, presente dalla mattina presto a soccorrere i feriti, interviene, e chiede ripetutamente di chiamare un’ambulanza. Fino a quell’ora, infatti, i mezzi del pronto soccorso non ci sono.“Non mi ricordo cosa sia successo dopo. Soprattutto non ho capito davvero perché hanno azionato l’idrante, stavamo parlando – continua -. Erano rimaste soprattuto le donne. Denunciamo sempre le violenze nei regimi autoritari, ma lì le donne le rispettano. E’ assurdo che in Italia non sia così. E’ stata una violenza gratuita – aggiunge – Non so se sporgerò denuncia. Quello che so per certo è che non voglio che una cosa del genere si ripeta mai più”. Oltre al naso rotto, Gemma lamenta forti dolori a un orecchio e al fianco. Anche Luca Blasi di Intersos, presente al momento dell’incidente parla di “violenza inaudita e fuori misura: erano rimaste solo dieci donne sul posto e stavano raccogliendo le loro cose. Sono state attaccate senza motivo – dice -. L’uso degli idranti in quel momento non aveva nessuna giustificazione”. Alla fine della giornata Medici senza frontiere ha trattato 13 persone ferite, e chiamato l’ambulanza per 5 di loro. “Non vi erano ambulanze sul posto al momento dei disordini” ha denunciato in una nota Francesco Di Donna, Coordinatoremedico di Msf.

Sgombero Roma

“Non sono un’occupante, ero lì per mediare”. Gemma, 63 anni, è in Italia dal 1977. E’ eritrea di origine, con la cittadinanza italiana. Non era tra gli occupanti del palazzo di via Curtatone. Era lì per mediare. E’ la presidente di Casa Africa, un’associazione che dal 1978 aiuta le persone eritree ed etiopi in Italia. “Dentro il palazzo abbiamo fatto per un periodo scuola di italiano – racconta -. Molte di queste persone ottengono i documenti ma non sono inserite in un percorso, non imparano neanche la lingua. C’è una filiera di accoglienza e integrazione che non funziona”. Da sabato scorso, Gemma insieme agli altri volontari della sua associazione, si stava attivando per mediare e trovare una soluzione per le persone in strada. “Pensavamo di riuscire a fare qualcosa, ma ieri è saltato tutto – conclude -. Dicono che c’erano dei violenti tra i rifugiati: se era così li avrebbero dovuti individuare e allontanare. La violenza su tutti non è giustificata”. (Eleonora Camilli)

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TAG: MIGRANTI

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