-1.7 C
Rome
venerdì 21 Gennaio 2022
-1.7 C
Rome
venerdì 21 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
Homepadrini & padroniHamas lascia all’Anp il controllo dei valichi della Striscia di Gaza

Hamas lascia all’Anp il controllo dei valichi della Striscia di Gaza

Tra 15 giorni al valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, riprenderà il transito di persone e merci sotto la sorveglianza della guardia presidenziale di Abu Mazen e di Eubam Rafah

di Marina Zenobio

Rafah valico

Come previsto dagli accordi di riconciliazione nazionale firmati al Cairo il 12 ottobre scorso,  e nonostante le tensioni provocate dal bombardamento israeliano su un tunnel alla frontiera con Gaza, con l’uccisione di nove palestinesi, oggi (1 novembre 2017), Hamas ha consegnato i valichi di frontiera di Rafah con l’Egitto e di Erez e Kerem Shalom con Israele all’Autorità nazionale palestinese (Anp). Al passaggio delle consegne erano presenti funzionari egiziani, garanti dell’accordo.

Se non sorgeranno imprevisti, tra due settimana a Rafah riprenderà il transito di persone e merci sotto la sorveglianza – come annunciato al Cairo – della guardia presidenziale di Abu Mazen e possibilmente del contingente europeo di osservatori Eubam Rafah (European Union Border Assistance Mission in Rafah).

E’ intenzione dell’Anp di preparare quanto prima il terreno perché tornino al valico di Rafah gli osservatori europei allontananti dieci anni fa, quando Hamas prese il controllo della Striscia di Gaza. Da allora il passaggio di Rafah è rimasto chiuso o aperto in rarissime occasioni per permettere l’entrata o l’uscita da Gaza di alcuni palestinesi.
Quindi ora tutte le questioni economiche che riguardano le frontiere, e in concreto l’incasso delle imposte doganali, finora un polmone finanziario per il movimento islamista Hamas, passano nelle mani di Ramallah (Cisgiordania), sede amministrativa dell’Anp e degli uffici del presidente Abu Mazen. Secondo la Camera di commercio di Gaza ogni anno si potrebbero raccogliere circa 100 mila dollari attraverso le imposte su vari prodotti tra cui benzina, gasolio, medicine, sigarette e alimentari, denaro che da un decennio circa finiva nelle casse di Hamas.

La Banca di Palestina e il Ministero delle Finanze palestinese riceveranno ufficialmente il controllo dei centri di raccolta nelle sale di entrate e di uscita dalle frontiere, sostituendo la Banca di Produzione controllata da Hamas.
E’ il primo passo verso l’unità nazionale palestinesi, ma il percorso non sarà facile. Uno dei punti degli accordi del Cairo rimasto senza soluzione è la consegna delle armi da parte del braccio armato di Hamas, le Brigate Essedin al Qassam. Abu Mazen, presidente dell’Anp, fin dalla firma degli accordi si è espresso contro la possibilità che alla milizia del movimento islamico venisse lasciato il controllo della sicurezza di Gaza e di poter conservare le sue armi. Hamas da parte sua ha escluso il disarmo delle sue Brigate, dichiarandosi però pronto a decidere assieme a Fatah quando usarle. La questione è spinosa, e la sua risoluzione sarà fondamentale per una riuscita degli accordi. La strada della riconciliazione tra Hamas e l’Anp è tutta in salita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

I nazisti ucraini nei giochi di guerra tra Putin e Biden

La CIA sta segretamente addestrando gruppi nazisti anti-russi in Ucraina dal 2015 [Branko Marcetic]

A #BlackLivesMatter serve un programma economico

In un paese che ha sempre usato la razza per giustificare la disuguaglianza, porre fine alla brutalità della polizia è solo l'inizio

Violenze di gruppo a Milano, i 3 cerchi dell’orrore dei Taharrush JamaR...

La pratica dei Taharrush Jama'i viene dall'Egitto. L'obiettivo è scoraggiare donne e attiviste a partecipare a raduni ed eventi pubblici

Il virus della disuguaglianza

Il rapporto Oxfam: cresce in Italia e nel mondo la concentrazione delle ricchezze, aumenta il numero dei poveri 

Scuola al freddo, linea dura della preside: sospesi in 66

Sospesi in 66 in un liceo artistico di Milano per aver rivendicato un diritto. Una storia in apparenza d'altri tempi