mercoledì 26 settembre 2018

Sinistra alternativa, a che punto è la pazzia

Sinistra alternativa, a che punto è la pazzia

Lista della sinistra alternativa, cosa è successo dopo il Teatro Italia: le prime assemblee. Je so’ pazzo: «Ecco come si può procedere»

di Giulio AF Buratti

Se il manifesto s’è accorto a scoppio ritardato dell’assemblea della sinistra alternativa, la lista dei “pazzi”, di sabato scorso, il resto della stampa continua a fare titoli sulla sinistra per raccontare le gesta di Pisapia, Bonino, Prodi, D’Alema, Bersani e Fratoianni. Come se, titolando sul rock and roll, si parlasse poi di Gigi D’Alessio. Un piccolo capolavoro in questo senso lo fa il post di Luca Sofri inserendo nello spiegone sulla sinistra perfino la Mossa del Cavallo di Giulietto Chiesa, Ingroia e un ex generale dei carabinieri ma sorvolando non solo sull’assemblea popolare che ha riempito il Teatro Italia di Roma ma anche evitando con accuratezza di citare Rifondazione. La notizia del giorno, dunque, non è che Grasso non ha ancora sciolto la riserva (mentre una dichiarazione di Marcon sembrava ufficializzare la sua leadership) e che Mdp/SI/Possibile correranno fuori dalla coalizione col Pd di cui Prodi fa il garante (D’Alema e Bersani, nel secondo Governo Prodi, erano rispettivamente Ministro degli Esteri e dello Sviluppo economico).

Perché di cose ne succedono a sinistra di quella che i giornali perbene chiamano sinistra.

Fa sapere l’Ex Opg che, «a pochi giorni dalla straordinaria assemblea di sabato per la costruzione di una lista popolare alle prossime elezioni, a distanza di una settimana dal videomessaggio di lancio dell’assemblea e della “folle proposta”, sono migliaia le persone che hanno iniziato ad attivarsi e questa è la dimostrazione che insieme stiamo riuscendo ad avviare un processo virtuoso ed autentico. Come tutti sappiamo, però, è necessario lavorare con determinazione, in maniera organizzata e capillare, per allargare questo percorso e renderlo effettivamente un megafono delle lotte e delle esigenze del popolo! Condividiamo, quindi, alcuni aggiornamenti sui prossimi passi da compiere.

Abbiamo immaginato una formula agile e divertente per invitare alla convocazione di assemblee territoriali. Vi invitiamo a scriverci se siete interessati ad organizzare le assemblee territoriali o prendere parte agli appuntamenti esistenti: metteremo a disposizione di tutti la nostra pagina che arriva a tantissime persone per dare massima visibilità agli eventi e per dare un quadro d’insieme, nazionale, delle assemblee convocate in tutta Italia, aiutando a mettervi in contatto con le diverse persone presenti sui medesimi territori che hanno voglia di attivarsi.

LE PRIME ASSEMBLEE TERRITORIALI
Venerdì 24 ore 18, Napoli – Ex OPG “Je so’ pazzo” (evento facebook)

Venerdì 24 ore 18, Bari – Officina degli Esordi (evento facebook)

Sabato 25, Lecce (domani verranno pubblicati i dettagli su luogo e orario, e l’evento facebook)

Roma 28, ore 18, viale delle Provincie 196

A breve verranno confermate assemblee Firenze, Padova, Milano, Bologna e speriamo che mille altre assemblee popolari fioriscano!».

Questa è la chiamata per l’assemblea di Roma, martedì 28

Sabato 18 al Teatro Italia non ci credevamo: 800 uomini e donne, giovani (tanti) e meno giovani, studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati hanno riempito la sala accogliendo il nostro pazzo invito a mettersi in gioco e costruire insieme a noi una lista elettorale “di popolo”.

Forse è per disperazione che ci siamo ritrovati in così tanti, per la paura di subire mesi di campagna elettorale dominata da temi di destra, per paura di confrontarci con uno Stato sempre più repressivo, di vedere le persone intorno a noi scivolare nella rassegnazione o nell’imbarbarimento. Per paura di vedere ancor più soffocata la nostra voce, quella di chi ogni giorno lotta per la dignità, il rispetto e l’uguaglianza delle persone, di chi lotta per la casa, per i servizi pubblici, per difendere il territorio in cui vive e raramente viene preso in considerazione.

Quella voce sabato si è sentita. Ha parlato attraverso la bocca dei protagonisti di queste lotte, attraverso gli interventi di chi ogni giorno col proprio lavoro quotidiano li sostiene. Ha rappresentato un assaggio della campagna elettorale che sogniamo: una campagna in cui parlare tra di noi, far parlare di noi, gridare tutti insieme, rappresentare un messaggio di riscossa per milioni di persone

Se è stata la disperazione a farci incontrare dovrà allora essere l’entusiasmo a tenerci insieme. Lo stesso che si è cominciato a percepire sabato. Perché, l’abbiamo detto, con questa campagna vogliamo fare tutto alla rovescia: la fatica dei banchetti, della propaganda, dell’impegno quotidiano sarà occasione di gioia, di festa, di lotta; programmi elettorali noiosi, estenuanti e mai attuati si trasformeranno in un concentrato di messaggi, di slogan, di slanci popolari; al posto di politici di professione, di carrieristi e di venditori di fumo, vogliamo dare voce e candidare le persone semplici, di chi soffre, di chi fatica, di chi lotta e non si rassegna!

Per discutere e organizzare questa folle avventura ci vediamo Martedì 28 alle 18.00 in viale delle Province 196!

Il futuro non è scritto, tutto il potere al popolo!

All’indomani dell’assemblea, la direzione nazionale di Rifondazione ha votato un dispositivo unitario, un ordine del giorno, che imbocca con la stessa decisione mostrata dl palco dal segretario Acerbo e dall’eurodeputata Eleonora Forenza, la strada indicata dal Teatro Italia. Larga maggioranza da riconfermare il 2 dicembre al comitato politico nazionale. «Consideriamo positivo l’approccio proposto per costruire una proposta politica che unisca le forze politiche e sociali antiliberiste e anticapitaliste, ambientaliste, antisessiste, antirazziste per una alternativa di società. Invitiamo tutte le donne e gli uomini che hanno partecipato alle assemblee del Brancaccio a essere protagoniste del percorso che si sta avviando dopo che l’accordo di vertice Mdp-Si-Possibile ha bloccato ogni ipotesi di costruzione democratica e dal basso di una sinistra «nuova e radicale. Il Prc si impegna a lavorare a una costruzione unitaria, con tutte le forze politiche e sociali interessate, e un percorso partecipato nei territori, in vista della presentazione di una lista di sinistra, popolare di alternativa per le prossime elezioni politiche».

Nel frattempo, continuano gli appelli per attirare i delusi dai rispettivi percorsi. Il segretario di Rifondazione, Maurizio Acerbo, punta agli scontenti di SI e spiega loro, in una lettera aperta, che servono: «un programma radicale e di rottura con le politiche neoliberiste degli ultimi 25 anni; un profilo politico chiaro: impossibile qualsiasi alleanza con il PD prima e dopo le elezioni, perché va  ricostruita la sinistra, non riproposto il centrosinistra». Infine, un «Percorso partecipato e criteri per le liste che garantiscano rinnovamento profondo e un profilo non inchiodato ai governi di centrosinistra responsabili delle politiche neoliberiste. Nessuno di questi aspetti è presente nella proposta di lista che sarà ufficializzata il 3».  Per tanto, Acerbo chiede a dirigenti e militanti di SI «il coraggio di una svolta nel segno della ricerca dell’unità con chi le politiche neoliberiste le ha contrastate, con chi in Europa sta dalla parte delle forze che si battono contro i trattati nel GUE e nel partito della Sinistra Europea. E concretamente chiediamo di affrontare le questioni ineludibili poste da Rifondazione Comunista e dallo stesso Tomaso Montanari. Noi stiamo lavorando a partire dall’assemblea del Teatro Italia affinché una lista di sinistra nuova e radicale sia presente alle prossime elezioni e proprio per questo riproponiamo il tema dell’unità: serve una sinistra antiliberista nettamente alternativa al PD e al centrosinistra e vi invitiamo a costruirla insieme».

Anche Sinistra Anticapitalista ha reso pubblica una risoluzione della sua direzione di adesione al percorso: «Avevamo individuato da tempo tutte le contraddizioni del percorso del Brancaccio – si legge – pensare di voler mettere insieme, in nome della lista unica a sinistra del PD, MDP che le politiche neoliberiste le ha condotte in prima persona, appoggiando e ricoprendo ruoli in tutti i governi sostenuti dal Partito Democratico, Sinistra Italiana, che si era candidata in coalizione con il PD nelle ultime elezioni politiche e che continua a governare con il PD in regioni importanti e chi si è opposto a queste politiche era chiaramente impossibile. Abbiamo invece sostenuto la necessità che ci fosse la possibilità di scegliere alle prossime elezioni un’opzione di sinistra di classe. Allo stesso tempo abbiamo sostenuto che non bisogna guardare alle elezioni come un fine, ma come una tappa di costruzione di un percorso di mobilitazione sociale più ambizioso delle forze politiche e sociali della sinistra di classe (…) La costruzione di una lista alternativa con un programma semplice ma anche chiaramente definito nei suoi contenuti di unità di classe e generazionale, di unità coi migranti, di unità delle lavoratrici e dei lavoratori al di sopra delle frontiere ha bisogno ancora di molti passaggi e di molto lavoro. Nei prossimi giorni la nostra organizzazione si muoverà perché questa lista, aperta, democratica, plurale, con contenuti di classe, si realizzi».

«Irrompere nelle elezioni – si legge sul sito di Communia – funziona se si produce qualcosa di realmente diverso dal già visto, che prescinda dalla nascita o meno di una lista. Lo scompiglio oggi lo creiamo se i movimenti, le lotte e le esperienze sociali riescono ad entrare direttamente nel dibattito pubblico, provando a incrinare i rapporti di forza e a ridare credibilità ad un programma radicalmente alternativo all’esistente. Il “poder popular” va ricostruito e possiamo metterci in cammino in questa direzione, in varie forme e modalità, con o senza percorsi elettorali, ma dandoci mutualismo e autogestione come bussole di una ripartenza profonda». A spanne, dall’intervento sembra trasparire un interesse di pezzi di cenri sociali per lo squarcio nelle consuetudini prodotto dall’iniziativa di Je so’ pazzo ma questi settori sembrano restare in finestra, almeno per ora, pur riconoscendo che, a quelli dell’Ex Opg, «Non gli è mancato il coraggio, e hanno deciso di prendersi la scena lasciata vuota da quelli del Brancaccio. La loro assemblea, convocata con soli 4 giorni di anticipo, ha avuto un successo di partecipazione con più di 700 persone e un entusiasmo di cui sicuramente non c’era traccia nelle assemblee di Montanari e Falcone (…) Rompere la depressione che provoca l’attuale scenario politico è urgente, ed è insopportabile star solo a guardare. Viva quindi la “pazzia rivoluzionaria” dell’ex Opg. La “pazzia” però deve anche liberarsi dal “manicomio” della sinistra: rimanere lì dentro significa aver già perso». 

#accettolasfida #poterealpopolo

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