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Terrore, funerali e altri spaesamenti

Genova, le rassegne tematiche del Teatro della Tosse. Dopo le forme del conflitto, gli sguardi sulla morte

Genova – Un assalto al supermercato, un lupo solitario radicalizzato, l’assedio dei reparti speciali. Nessun superstite. Storia, anzi cronaca di tutti i giorni in questi ultimi nervosi giorni d’Europa. Sono gli ingredienti di La lotta al terrore, lo spettacolo che ha chiuso il focus Forme del conflitto che ha impegnato la programmazione del Teatro della Tosse di Genova, per tutto il mese di marzo, sui temi della guerra, del terrorismo e della violenza politica in tutte le sue declinazioni. Portata in scena dalla Compagnia Capotrave per l’ideazione e la drammaturgia di Lucia Franchi e Luca Ricci e con Simone Faloppa, Gabriele Paolocà e Gioia Salvatori è la storia drammatica e al contempo comica di un attacco terrorista a un supermercato. Visto e raccontato però dall’esterno. Anzi, dalla prospettiva dell’interno di una sala riunioni comunale, dove all’improvviso giunge la terribile notizia. Un kammerspiel crudele e grottesco, che si svolge in un’ora esatta concitata e cronometrata dall’orologio a parete dell’ufficio, in una totale unità di tempo e spazio. E durante la quale un impiegato, il segretario comunale e il vicesindaco elaborano numerose e   improbabili strategie per rendersi utili in assenza del sindaco, in ferie in settimana bianca in una località irraggiungibile telefonicamente. Tra imprevisti, assurde richieste di compilazioni di moduli e di procedure da seguire, la scrittura drammaturgica fa luce sull’inadeguatezza che i tre protagonisti mettono in campo per reagire alla situazione e indaga sulle paure umanissime che si celano sotto la nostra apparente tranquillità, pronte a emergere ogni volta che la minaccia diventa concreta. Uno spettacolo che parla di paura, di tolleranza e di intolleranza, o, dove la nostra identità individuale e sociale è messa in crisi da radicalismi contrapposti. E dello spaesamento radicale che può assumere – come nei film di fantascienza degli anni Cinquanta – il corpo e la fisionomia di qualcuno che si conosceva da sempre.

Un modus di lavoro ormai consolidato in rassegne tematiche, quello del teatro genovese, come un work in progress che non si esaurisce ma prosegue ora con la seconda edizione di PASSAGGI – sguardi sulla morte. Perchè qui la categoria estetica dello spaesamento si fà tanto radicale da contemplare tutto intero, come direbbero I filosofi, l’orizzonte della nostra finitudine. E allora tutti invitati all’evento meno esclusivo di tutti. O, se si preferisce, proprio il più esclusivo, perché taglia fuori tutto il resto: la nostra propria, certa, indifferibile, definitiva dipartita.

Allestita in collaborazione con Braccialetti Bianchi, associazione di volontariato genovese che offre accompagnamento e sostegno alle persone con una malattia in fase avanzata e alle loro famiglie, la rassegna Passaggi parla di morte, dal vivo. Nel cartellone di questa nuova edizione, dal 29 al 31 marzo, lo spettacolo internazionale in prima nazionale ErictheFred dell’irriverente clown britannico Chris Lynam, sul tema tabù del suicidio. Il “Re dei Clown”, come è stato definito dal New York Times, si muove sul palco con leggerezza e poesia raccontando una meravigliosa storia di sogni ed emozioni con la sua sferzante comicità. E per l’occasione Play this at my funeral, che inaugura l’edizione 2018 della rassegna, è il tradizionale, ma assai particolare, concerto “prima della prima” nel foyer della Tosse. Il live avrà una scaletta particolare scelta direttamente dal pubblico attraverso una challenge lanciata su facebook e pubblicata sulla piattaforma Spotify nella playlist “#PASSAGGI Play this at my funeral”, che chiedeva quali sarebbero le tre canzoni che preferireste fossero suonate al vostro funerale. E voi, non volete cominciare a pensarci?

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