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Terzo venerdì di sangue a Gaza

Nel terzo giorno della marcia per il ritorno i cecchini israeliani uccidono un altro palestinese a Gaza. Ed esultano per la loro impresa (video)

Un palestinese ucciso da pallottole israeliani e 700 feriti durante il terzo venerdì di protesta alla frontiera tra la Striscia di Gaza e Israele, una protesta che i palestinesi hanno definito link “la marcia del ritorno”. Le vittime palestinesi di oggi si aggiungo a quelle delle due precedenti manifestazioni – di venerdì 30 marzo e 6 aprile -, con un tragico bilancio complessivo di 30 morti e 1600 feriti.

Intanto è diventato virale un video che mostra soldati israeliani esultare dopo che un cecchino ha colpito un palestinese disarmato alla frontiera con Gaza.

Tra i feriti di oggi anche altri tre giornalisti che coprivano l’evento, tra essi il fotografo palestinese Ahmed Abu Hussein, il cui stato di salute risulta critico per essere stato colpito al petto da una pallottola.

Il movimento della “marcia per il ritorno”, organizzato da tutte le fazioni palestinesi, è iniziato il 30 marzo, prevede manifestazioni ogni venerdì fino al 15 maggio, giorno della Nakba, la catastrofe che portò all’esodo forzato di oltre 700 mila arabi palestinesi dai territori occupati da Israele nel corso della prima guerra arabo-israeliana del 1948, guerra successiva alla creazione dello stato di Israele.

Oggi oltre 10 mila palestinesi si sono concentrati nei cinque punti indicati per la protesta lungo la frontiera tra la Striscia di Gaza e Israele, tra questi anche il ventottenne Islam Herzallah, raggiunto all’addome dal tiro di un cecchino israeliano e morto poche ore dopo.

Human Right Watch accusa Israele di ordinare “illegalmente” ai suoi cecchini di sparare contro palestinesi disarmati a Gaza, perché si tratta di ordini contrari alle leggi internazionali. Nel frattempo Amnesty International ha chiesto una indagine indipendente sulle circostanze dell’uccisione dei 30 palestinesi, compresa quella del fotoreporter palestinese Yaser Murtaya.

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