Puglia, avvelenata per decreto

Puglia, avvelenata per decreto

Pioggia di veleni sulla Puglia. Irrorazioni forzate a base Neonicotinoidi imposte dal decreto Martina

di Mariggiò e Sebastio (Verdi Taranto)
Immagine in apertura “Ulivo di Puglia” di Renato Balsamo

Da maggio ad agosto, per 2 interventi più altri 2 fino a dicembre, su tutto il territorio agricolo pugliese compreso tra l’Adriatico e lo Ionio, da Martina Franca, Locorotondo e Fasano fino al Capo di Lecce, pioveranno pesticidi, 4,2 milioni di litri per 700 mila ettari di territorio. Sia l’aria che i prodotti alimentari Pugliesi saranno potenzialmente contaminati da insetticidi a base di Neonicotinoidi, neurotossici per insetti impollinatori, molto tossici per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.

Un allarme ambientale di cui ci informano, con un comunicato che integralmente Popoff ha deciso di riportare, Gregorio Mariggiò e Elvira Sebastio, co-portavoce dei Verdi della provincia di Taranto.

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Solo il 27 aprile scorso, a Bruxelles, gli Stati membri dell’Unione tra cui l’Italia, hanno approvato una proposta della Commissione per vietare l’uso all’aperto di tre pesticidi neonicotinoidi ritenuti pericolosi per i piccoli insetti, limitandone l’utilizzo alle sole serre. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva concluso che rappresentano un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere.

Ma in Puglia il Decreto Martina del 13 febbraio, IMPONE l’irrorazione di insetticidi a base di neonicotinoidi a partire dal mese di Maggio ad Agosto e ripetuta fino a Dicembre 2018, su piante ospiti e tutti i vegetali destinati alla piantagione.

Si tratta di neurotossici per insetti impollinatori, molto tossici per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Sia l’aria che i prodotti alimentari saranno potenzialmente contaminati da tali insetticidi per insetti impollinatori (tra cui le api). Fin dalla scuola primaria si insegna come siano fondamentali le api per mantenere la biodiversità vegetale, ma sembra quasi che in politica si dimentichino le nozioni elementari per la sopravvivenza.

L’uso di insetticidi unito alle lavorazioni meccaniche e le eradicazioni proprio in questi mesi, causerebbero conseguenze come la decimazione degli insetti impollinatori rendendo difficile la produzione di frutti per gli alberi, i legumi e gli ortaggi oltre alla drastica diminuzione di piante definite “infestanti” nel sud della Puglia.

La morte degli insetti impollinatori determina la perdita di biodiversità, che ricade anche sulla capacità economica e di sostentamento della popolazione che dalla terra ricava il reddito, con ricadute anche sul settore turistico. Uccidereste vostro figlio per una malattia infettiva nel timore che si diffonda o cerchereste con tutte le forze disponibili una cura?

Vogliamo ricordare che l’Italia ha aderito agli accordi internazionali con la Strategia Nazionale per la Biodiversità 2011-2020 (SNB), affiancata e supportata dalla Strategia Europea sulla Biodiversità (COM (2011) 244) e da alcune Direttive europee (tra le quali la 92/43/CEE “Habitat”, 2009/47/ CE “Uccelli”, 2000/60/CE “Acqua”, 91/676/CEE “Nitrati”, 2000/128/CE “Pesticidi”).

E’ l’ennesimo attacco ai territori e all’ambiente naturale come il decreto sull’immunità penale ed amministrativa dai reati ambientali, estesa dal governo dai commissari ai nuovi proprietari dell’Ilva, che tutela da processi e condanne (il decreto n.1 del 2015, all’articolo 2 comma 6 e decreto 98 del 2016 estende la non responsabilità penale ed amministrativa anche ai futuri affittuari o acquirenti ).

Nonostante i Verdi si siano opposti e a maggio 2017 Bonelli abbia lanciato la petizione, nessun parlamentare si è mosso in merito. Proprio ieri è giunta la notizia che la Procura di Taranto non potrà procedere penalmente per quanto riguarda la pioggia avvelenata dalle diossine dal 2013 al 2015 con valori superiori all’incidente di Seveso e i roghi della Terra dei Fuochi, anche se l’Arpa ha accertato che la responsabilità è dell’impianto di agglomerazione Ilva.

Forse capiranno solo quando sarà irrimediabilmente tardi, forse quando sulle tavole mancherà il formaggio con il miele o l’olio sul pane e saranno costretti a mangiare alimenti sintetici. Allora si potrà dire solo: “te l’avevamo detto!”. Ma a nulla potrà servire ormai.

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1 Commento

  1. Aldo Rotolo

    MA PORCACCIA D’UNA MISERIA LADRA… ma allora com’è che funziona ‘sta storia di “ce lo chiede l’Europa”? Quando si tratta di fregarci tempo di vita con le pensioni-Fornero, o soldi e sovranità con il paraggio di bilancio in Costituzione (…e altre porcherie…) funziona, quando la stessa EU dice di non avvelenare ambiente e insetti impollinatori, non funge più…FACCIAMO IL CONTRARIO?!?

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