domenica 13 Ottobre 2019

Viterbo, le foto dello stupro come trofeo per i camerati

Viterbo, le foto dello stupro come trofeo per i camerati

Viterbo, le foto dello stupro, per schernire la donna violentata, spedite anche al padre di uno dei due di Casapound arrestati. Sabato manifestazione in città

«Leva tutti i video, ci so le guardie al pub». Così uno degli indagati veniva sollecitato in una chat in un cui le immagini erano state condivise. In un altro passaggio si invita a cancellare la chat «che sto giro so ca… pe tutti». Dal cellulare di Francesco Chiricozzi, secondo quanto si rileva, era stata cancellata l’applicazione WhatsApp con relativo contenuto così come l’hard disk del sistema di videosorveglianza esterna del pub. Quattro foto ritraggono la vittima «inerme e apparentemente priva di sensi, completamente nuda e sdraiata sul pavimento»: l’ordinanza di misure cautelari del gip di Viterbo, Rita Cialoni, continua a rivelare dettagli raccapriccianti del presunto stupro all’Old Manners di Viterbo, dove si fa riferimento alle foto ritrovate nel cellulare di uno degli indagati. Nell’ordinanza si parla di «reiterati abusi sessuali posti in essere congiuntamente dagli indagati con atteggiamento sprezzante oltre che beffardo» intercalato da insulti. Le «aberranti immagini» della violenza sessuale di gruppo sono state condivise con altre persone tramite WhatsApp, emerge ancora dall’ordinanza che ha portato alle misure cautelari nei confronti di Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci. I messaggi pervenuti sull’utenza di Licci danno conto, secondo quando rileva il gip, che lo scopo era di «schernire» la donna, esibendo come fosse un «trofeo tale scempio». Licci le ha inviate anche a suo padre. Secondo quanto rileva l’ordinanza in chat ci si era solo preoccupati di «sollecitare l’immediata eliminazione delle immagini ritraenti la brutale violenza». La vittima ha riconosciuto i due indagati dalle foto degli album mostrati dagli investigatori «senza dubbio alcuno».

A venti giorni da quella violenza «inaudita» messa in atto in modo «beffardo e sprezzante», è ancora la paura a dominare la mente della donna vittima dello stupro di Viterbo. Paura che i suoi due aguzzini, militanti di Casapound, possano, una volta scarcerati, tornare a minacciarla per «farle rimangiare» quanto raccontato agli inquirenti. Ha affidato al suo legale, l’avvocato Franco Taurchini, il racconto di queste ore terribili la 36enne che il 12 aprile scorso è stata violentata per ore in un pub, l’«Old manners», adibito ad una sorta di circolo frequentato dai militanti del movimento di estrema destra. E il timori di possibili minacce alla donna per farla ritrattare starebbe orientando la procura verso la richiesta di incidente probatorio. «Ho paura, ho ancora molta paura per quello che è successo, spero che restino in carcere», ha detto al donna al suo legale. La vittima è ancora profondamente scossa per quanto accaduto al punto che gli inquirenti, pronti a chiedere un incidente probatorio per cristallizzare la sua testimonianza, stanno attendendo che ritrovi la forza per affrontare l’atto istruttorio irripetibile. «Siamo pronti a verbalizzare quanto denunciato nei giorni scorsi – afferma il legale della donna -. La mia assistita teme di essere minacciata per rimangiarsi quanto raccontato. È ancora molto scossa psicologicamente, è una situazione difficile da affrontare». Intanto agli atti dell’indagine, oltre ai video girati dai due indagati, Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, anche una serie di messaggi trovati sui loro cellulari. Tra questi anche uno del padre del Licci che intima al figlio di «cancellare i video e le foto» che mostrano le fasi della violenza sessuale. Dal punto di vista penale, in base a quanto si apprende, il padre del giovane non rischia l’iscrizione nel registro degli indagati in quanto parente dell’arrestato. In totale sono tre i video e quattro le foto della violenza che hanno fatto il giro delle chat Whatsapp nella cerchia di amici e militanti politici dei due indagati nei giorni successivi ai fatti. La volontà di condividere le scene di violenza e sopraffazione messa in atto nei confronti di una persona in stato di semincoscienza come una sorta di «trofeo». Nei frame si vedono «reiterati abusi», scrive il gip nell’ordinanza, portati avanti tra risate, minacce e gesti che sono indice di «un mancato controllo degli impulsi». Uno stato che, tra l’altro, è evidente già nelle prime immagini registrate: c’è la donna a terra priva di sensi, uno dei due militanti che le solleva il braccio e lo lascia ricadere senza trovare opposizione, prima di iniziare a denudarla e a violentarla. Per il giudice sussiste «un gravissimo quadro indiziario di colpevolezza in ordine al reato per il quale c’è la richiesta cautelare nei confronti di entrambi gli indagati». I due restano, intanto, in attesa della decisione del gip che nei prossimi giorni dovrà decidere in merito alla richiesta di scarcerazione o attenuazione della misura cautelare.

Il sindaco di Viterbo condanna ma «Se si tratta di una manifestazione di condanna delle violenze al di là delle appartenenze politiche ci saremo». Lo afferma all’Adnkronos il sindaco di Viterbo Giovanni Arena a pochi giorni dagli arresti per il presunto stupro all’Old Manners di Viterbo e in merito alla manifestazione lanciata dalla Rete degli studenti medi per sabato a Viterbo. «Se si tratta di una condanna da parte dell’opinione pubblica a ogni violenza perché no», continua il primo cittadino sottolineando però di non essere interessato a strumentalizzazioni politiche: «A me preoccupano le condizioni della ragazza e l’atto brutale».

Intanto, le dimissioni di Francesco Chiricozzi da consigliere comunale di Vallerano, annunciate dopo l’arresto, ancora non sono state formalizzate. «Ad oggi Chiricozzi è ancora un amministratore locale e questa è una cosa inaccettabile», dice il sindaco del piccolo centro del viterbese, Adelio Gregori annunciando che parteciperà, sabato prossimo, alla manifestazione indetta dalla Rete degli studenti

a partire dalle 17 da piazza della Rocca a Viterbo, contro ogni forma di violenza «non solo quella di genere, contro la violenza non contro CasaPound», insistono gli organizzatori. Anche se i vertici locali del partito della tartaruga dal guscio ottagonale non si sono dissociati come hanno fatto ufficialmente i capi nazionali dei fascisti del III milliennio. Anche il primo cittadino di Viterbo, Giovanni Arena (Forza Italia), preannuncia una partecipazione con se e ma. «Se si tratta di una condanna da parte dell’opinione pubblica a ogni violenza perché no», continua il primo cittadino sottolineando però di non essere interessato a strumentalizzazioni politiche: «A me preoccupano le condizioni della ragazza e l’atto brutale». «Noi condanniamo il gesto brutale. Per quanto riguarda la costituzione di parte civile da parte del Comune di Viterbo la volontà c’è ma è ancora prematuro parlarne, lasciamo lavorare gli inquirenti», ha detto ancora Arena. «Non basta la condanna – commenta Marilena Grassadonia, capolista de La Sinistra nella circoscrizione Centro per le prossime elezioni europee – il Comune di Viterbo si deve costituire parte civile. Nessuno vuole strumentalizzare politicamente questa vicenda, ma è necessario che alle parole seguano i fatti. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di non lasciare sola la giovane brutalmente aggredita dai due esponenti di Casapound. Anche così si contrasta la violenza di genere».

 

 

 

 

 

 

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