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si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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E SAI COSA BEVI!!!
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Otto contro uno. Fascistelli a Venezia

Aggredito a Piazza San Marco l’ex deputato Leu, Arturo Scotto: aveva chiesto a otto stronzetti di smetterla di inneggiare al duce

Otto contro uno. I fascisti sono fatti così, forti coi deboli e deboli coi forti. Da piccoli, quando ancora non mettono le bombe sui treni, scrivono nei cessi degli autogrill, aggrediscono persone inermi, profanano tombe, molestano donne, poi da grandi fanno traffici con le mafie, vanno a fare le guerre e tutti vanno al mare al Papeete. Stavolta hanno festeggiato il Capodanno a Venezia: «Urlavano “duce duce”. Io ho detto loro di smetterla e sono passati dalle parole ai fatti, uno, due tre cazzotti in faccia, sangue dal naso. Poi sono scappati, col volto coperto». E’ il racconto di Arturo Scotto, ex deputato Leu, sull’aggressione che ha subito ieri sera, da parte di alcuni neofascisti mentre festeggiava la Capodanno, con moglie e figlio, a Piazza san Marco a Venezia. «Un gruppetto di ragazzi – circa otto – urlavano “duce tu scendi dalle stelle” e “Anna Frank l’abbiamo messa nel forno”, immediatamente dietro di me, attorno alla mezzanotte. Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne. Hanno rincarato la dose urlando “duce duce”. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie. Sono passati dalle parole ai fatti. Uno, due, tre cazzotti in faccia. Sangue dal naso – racconta Scotto – ma per fortuna nessuna frattura. Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto. Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteresse. Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi. Stamattina mi sono tolto un peso e ho sporto denuncia all’Arma dei Carabinieri. Le forze dell’ordine e la magistratura si stanno adoperando per identificarli: piazza San Marco è una dei luoghi più controllati del mondo. Li ringrazio davvero per il lavoro straordinario di queste ore. Bisogna smetterla di pensare che sono ragazzate. Sono piccoli squadristi che si fanno forza nella logica del branco. Una cosa di cui preoccuparsi seriamente. Il fascismo è nato così, esattamente all’alba degli anni venti del secolo scorso. Voglio ringraziare i tanti e le tante che mi hanno chiamato per la solidarietà e per condannare questi fatti. Siamo di più di quelli che vogliono portare l’Italia indietro. E soprattutto Venezia che sta faticosamente rialzandosi in piedi dopo i fatti drammatici di più di un mese fa. Una città magnifica e accogliente. Che non sarà mai sporcata da quattro fascistelli che agiscono impuniti e nell’anonimato. Non passeranno mai». Per la cronaca, in piazza per l’occasione c’erano 29mila persone per vedere i fuochi artificiali.

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