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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Scoprifuoco! Arci Roma parte per Villa Ada

Un dibattito su culture e decoro urbano, spazi e conflitti orizzontali apre La Strada per Villa Ada, dialoghi e azioni promossi da Arci Roma

C’è una madonna spartitraffico e tutta annerita di smog, a Montesacro, presa in ostaggio da un comitato di residenti per opporsi alla pedonalizzazione di piazza Sempione. Il prete capeggia la truppa nella guerra contro le orde di ragazzini che potrebbero sedersi, birra muniti, sulla scalinata della “sua” chiesa. La movida, nella distorta accezione in voga in Italia, ancora una volta diventa un elemento di governance della città. E’ la variate romana di quella che altrove si chiama “guerra dello spritz”. E’ un conflitto orizzontale.

Fuorisede contro residenti, ad esempio, nativi contro migranti, avventori di bar e fruitori di musica contro persone che vorrebbero riposare in casa propria, penultimi contro ultimi, comitati di quartiere contro associazioni culturali o centri sociali. I conflitti orizzontali servono a trasformare in questione di ordine pubblico le questioni sociali quando la politica ha abdicato il proprio ruolo affidandosi al pilota automatico del libero mercato. Così, mentre si privatizzano gli spazi pubblici e si tagliano i fondi al sociale e alla cultura, mentre il tessuto sociale è sempre più disgregato dagli effetti della precarizzazione delle vite, gli strumenti a disposizione della politica si riducono all’uso strumentale della paura dell’altro che, negli anni, ha sedimentato un senso comune rancoroso, diffindente, smarrito di fronte ai fermenti che, comunque, continuano a pervadere stili di vita e sperimentazioni culturali, anche in tempo di covid. Quello culturale, dopo l’aviazione, è probabilmente il settore più colpito dalla crisi pandemica. Anche perché pure prima non se la passava bene. Eppure solo la cultura e l’arte possono aiutarci a elaborare il trauma e costruire percorsi e riflessioni che ci portino lontano da qui e ora, fuori dalla matrioska di crisi (sociale, ambientale, sanitaria) a ricostruire proprio qui e ora le possibilità di una socialità piena.

Invece, in questa città il tema della socialità, diurna e notturna, giovanile e non, è spesso affrontato solo in termini di degrado, decoro, ordine pubblico, devianza, sicurezza e mai in termini di progettazione partecipata e gestione dello spazio pubblico. La liberalizzazione delle licenze commerciali ha accelerato alcune dinamiche già in atto da un paio di decenni e che a Roma hanno portato alla costituzione dei “distretti del loisir” senza un dibattito pubblico che ne definisse la funzione e i diritti e le responsabilità degli attori. In parallelo, la narrazione securitaria, le ordinanze repressive, e i tagli alla spesa pubblica hanno prodotto una recinzione dei luoghi della cultura e della sperimentazione artistica amplificando i conflitti tra residenti e promotori culturali. Il risultato è, da un lato, la banalizzazione del discorso alla voce “movida”, dall’altro l’impossibilità di relazioni sociali decenti senza consumare una merce, infine quello di una conflittualità diffusa fra i vari attori urbani. I conflitti orizzontali, in assenza di spazi di democrazia partecipata, diventano strumento per una governance autoritaria, tipica della fase neoliberista, grimaldello per trasformare questioni sociali complesse in problemi di ordine pubblico.

qui l’evento fb

Mancano strategie che consentano alla cultura di diventare parte integrante di uno sviluppo urbano, economico e sociale, sostenibile. L’antidoto è solo una democrazia diffusa, una presa di parola che si ponga il problema dell’efficacia delle pratiche di riappropriazione degli spazi di socialità, condivisione e promozione, siano essi pubblici o privati.

Coprogettazione culturale dal basso e risoluzione dei conflitti orizzontali saranno i temi di SCOPRIFUOCO!, il primo appuntamento di “La Strada per Villa Ada”, un percorso di dialoghi e azioni “per ripensare la città” che si concluderanno all’interno della prossima edizione di “Villa Ada, Roma incontra il Mondo”, storico festival di Arci Roma che riprende per la 27ma edizione, dopo lo stop del 2020 dovuto alla pandemia, nella splendida location di quel parco.

Il format dei dialoghi è pensato per innescare un processo che punta a influenzare l’agenda politica e culturale cittadina – non dimentichiamo che a ottobre si voterà per le comunali – mettendo al centro arte, socialità e solidarietà.

“La Strada per Villa Ada”, spiegano ad ArciRoma, è un percorso a tappe «verso una sintesi documentale e progettuale di proposte su temi cari all’Arci da mettere al servizio della nostra città. I tempi e i modi sono calibrati per indicare piste, parlare fuori di noi e raggiungere il settore più ampio possibile di cittadinanza attiva. Sette gli incontri previsti da marzo a giugno che percorreranno una ciclabile ideale e una reale fino alla villa che costruiremo con i temi cari all’Arci: quella della progettazione culturale in una lunga salita nei nostri quartieri, attraversando i luoghi dell’Estate Romana, abbracciando i lavoratori dello spettacolo e della formazione culturale per proiettarsi in discesa dentro gli spazi, i Circoli e i nostri Beni Comuni; e quella della progettazione sociale che camminando a fianco delle azioni solidali degli Circoli e dei volontari parlerà dei temi dell’accoglienza, delle nuove povertà, dell’inclusione sociale, del lavoro fino per entrare nella casa dei diritti umani inviolabili.

SCOPRIFUOCO!, in programma il 25 marzo alle 18,30 in diretta dai canali social di Arci e del festival (e Popoffquotidiano è medipartner de La Strada per Villa Ada), aprirà uno spazio di discussione su culture e conflitti orizzontali, spazi e decoro urbano, sperimentazione artistica e diritto alla socialità tra pratiche di convivenza, sviluppo sostenibile e politiche securitarie nelle notti romane. E coinvolgerà (in ordine alfabetico): Sandro Medici – giornalista e scrittore, Emmanuel Bonetti – Presidente Circolo Arci Fanfulla, Duka – Operatore culturale, Eleonora Guadagno – Presidente Commissione cultura Comune di Roma, Marta Leonori – Vicepresidente Commissione cultura Regione Lazio, Christian Raimo – Scrittore, Andrea Rivera – Artista, Vito Scalisi – Presidente Arci Roma. A moderare l’incontro il giornalista Checchino Antonini.

“La Strada per Villa Ada” ha preso le mosse dalle manifestazioni degli autoconvocat* dello spettacolo e dalla Staffetta partigiana dei circoli Arci a sostegno della Legge Stazzema contro la propaganza nazifascista, proseguirà nei territori e nelle prossime scadenze della Società della Cura e quelle per il 25 aprile. Nei prossimi dialoghi si parlerà di Estate Romana e produzione culturale, Beni Comuni, Bilancio sociale e cittadinanza attiva, Ambiente e produzione culturale, Lavoro e produzione culturale, Multiculturalità, antirazzismo e diritti umani.

 

 

 

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