La tornata autunnale del festival di danza contemporanea ReC. Resistere e Creare porta sul palco del Teatro della Tosse “Dido and Aeneas” capolavoro barocco di Henry Purcell
Il corpo, prima. Prima di pensieri e parole, prima di tutto. Il corpo politico, il corpo abitato.
La tornata autunnale del festival di danza contemporanea ReC. Resistere e Creare porta sul palco del Teatro della Tosse nel centro storico di Genova, “Dido and Aeneas”.
L’ultima fatica della compagnia italiana Dewey Dell mette in scena un confronto diretto con il capolavoro barocco di Henry Purcell ispirato alle avventure del profugo Enea a Cartagine e al tragico amore con la regina Didone, in un’algida operazione di barocco al quadrato all’interno di una scenografia nelle 50 sfumature di nero e d’argento della cenere di una città in fiamme affacciata su un mare in burrasca. La partitura originale viene così tradotta in un paesaggio sonoro elettronico e le parole del libretto, cariche di suggestioni che evocano elementi naturali come nubi, tempeste e fiumi di lava, diventano guida dI movimenti coreografici dall’alto impatto scenico. Ne scaturisce un lavoro ipnotico in cui i performer esplorano la violenza e la capacità rigenerativa della natura attraverso movimenti che fondono astrazione, riferimenti artistici e istinti animali, in cui i corpi in scena agiscono esplorando il tema della rinascita in un ambiente sonoro immersivo.

Dopo Genova lo spettacolo sarà ancora in replica il 4 Novembre al Festival Città delle 100 Scale, Potenza e il 28 novembre al C.S.S. Teatro Stabile di Innovazione del Friuli-Venezia Giulia, Udine.
E’ uno dei primi passi della seconda parte di una rassegna che, fino al 12 dicembre, inscena i nuovi capitoli di una riflessione che interroga ontologicamente e politicamente la questione del corpo come luogo di temporalizzazione di uno spazio – individuale, sociale, internazionale – attraversato da conflitti sociali e geopolitici sempre più aspri e pericolosi. Un gioco feroce che ha in definitiva come ultima posta in gioco, sempre e comunque, il corpo che tutti noi ci troviamo ad abitare.
Come scriveva infatti il filosofo francese Maurice Merleau-Ponty, “il nostro corpo non si trova nello spazio come le cose; lo abita o lo pervade. Si applica allo spazio come una mano a uno strumento”.

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RESISTERE E CREARE XII EDIZIONE REC26 – Teatro della Tosse


