martedì 16 ottobre 2018

Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Camilleri da Palermo annuncia che il commissario Montalbano sta per compiere 64 anni ma continua a investigare contro la corruzione.

di Checchino Antonini

Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Montalbano, l’unico poliziotto ad aver chiseto scusa per gli abusi e le violenze del G8 del 2001, non va in pensione. L’investigatore di Vigata si prepara a festeggiare, con l’amatissima Livia, i suoi 64 anni. È un uomo maturo, è un pò stanco, ma ha ancora tanto da fare: la corruzione incalza e lui capisce che questo è il suo nuovo orizzonte investigativo. Perciò resta in servizio. E non perchè il suo autore condivida la riforma Fornero ma perchè bisogna continuare a indagare (Montalbano) e a raccontare nuove storie (Camilleri) «per piacere più che per dovere». Andrea Camilleri, novantenne, torna dopo 12 anni a Palermo per annunciare dal salotto del suo editore, Sellerio, quello che i suoi lettori vogliono sentire. La svolta narrativa trova già modo di confrontarsi con una rinnovata questione morale nell’ultimo libro edito da Sellerio, «La piramide di fango». «Sembra cadere a taglio – dice Camilleri all’Ansa, citando Sciascia – dopo gli scandali dell’Expo di Milano e del Mose di Venezia». La scelta dello scrittore siciliano è certamente indotta da una sensibilità politica («Tutti sanno che ho votato Tsipras») ma la nuova dimensione letteraria non è indifferente al fatto che Montalbano è ormai stanco di confrontarsi con «assassini idioti». E vede, con crescente indignazione, che «si sta raschiando il fondo della corruzione». Arrivati ormai a un punto di non ritorno, «resta solo la speranza che la piramide di fango possa implodere per eccesso di corruzione».

Quando diede vita a Montalbano pensava di fermarsi al secondo romanzo, «Il cane di terracotta». Non credeva di avere la capacità di tenere testa all’impegno della serialità. «Ma poi, scherzando e ridendo, è stato il personaggio stesso – spiega – a costringermi a continuare. Del resto il suo successo ha funzionato da apripista per i mercati stranieri. Senza Montalbano non ci sarebbe stato spazio per gli altri romanzi. La spinta decisiva l’ha data la televisione che lo ha fatto conoscere in 63 paesi e ha aperto nuove piste narrative». «Devo ammettere di esserne in qualche modo prigioniero».

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