-2.2 C
Rome
martedì 19 Gennaio 2021
-2.2 C
Rome
martedì 19 Gennaio 2021
Home culture Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Camilleri da Palermo annuncia che il commissario Montalbano sta per compiere 64 anni ma continua a investigare contro la corruzione.

di Checchino Antonini

Camilleri: «Montalbano non va in pensione»

Montalbano, l’unico poliziotto ad aver chiseto scusa per gli abusi e le violenze del G8 del 2001, non va in pensione. L’investigatore di Vigata si prepara a festeggiare, con l’amatissima Livia, i suoi 64 anni. È un uomo maturo, è un pò stanco, ma ha ancora tanto da fare: la corruzione incalza e lui capisce che questo è il suo nuovo orizzonte investigativo. Perciò resta in servizio. E non perchè il suo autore condivida la riforma Fornero ma perchè bisogna continuare a indagare (Montalbano) e a raccontare nuove storie (Camilleri) «per piacere più che per dovere». Andrea Camilleri, novantenne, torna dopo 12 anni a Palermo per annunciare dal salotto del suo editore, Sellerio, quello che i suoi lettori vogliono sentire. La svolta narrativa trova già modo di confrontarsi con una rinnovata questione morale nell’ultimo libro edito da Sellerio, «La piramide di fango». «Sembra cadere a taglio – dice Camilleri all’Ansa, citando Sciascia – dopo gli scandali dell’Expo di Milano e del Mose di Venezia». La scelta dello scrittore siciliano è certamente indotta da una sensibilità politica («Tutti sanno che ho votato Tsipras») ma la nuova dimensione letteraria non è indifferente al fatto che Montalbano è ormai stanco di confrontarsi con «assassini idioti». E vede, con crescente indignazione, che «si sta raschiando il fondo della corruzione». Arrivati ormai a un punto di non ritorno, «resta solo la speranza che la piramide di fango possa implodere per eccesso di corruzione».

Quando diede vita a Montalbano pensava di fermarsi al secondo romanzo, «Il cane di terracotta». Non credeva di avere la capacità di tenere testa all’impegno della serialità. «Ma poi, scherzando e ridendo, è stato il personaggio stesso – spiega – a costringermi a continuare. Del resto il suo successo ha funzionato da apripista per i mercati stranieri. Senza Montalbano non ci sarebbe stato spazio per gli altri romanzi. La spinta decisiva l’ha data la televisione che lo ha fatto conoscere in 63 paesi e ha aperto nuove piste narrative». «Devo ammettere di esserne in qualche modo prigioniero».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Cucchi, l’appello potrebbe costare caro ai carabinieri

Chieste pene più severe per chi pestò Stefano Cucchi e per il maresciallo che, secondo la prima sentenza, organizzò il depistaggio

Cancellare il debito si può. Ce lo dice l’Europa

Il principio "pacta sunt servanda" - per cui uno Stato deve rispettare gli obblighi - non è assoluto. Importante sentenza europea [Eric Toussaint]

What’s Next for the Left? Qual’è il prossimo passo per la sinistra Usa

Mentre Biden si prepara a prestare giuramento il 20 gennaio, come si configura questa prospettiva per la sinistra statunitense? [Barry Eidlin]

Eshkol Nevo, la salvezza senza tragedia

La morte della tragedia nei "Tre Piani" di Eshkol Nevo, edito da Neri Pozza e messo in scena da un film di Nanni Moretti [Margherita Marchetti]

La distanza dalla scuola della Dad

Scuola, la Dad/Ddi non è la soluzione ma è parte del problema. L'intervento di tre collettivi: Ninand@, Castelliascuola, Cattive Ragazze