martedì 16 ottobre 2018

Strage di bambini in nome dei Mondiali

Strage di bambini in nome dei Mondiali

Gli squadroni della morte della Polizia ripuliscono le città che ospiteranno le partite dai bambini di strada, uccidendoli se necessario

In Brasile ammazzano i bambini di strada la notte per ripulire le città e dare una buona immagine per i Mondiali. Il giornalista danese Mikkel Jensen riferisce che le autorità brasiliane stanno spazzando via i bambini che vivono in strada per dare una «immagine pulita» durante la Coppa del Mondo. Mikkel sognava di raccontare i Mondiali. Sogno che si è trasformato in un incubo, dopo che ha deciso di trasferirsi in Brasile due mesi fa. È andato a Fortaleza (che ospiterà le partite nello stadio Placido Castelo) e ne è rimasto inorridito. Ha, allora, deciso di rinunciare a quel sogno di andare a raccontare la Coppa del Mondo, tornando in Danimarca. Popoff ha deciso di pubblicare il suo racconto di quell’inferno. [Franco Fracassi]

di Mikkel Jensen

Strage di bambini in nome dei Mondiali

Per quasi due anni e mezzo ho sognato di coprire la Coppa del Mondo in Brasile. Il miglior sport al mondo, in un Paese meraviglioso. Ho fatto un piano, sono andato a studiare in Brasile, ho imparato il portoghese ed ero pronto a tornare.

Nel settembre 2013 sono tornato. Il sogno si sarebbe realizzato. Ma oggi, due mesi prima della festa della Coppa del Mondo, ho deciso che non voglio restare qui. Il sogno è diventato un incubo.

Per cinque mesi stavo documentando le conseguenze causate dalla celebrazione del mondiale. Rimodellamento, forze armate e polizia militare nelle comunità, la corruzione, l’abbandono di progetti sociali.

Nel mese di marzo sono stato a Fortaleza per conoscere la città più violenta in tutte le sedi della Coppa del Mondo. Ho parlato con alcune persone che mi hanno messo in contatto con i bambini di strada e poi appreso che alcuni erano mancanti. Spesso li uccidono di notte quando dormono in una zona dove ci sono molti turisti. Perché? Per poter lasciare la città pulita per la stampa estera e internazionale? Cioè, per colpa mia?

A Fortaleza ho incontrato Allison, tredici anni, che vive per le strade della città. Un ragazzo con una vita dura. Non ha nulla. Ma la sua vita è in pericolo a causa di gente come me. Corre il rischio di diventare la prossima vittima della pulizia in corso nella città di Fortaleza.

Non riesco a coprire l’evento dopo aver appreso che il prezzo della Coppa non è solo il più alto nella storia del denaro, ma sono convinto che questo prezzo comprende anche la vita dei bambini.

Oggi sto tornando in Danimarca e non tornerò in Brasile. La mia presenza contribuisce solo a cose brutte in Brasile. Uno spettacolo al quale in due anni e mezzo ho sognato di poter partecipare ma farò tutto quanto in mio potere per criticare e far capire il prezzo effettivo della Coppa del Mondo in Brasile.

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