Curzio Maltese resterà nel Gue ma guai a criticarlo

Curzio Maltese resterà nel Gue ma guai a criticarlo

Il neo-eurodeputato a gamba tesa contro Popoff che aveva notato la sua assenza all’assemblea dei comitati Tsipras e le sue dichiarazioni d’amore al Pd

di Trotta e Antonini

 

Curzio Maltese

Il fatto che Curzio Maltese si prenda la briga di rispondere a questo articolo ci sembra interessante. Il fatto che lo faccia con un commento tra i tanti su un sito, però, ci fa sorgere un dubbio: ma ha risposto il Maltese giornalista o il Maltese candidato eletto? Qualunque fosse la risposta, certo è poco elegante dare dei “pessimi giornalisti e piccoli, miseri diffamatori”. Quella riportata era una delle tante voci di corridoio di una assemblea dove Maltese non c’era (né come giornalista, né come candidato eletto a questo punto) preferendo la kemesse certo più comoda del suo giornale a Napoli. La questione cambia poco, però. Bastava scrivere: “State certi non cambierò gruppo in parlamento”. In fondo ha già detto qualcosa di simile ad Affari Italiani lo scorso 6 Giugno quando ad una precisa domanda ha risposto “Se uno si fa eleggere in una lista che si chiama ‘L’Altra Europa con Tsipras’ e poi non entra nel Gue è un buffone”. Ma questo è il Maltese eletto. Perché il Maltese giornalista, evidententemente con altre convinzioni anconché deluse, il 12 Aprile si dava del fesso per aver creduto a Renzi. Ancora, il Maltese giornalista ma già eletto sullo scorso Venerdì di Repubblica ha scritto che la sinistra in Italia è al 45% contando insieme PD e Lista Tsipras (strano, ci è sembrato di capire che facessero campagne elettorali diverse e che l’attuale PD renziano proprio tanto di sinistra non è). D’altra parte il Maltese eletto, ma accolto con tutti gli onori di casa a la Repubblica delle Idee di Napoli, non ha avuto problemi ad annunciare una cosa che evidentemente già sapeva ma che nelle stesse ore era taciuta all’assemblea dei comitato di Roma, ovvero l’accettazione del seggio di Barbara Spinelli, per poi chiosare che “Renzi qualche merito ce l’ha, ha rottamato tutti, anche la sinistra radicale”.

E allora è qui che dovrebbe rispondere Maltese, ma questa volta quello eletto e in parlamento. Perché ci sembra che abbia una idea tutta sua del rapporto con il Partito Socialista Europeo, diversa nella sostanza da quella che in tutti questi mesi ha detto chiaramente Tsipras. La sua è quella di una sinistra senza steccati, solo momentanemente divisa, quella di Tsipras di due famiglie politiche diverse dove le proposte in campo della GUE sono pubbliche e ribadite da tempo su debito ed austerità, mentre quelle del PSE rimangono nell’alveo fumoso delle dichiarazioni di circostanza fatte da Schulz nella serie di interviste rilasciate ai media italiani negli ultimi mesi. La differenza è tutta qui. E se il giornalista Maltese si può permettere di raccontarla come spesso ha fatto nel solco della linea redazionale del suo giornale, all’eletto Maltese chiediamo: a quale dei due mandati terrà fede? Quello per il quale è stato eletto o quello più ambiguo che, giustamente si è voluto imputare a SEL di Nichi Vendola salvo compiacersi della rottamazione renziana, e che, però, ora sembra convincere per primo lui? Perché alla fine dei conti il tema è se “prima le persone” non vuole rimanere uno slogan e nelle istituzioni europee c’è un gran bisogno di ricucire un rapporto tra eletti ed elettori, non vorremmo che il prossimo passaggio sia il fatto di dover sapere quello che farà a Bruxelles attraverso qualche cronaca di giornale al quale magari replicare, tutt’al più, nella rubrica delle lettere. Sperando, poi, di non sentirsi rispondere con un altra uscita poco elegante di quelle già viste sopra. Sarebbe solo l’ennesima conferma nello stallo della già traballante lista Tsipras per come la stiamo conoscendo in questi ultimi giorni.

Riassumiamo la vicenda per cercare insieme la “piccola e misera diffamazione”. Avevamo scritto, sabato sera, “Curzio Maltese non pervenuto dopo i commenti a urne calde in cui assegnava alla lista Tsipras un ruolo ancillare al Pd in virtù di una supposta forza della sinistra, mai stata così forte in Italia, a suo dire. E a margine dell’assemblea c’è chi scommette se il suo salto della quaglia nel campo del Pse sia questione di settimane o di mesi”. Volevamo registrare il rammarico collettivo per l’assenza sua e di Barbara Spinelli all’assemblea nazionale dei comitati Tsipras a Roma.

Disattento alla vita della base, il neurodeputato (eurodeputato sull’orlo di una crisi di nervi), è al contrario piuttosto attento alla rete tanto da accorgersi del nostro articolo. Il suo commento in calce (ammesso che sia davvero lui) contiene una buona notizia (resterà nel Gue) e una cattiva (che non conosce la differenza tra cronaca e diffamazione): “se ci sono molti disposti a scommettere sul mio salto della quaglia, io scommetto con tutti qualsiasi cifra. la quota è 10 a 1. non cambierò mai gruppo. non sono una che cambia idea o manca alla parola data. non so chi siate, ma siete pessimi giornalisti e piccoli, miseri diffamatori. mi fate sincera pena. saluti, curzio maltese”. Saremmo pessimi giornalisti e diffamatori se non ci avessimo fatto caso, se avessimo scritto cose non vere, se avessimo ignorato la macroscopica assenza e l’assordante silenzio dei due eletti di fronte all’assemblea nazionale di chi s’è smazzato una campagna elettorale faticosissima. E questo non ci fa pena ma rabbia.

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