domenica 18 novembre 2018

«Gli Ogm uccidono la biodiversità e la sovranità alimentare»

«Gli Ogm uccidono la biodiversità e la sovranità alimentare»

Intervista a Gianni Tamino sui rischi delle coltivazioni Ogm: «Se i prodotti italiani fossero identici a quelli di altri posti ci guadagnerebbe solo chi vuole controllare l’agricoltura: le multinazionali»

di Enrico Baldin

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“Gli OGM distruggono la biodiversità agricola e la sovranità alimentare”: è chiara e risoluta la posizione del biologo Gianni Tamino, tra i fondatori delle liste verdi in Italia. Tamino ha dedicato una vita alle questioni ambientali e alle biotecnologie. All’Università di Padova è stato titolare delle cattedre di biologia generale e di diritto ambientale ed è stato anche membro del Comitato Nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie. E’stato anche Deputato ed Europarlamentare. Oggi, tra convegni e partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici, Tamino è tra i più considerati biologi. Popoff lo ha intervistato alla luce di alcuni fatti recenti: dalla distruzione, ordinata dalla Procura, dei campi OGM coltivati dall’agricoltore friulano Giorgio Fidenato (nel video una delle azioni di Greenpeace contro il suo campo, ndr), alle conseguenti prese di posizione della multinazionale Monsanto.

Dopo la distruzione dei campi di mais Mon810 coltivati da Giorgio Fidenato in Friuli, Monsanto dapprima pareva voler abbandonare l’Italia, poi venerdì scorso ha ribadito la volontà  di rimanere in Italia.

La decisione di Monsanto di non portare avanti le attività di ricerca e commercializzazione di sementi di mais OGM in Italia e in Europa risale ad un anno fa e dipende da scelte comunitarie, non favorevoli a nuovi OGM. Ma la decisione non significa l’abbandono da parte di Monsanto della commercializzazione di sementi Mon810 in Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e la vendita in tutta Europa di sementi non OGM e di pesticidi. In particolare Monsanto ribadisce di non aver venduto mais OGM in Italia, ma qualcuno può comprarlo in uno dei paesi dove è legale e portarlo illecitamente in Italia per poi seminarlo. Chi fa queste operazioni, come il sig. Fidenato, favorisce la contaminazione dei campi vicini, rendendo difficile distinguere il prodotto non OGM da quello OGM. A quel punto Monsanto tornerebbe alla carica per vendere le sue sementi transgeniche anche da noi.

Quale pericolo comporterebbe la coltivazione di OGM in Italia?

I risultati di campionamento del Corpo forestale su terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810 in Friuli hanno dimostrato grosse contaminazioni ambientali a carico dei terreni coltivati con mais tradizionale: l’inquinamento genetico’ del mais transgenico arriva fino al 10%. Se le coltivazioni transgeniche si estendessero a tutta Italia, in breve tutto il mais sarebbe contaminato, vanificando l’attività di chi vuole mantenere la biodiversità delle sementi e di coltivare secondo logiche tradizionali o biologiche. A quel punto tutte le specificità agroalimentari italiane sarebbero compromesse. Basti pensare che una contaminazione dell’1% delle sementi comporterebbe in ogni ettaro coltivato a mais, la presenza di circa 700 sementi di mais transgenico (in un ettaro si seminano circa 70.000 semi di mais) e ognuna delle 700 piante spargerebbe polline in modo efficacie nel raggio di almeno 50/100 metri.

 

Ci sta dicendo che il rischio sarebbe quello di una diffusione incontrollata delle sementi OGM?

 

Secondo un rapporto del Centro congiunto di ricerche dell’UE, nel caso di diffuse colture transgeniche, se si volesse mantenere una presenza di sementi OGM dentro la soglia dello 0,3% “occorrerebbe cambiare i sistemi di coltivazione ed i costi di questi cambiamenti sarebbero sproporzionatamente alti per quanti producono in azienda le proprie sementi”.

Simili ipotesi significherebbero non solo la perdita della nostra biodiversità agricola, ma della stessa sovranità alimentare. Naturalmente a questi aspetti sulla biodiversità si aggiungerebbero i rischi per l’ambiente e la salute conseguenti alla diffusione di simili colture, rischi già studiati in Argentina, Brasile e Stati Uniti.

Come considera il comportamento sugli OGM del Governo italiano e in particolare del ministro Galletti?

I vari governi succedutisi negli ultimi anni, pur dichiarandosi contrari alla coltivazione di OGM in Italia, sono stati spesso ambigui e in sede europea hanno spesso votato in modo differente da quanto affermato. L’attuale governo, dopo innumerevoli esortazioni e dopo importanti sentenze della Magistratura, ha finalmente emanato una norma che prevede adeguate sanzioni per chi viola il divieto di coltivazioni di piante OGM. Galletti si è dichiarato favorevole a risolvere in sede europea la questione delle autorizzazioni alle coltivazioni OGM, dicendosi d’accordo con la proposta greca di permettere ad ogni Stato di valutare se dare o meno l’autorizzazione.

Secondo Lei gli OGM potranno avere futuro in Italia?

Credo che le coltivazioni OGM non dovrebbero diffondersi nel nostro paese, perché danneggerebbero sia gli agricoltori che i cittadini. Infatti – come documentano studi americani – non producono di più, aumentano i consumi di pesticidi e riducono la biodiversità naturale. Ma soprattutto le caratteristiche del territorio italiano e il tipo di coltivazioni hanno reso famosi i nostri prodotti agricoli in tutto il mondo: se fossero uguali a quelli di molte altre zone del pianeta – come lo sono gli OGM – non sarebbero altrettanto ricercati. Gli unici a guadagnarci sarebbero le poche multinazionali del settore biotech, che stanno cercando di controllare agricoltura e cibo di tutto il mondo.

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