20.8 C
Rome
venerdì 30 Settembre 2022
20.8 C
Rome
venerdì 30 Settembre 2022
FILLEA CGIL: una storia lunga 136 anni, vai alla landing page
Homequotidiano movimentoFreedom Flotilla: Israele deve restituire il veliero Estelle

Freedom Flotilla: Israele deve restituire il veliero Estelle

Dopo due anni di scontri legali, un tribunale israeliano sancisce l’illegalità del sequestro del veliero Estelle, abbordato nel 2012 dalla marina militare di Tel Aviv mentre navigava verso Gaza con un carico di beni.

di Marina Zenobio

Ship to gaza veliero estelle

Ship to Gaza Svezia, membro della Freedom Flotilla ha reso noto che lo scorso 31 agosto un tribunale israeliano ha emesso un verdetto contro il governo di Tel Aviv e a favore dell’organizzazione svedese riguardo al diritto di restituzione del veliero Estelle ai legittimi proprietari. Non è stato un iter legale facile, perché Israele ha messo in campo ogni argomento, compreso quella della sicurezza nazionale, per mantenere confiscato il veliero. Alla fine però hanno vinto, Estelle dovrà tornare a disposizione di Ship To Gaza Svezia, e Israele dovrà pagare ogni spesa legale.

Il veliero Estelle fu utilizzato nell’ottobre del 2012, durante un azione della coalizione internazionale Freedom Flotilla per rompere l’embargo a Gaza. Durante la sua tappa italiana a La Spezia, Estelle fu salutata anche da un intervento di Ascanio Celestini.

FILLEA CGIL: una storia lunga 136 anni, vai alla landing page

A bordo c’erano attivisti per i diritti umani e parlamentari di varie nazionalità europee, e trasportava alberi di ulivo, sedie a rotelle, Equipaggio Estelle deambulatori, stampelle, stetoscopi ostetrici, libri per bambini, giocattoli, palloni da calcio, strumenti musicali, attrezzature teatrali, radio per la navigazione e altro materiale, come 41 tonnellate di cemento acquistate al porto di Alicante tramite il gruppo di appoggio spagnolo Rumbo a Gaza e della ong Carrers del Mon. Destinataria era una organizzazione gazawi che avrebbe dovuto utilizzare il cemento per la ricostruzione di infrastrutture civile. Materiali più che mai utili ora, per la popolazione palestinese della Striscia, dopo il massacro e la distruzione di questa estate da parte dell’esercito israeliano.

L’imbarcazione percorse allora 5.000 miglia nautiche, dal Mar Baltico fino al Mediterraneo Orientale, prima di essere abbordata, dirottata verso il porto di Ashod e sequestrata da sei unità della Marina militare israeliana in acque internazionali, a circa 30 miglia dalla costa di Gaza (Vedi video). Da allora il veliero e il suo carico sono rimasti “sotto custodia” dello stato di Israele, una confisca che Ship to Gaza ha sempre denunciato come contraria sia alle leggi internazionali che alle stesse leggi israeliane.

Il portavoce di Ship to Gaza, Dror Freiler, ha dichiarato alla stampa: “Ribadiamo la nostra richiesta che sia l’imbarcazione che il suo carico ci vengano immediatamente restituiti, e che lo stato di Israele paghi per ogni eventuale danno causato al veliero e al suo carico durante il periodo in cui è stato sotto sequestro”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

E’ così che il “no al fascismo” è diventato impercettibile

L'estrema destra fa parte del panorama da decenni. Le responsabilità del "centro-sinistra" in questa banalizzazione [Ellen Salvi]

“Noi non paghiamo” contro il trucco delle bollette mensili

Il movimento contro l'aumento delle tariffe smonta la decisione di Arera sulla mensilizzazione delle bollette

La danza è la prosecuzione della politica. Con altri fini

A Genova riprende con Steve Reich, Resistere e creare, la rassegna di danza contemporanea Ripartiamo dal corpo. Soggetto (politico): prima ...

Massa: l’alberghiero a indirizzo oscurantista

Regolamento choc per studenti e insegnanti in una scuola di Massa, tra errori educativi e diritti negati

Caso Hasib, “decapitato” il Commissariato di Primavalle

L'inchiesta sulla perquisizione degli agenti nella casa del disabile poi precipitato dal balcone [Maria D'Amico]