mercoledì 14 novembre 2018

John Lennon, la sindrome di Down e un’orchestra da sogno

John Lennon, la sindrome di Down e un’orchestra da sogno

A Mirandola, in Emilia, sedici anni fa è nata un’orchestra composta da ragazzi disabili (e da normodotati). Si chiama “John Lennon” e viene invitata in tutta Europa per tenere concerti. Un’orchiesta in cui ogni ragazzo è affiancato da un insegnante di sostegno.

 

di Francesco Mai

Le note di “Amazing Grace”, brano popolare anglosassone, aprono il concerto della banda giovanile “John Lennon” di Mirandola e l’emozione è sempre forte: al sax “midi” c’è Nicola Besutti, ragazzo di ventidue anni affetto dalla sindrome di Down. Come lui, attualmente altri sei ragazzi disabili suonano nella banda, nata nel 1998 per iniziativa di Mirco Besutti, padre di Nicola. La “John Lennon” è la punta di diamante di una realtà musicale, presente nella Bassa modenese, che presta particolare attenzione all’integrazione dei ragazzi “certificati”, che presentano cioè handicap fisici o mentali oppure difficoltà comportamentali. Centro e motore delle attività è la Scuola intercomunale di musica “Andreoli” dell’Unione dei comuni modenesi area nord, che fin dal 1996 ha dato la possibilità ai ragazzi disabili di conoscere ed amare la musica. Afferma Mirco Besutti, direttore della scuola: «Per me, così come per i genitori di altri ragazzi disabili, era importantissimo che i nostri figli potessero imparare a suonare, ma a un certo punto questo non bastava: bisognava che loro imparassero a suonare insieme agli altri, in un’orchestra. Così è nata l’idea di inserirli nella “John Lennon”».

 

Ad affiancare Mirco sin dall’inizio di questa avventura c’è stato Prospero Grisendi, professore di tromba al conservatorio di Ferrara, ora in pensione. Racconta: «Arrivato al termine di una lunga carriera, durante la quale ho lavorato con studenti di grande talento, mi sono rimesso in discussione, iniziando a lavorare con i ragazzi disabili. Dopo aver imparato a “giocare” con loro con gli strumenti, ho sperimentato nuove tecniche di insegnamento. Attualmente accompagno durante i concerti un ragazzo Down e uno spastico: per me è sempre un’emozione unica, con loro anch’io sono cresciuto, sia umanamente che professionalmente». Ogni ragazzo ha quindi un insegnante di sostegno che lo affianca in ogni concerto. Ma i disabili che hanno una maggiore consapevolezza della propria condizione preferiscono avere al proprio fianco un tutor più giovane. Dunque, è fondamentale per i ragazzi disabili il confronto con i cosiddetti “normodotati”: «insieme imparano a conoscersi, ad aiutarsi nel rispetto delle diversità, condividendo non solo l’esperienza musicale, ma anche successi e difficoltà», dice Grisendi.

 

«Esperienze bellissime sono poi i viaggi all’estero: abbiamo fatto concerti in vari paesi europei (Francia, Portogallo, Spagna, Austria, Germania, Finlandia, Ungheria e Repubblica Ceca) e c’è in cantiere persino un viaggio in Giappone nel 2017. Le esibizioni e gli scambi costituiscono esperienze molto significative, sia sotto il profilo delle opportunità di crescita culturale e musicale che, più in generale, per l’arricchimento di conoscenze ed esperienze personali. Non sono poi mancate collaborazioni con artisti importanti, come Goran Bregovic, Nicola Piovani e con la “Piccola Orchestra Avion Travel”. E tra le esperienze più emozionanti vi è stata sicuramente l’esibizione davanti al papa in sala Nervi a Roma nel marzo 2002».

 

Oltre alla “John Lennon”, la scuola di musica “Andreoli” ha dato vita a numerosi progetti aventi al centro l’integrazione dei ragazzi disabili. Pionieristico in questo senso fu nel 1995 il progetto “Musica e integrazione”, finalizzato ad integrare i ragazzi “certificati” nel contesto scolastico. In collaborazione con la neuropsichiatria di Mirandola, attualmente il progetto coinvolge trentatré classi delle scuole elementari, in cui operano una trentina d’ insegnanti di musica specializzati a seguire ragazzi disabili. Altro progetto interessante è quello chiamato “Musica d’Insieme”, che consiste nella realizzazione di fiabe musicali. A scrivere i testi delle fiabe, che riguardano il tema dell’integrazione, sono collaboratori esterni oppure studenti delle scuole; a musicarle è invece un’orchestra di cinquanta ragazzi tra “normodotati” e disabili. Specializzata invece in percussioni è la banda “Rulli Frulli”, nata nel 2010. Essa è sorta dall’esigenza di dare spazio ai sempre più numerosi allievi, disabili e non, di strumenti a percussione, a cui viene data la possibilità di suonare strumenti creati con materiali di recupero. Il risultato musicale è appassionante e coinvolgente, ma soprattutto guidato dall’ideale di rispetto e valorizzazione dell’ altro, portatore di un’identità unica e irripetibile.

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