martedì 20 novembre 2018

Renzi è come Berlusconi? Lo dice Silvio, lo dice Matteo (video)

Renzi è come Berlusconi? Lo dice Silvio, lo dice Matteo (video)

Due anni fa Berlusconi si augurava la vittoria di Renzi, perché «porta avanti le nostre idee», diceva. Poi il secondo è divenuto finalmente presidente del consiglio. Popoff è andato a spulciarsi le sue dichiarazioni e a confrontarle con la sua azione di governo. Verificate anche voi…

di Edoardo Bettella

Batman e Robin

«Gli interventi di Renzi, sotto la sigla del Partito democratico, portano avanti esattamente le nostre idee. Tanti auguri a Matteo Renzi!». Parla Silvio Berlusconi. Siamo nel 2012, e ancora doveva avvenire l’ascesa di Renzi, l’incarico di governo, il Patto del Nazareno. Al tempo, queste parole potevano suonare premonitorie, quasi sibilline. Oggi, col senno di poi, forse ci dicono qualcosa di più. Ad esempio che un certo tipo di intesa potrebbe esserci sempre stata. Soprattutto se, poi, si vanno a leggere anche altre dichiarazioni, questa volta fatte da Renzi, e le si mettono a confronto con il presente.

«A me dell’articolo 18, usando un tecnicismo giuridico, non me ne pò frega’ de meno» (Renzi, 27 marzo 2012)

Si sta discutendo, alle Camere, il Jobs Act: la riforma sul lavoro che, tra gli altri punti, prevede anche l’abolizione dell’articolo 18.

«Berlusconi sa che, se vinciamo noi, lui è il primo rottamato. Normale, dunque, che faccia il tifo per Bersani o Vendola. Ma noi vinciamo lo stesso» (Renzi, 16 settembre 2012)

«Caro Silvio, le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte, almeno. Io no. Hai le porte aperte per me? Chiudile pure, fa freddo!» (Renzi, 10 dicembre 2012)

«Per un partito come il mio, sarà un grande giorno quando riuscirà a far capire che Berlusconi va mandato in pensione #oltrelarottamazione» (Renzi, 21 maggio 2013)

«Ora è arrivata una sentenza definitiva che ha detto che Berlusconi è colpevole. In qualsiasi Paese dove un leader politico viene condannato, la partita è finita. Per lui game over» (Renzi, 11 settembre 2013)

«Finito il teatrino di Berlusconi, il governo ha l’occasione di voltare pagina, finalmente. Non la sprechi!» (Renzi, 3 ottobre 2013)

«Occhio a sottovalutare Berlusconi, è come i gatti: ha sette vite» (Renzi, 30 novembre 2013)

«C’è una profonda sintonia tra le proposte che il Pd ha espresso alle primarie e le proposte che abbiamo avuto modo di discutere oggi con Silvio Berlusconi e Gianni Letta» (Renzi, 18 gennaio 2014)

Il 18 gennaio 2014, nonostante una condanna pendente su Berlusconi, Renzi ha siglato con il leader di Forza Italia il “Patto del Nazareno”. L’accordo prevede che i due partiti riformino, insieme, la Costituzione, oltre che cambiare la legge elettorale e riformare la giustizia. Grazie ai voti di Forza Italia, molti decreti governativi sono riusciti ad essere approvati alla camera e al senato.

«Per Berlusconi l’elettore è come come un cliente: ti leva l’Imu, ti abolisce l’Irap, ti vende anche le pentole a 19,99€» (Renzi, 20 febbraio 2013)

A fine maggio 2014, poco prima delle elezioni europee, Matteo Renzi ha varato la riforma degli 80 euro. Ogni mese, sul conto di tutti i lavoratori dipendenti o con un contratto di collaborazione, con un reddito compreso tra gli otto e i ventiseimila euro.

«Assumo l’impegno di far diventare per davvero la priorità del governo e delle istituzioni la lotta alla criminalità organizzata» (Renzi, 2 marzo 2014)

Il 17 aprile 2014, il parlamento (maggioranza Pd) ha approvato la riduzione delle pene per i politici nello scambio elettorale tra i politici e le organizzazioni criminali.

Silvio Berlusconi entra nella sede del Pd al largo del Nazareno per incontrare Matteo Renzi, con cui siglerà un patto segreto sulle riforme costituzionali, la riforma elettorale e (si sospetta) la futura linea politica del governo.
Silvio Berlusconi entra nella sede del Pd al largo del Nazareno per incontrare Matteo Renzi, con cui siglerà un patto segreto sulle riforme costituzionali, la riforma elettorale e (si sospetta) la futura linea politica del governo.

Il 30 ottobre 2011, Renzi ha pubblicato un programma di cento punti per risollevare il Paese, denominato, appunto, “I cento punti per l’Italia”. Ecco alcuni estratti:

Punto 2: «Le elezioni diano potere ai cittadini, non ai segretari di partito»

L’Italicum, la nuova legge elettorale, prevede liste bloccate decise dai segretari di partito.

Punto 7: «I partiti organizzino la democrazia, non siano enti pubblici. Il finanziamento pubblico va abolito. Favorire il finanziamento privato attraverso donazioni in totale trasparenza, tracciabilità e pubblicità»

Nel 2013, il Pd ha incassato rimborsi elettorali per 45 milioni di euro.

Punto 13: «Eliminiamo la classe politica corrotta: lo strumento è una amnistia condizionata»

Non un solo provvedimento è stato varato da Renzi per combattere la corruzione nella politica.

Punto 16: «Cambiare la Rai per creare concorrenza sul mercato tv e rilanciare il servizio pubblico. Oggi la Rai ha quindici canali, dei quali solo otto hanno una valenza “pubblica”. Questi vanno finanziati esclusivamente attraverso il canone. Gli altri, inclusi Rai 1 e Rai 2, devono essere da subito finanziati esclusivamente con la pubblicità, con affollamenti pari a quelli delle reti private e, successivamente, privatizzati»

In perfetta sintonia con il Piano di rinascita democratica di Licio Gelli e con il sogno di una vita di Silvio Berlusconi.

Punto 22: «Abolizione dell’Irap. Finanziare l’abolizione dell’imposta con il taglio dei sussidi alle imprese»

Presente anche nel famoso “Contratto con gli Italiani” presentato e firmato da Berlusconi a “Porta a porta” alla vigilia delle elezioni del 2001.

Punto 53: «Il merito in tribunale. Valutazione dell’attività dei magistrati, stipendio in parte collegato alla produttività; maggior controllo e maggiori responsabilità in caso di errori conclamati»

Un maggior controllo sui magistrati è da sempre un cavallo di battaglia di Berlusconi in merito alla riforma della giustizia.

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi elogia il futuro segretario del Partito democratico, nonché presidente del consiglio, Matteo Renzi davanti al pubblico del quotidiano di famiglia “Il Giornale”.

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1 Comment

  1. Osita Vincenzi

    sono le solite calunnie,in realtà ,se Renzi ha dovuto fare un accordo con FI,e quindi con Berlusconi, dando ancora vita alle larghe intese,lo dobbiamo a Grillo e compagni,perché per poter fare le riforme occorreva l’intesa col partito di opposizione col maggior numero di voti,e ,escludendo ormai il M5S,non restava che FI il cui leader è ancora Berlusconi ,e non certo per colpa di Renzi,ma degli italiani che ancora lo votano

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