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L’ebola diventa peluche e si utilizza in cucina

I siti di e-commerce statunitensi hanno messo in vendita diversi gadget che raffigurano il virus dell’ebola. Dalle presine per la cucina alla maglietta, ai peluche per bambini. Un modo per esorcizzare la malattia, per sdrammatizzare o è solo il capitalismo che è fatto così?

 

di Monica Amendola

Ci avete mai pensato che il virus dell’ebola può essere utilizzato come tappetino del mouse o come bracciale? È quanto succede negli Stati Uniti, appena colpiti dall’epidemia nella sua forma più fantasiosa: quella della febbre da guadagno. Infatti, sui siti di commercio elettronico Etsy e Cafepress, stanno comparendo alcuni gadget marchiati “ebola”. Che portano l’immagine del virus su tazze da colazione, magliette, orecchini e portapillole, con prezzi ridotti. Intanto, la Giant Microbes ha registrato il tutto esaurito con i peluche a forma di ebolavirus per bambini.

 

Si comincia con Etsy: sito di e-commerce nato a New York nel 2005, oggi registra oltre cinque milioni di utenti ed è specializzato nella vendita di prodotti artigianali e vintage. Digitando la voce “ebola” si trovano in vendita oltre duecento articoli. Si spazia dall’hashtag «#NoEbola», stampato sulla t-shirt, che permette di esorcizzare il virus con soli dodici euro e cinquanta; oppure soltanto accendendo una candela da preghiera artigianale, efficace con soli trenta euro. Altrimenti si può scegliere la maglietta che testimonia la sopravvivenza alla malattia: «Sono sopravvissuto all’ebola» stampata in vari colori.

 

Sempre grazie a Etsy, l’ebola può essere portata anche in cucina: il sito mette a disposizione una fornitura di presine rosa e bianche con ricamata un’immagine del virus. Poi c’è anche la possibilità di agghindarsi con accessori all’ebola; almeno, vista la quantità di orecchini e ciondoli proposti tra gli acquisti. Non manca nemmeno la fornitura medica. Infatti, chi non vorrebbe sentirsi ascoltare il respiro con un filo arricciato come il virus dell’ebola? E con una spesa inferiore agli otto euro.

 

Sulle orme di Etsy, anche il sito Cafepress sceglie di lucrare sul virus mortale. Il sito propone ai suoi oltre tredici milioni di utenti gli usi più strani: per esempio come tappetino del mouse o portapillole. Anche secondo Cafepress, l’ebola può servire persino in cucina, per conservare cibi e bevande: il sito fornisce, infatti, una borraccia e un thermos. Non mancano, poi, adesivi, felpe e braccialetti vari, con il marchio originale. I costi? Degni di un marchio originale: nove euro per il tappetino del mouse, tredici per il portapillole, ventitré per la borraccia e diciannove per il thermos.

 

Dulcis in fundo: l’ebola dedicata ai più piccoli. Chi non vorrebbe vedere i propri figli giocare con il peluche attorcigliato come il virus? Negli Stati Uniti è andato letteralmente a ruba, tanto da aver registrato il tutto esaurito. L’ha prodotto la Giant Microbes, ditta specializzata nel produrre pupazzi di germi e bacilli in formato gigante. «Li aiuta a capire le malattie», ha spiegato la direttrice Laura Sullivan. Il peluche a forma di ebola è disponibile in varie dimensioni; quello gigante è lungo sessanta centimetri. Prezzo: dai quindici ai ventitré euro. Ma ormai per averne uno bisogna attendere la prossima fornitura. O, forse, la prossima epidemia.

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