Piepoli: Landini più popolare di Renzi. Verso #socialstrike

Piepoli: Landini più popolare di Renzi. Verso #socialstrike

Risultati sorprendenti nell’ultimo sondaggio di Piepoli anticipato da Affari Italiani. L’opposizione Cgil chiede a Landini di scioperare con i movimenti il 14 novembre

di Checchino Antonini

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Nel momento di maggior tensione tra la Cgil e il governo, dopo gli scontri tra operai e polizia, Affaritaliani.it pubblica un sondaggio dell’Istituto Piepoli. I risultati sono a dir poco sorprendenti: il 57% degli italiani sta con Landini e la Camusso. Solo il 40% apprezza infatti la dichiarazione di Renzi alla Leopolda contro l’Articolo 18 e sulla fine del posto fisso.

In attesa dei dettagli sembra di leggere la scia della grande manifestazione del 25 ottobre e della breccia che potrebbe aver prodotto in un immaginario collettivo colonizzato dai peana a reti e giornali unificati sulla controversa figura del premier in carica. E dalla passività, fino ad ora, di chi dovrebbe costruire un argine a quelle politiche. La Cgil.

Il 25 ottobre, il sindacato e la sinistra in piazza, il Pd alla Leopolda, ha celebrato un divorzio da tempo nell’aria tra mondo del lavoro e Pd. Le cariche di ieri (e di oggi a Napoli) ne sono la materializzazione “su strada”, come fa notare dall’Emilia Cristina Quintavalla, candidata alle regionali per l’Altra Emilia Romagna, la lista Tsipras (meno Sel e quel pezzo ipergovernista uscito dal Prc). Il sindacato è un’altra cosa, l’opposizione interna, lancia da queste colonne un appello a Landini: perché non fare del 14 novembre, giorno dello strikemeeting, lo sciopero generale che ancora non c’è? Lo chiedono in Umbria dopo le botte di ieri. Lo chiederanno spezzoni di lavoratori che domani sciopereranno con la Fiom per un’ora, a fine turno, in molte fabbriche d’Italia.

Perfino chi costruisce con tenacia l’opinione pubblica di questo paese per assecondare i piani di ristrutturazione non può dunque fare a meno di registrare che, quando i lavoratori si muovono in maniera organizzata e con parole d’ordine comprensibili, il liberismo sfrenato e l’austerità non sono l’unico scenario possibile, l’unico futuro a disposizione.

Domenica 2 novembre, ore 10:30 presso Officine Zero (via Partini 20 – Casal Bertone | Roma), si svolgerà l’assemblea nazionale dei Laboratori territoriali per lo sciopero socialeDopo lo Strike Meeting e le mobilitazioni delle scorse settimane (dal 2 ottobre a Napoli contro la BCE al 10 ottobre della scuola, dal corteo No Expo di Milano allo sciopero della logistica del 16 ottobre), in molte città, da Nord a Sud, si sono costituiti Laboratori, coalizioni sociali fatte di studenti, lavoratori, attivisti sindacali, precari, partite Iva, attivisti dei centri sociali, che stanno preparando, in tante forme, lo sciopero sociale e generale del 14 novembre. L’assemblea di domenica sarà occasione fondamentale per far incontrare e connettere i Laboratori, e per entrare nel vivo dell’organizzazione dello sciopero sociale generale del 14 novembre, ma anche della giornata di azione contro Garanzia Giovani del 7 novembre.

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