domenica 21 ottobre 2018

Sicuri da morire, prove di dialogo Pd-Lega in Emilia

Sicuri da morire, prove di dialogo Pd-Lega in Emilia

Oggi a Bologna l’incontro tra il sindaco renziano di Castenaso e il sindaco leghista di Verona, il “moderato” Tosi. Tema: degrado e sicurezza

da Bologna, Ercole Olmi

Prima

Duello elettorale a suon di tweet tra il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, il dem Stefano Bonaccini, e la lista di sinistra L’Altra Emilia-Romagna. Tutto comincia con uno dei tanti messaggi elettorali di Bonaccini: “Diamo #lavoro ai 112mila ragazzi che in Emilia-Romagna non studiano e non lavorano” e Modena per Tsipras gli risponde che “112.000 NEET non sono un prodotto del caso, ma di scelte politiche. Che tipo occupazione si crea con Jobs Act?”. Il candidato del Pd replica coinvolgendo anche la lista regionale di sinistra, e attacca: “voi eravate al governo fino a ieri in Emilia-Romagna dunque non siete credibili a fare critiche”.

In realtà è un’allusione infondata visto che l’Altra Emilia Romagna nasce proprio sull’idea di agglutinare una sinistra autonoma e alternativa al Pd. Infatti, dall’originaria esperienza della lista Tsipras è avvenuto lo sganciamento di Sel e di quel pezzo di Rifondazione che, da tempo, cerca sponde poliche per rientrare nell’orbita del Pd. Solo l’inchiesta sulle spese pazze ha cancellato dalle liste di Sel (che l’aveva vissuta come una imposizione) l’ex capogruppo della Federazione della sinistra, Sconciaforni, che era uscito dal Prc dopo un lungo periodo di estraneità con la maggioranza di quel partito.

L’Altra Emilia Romagna contrattacca: “Surreale e’ chi parla [Bonaccini, ndr]” e poi discute di ‘Degrado e Sicurezza’ con la Lega nord: la replica della lista di sinistra arriva postando l’annuncio di un incontro domani al Palazzo d’Accursio del Comune di Bologna, tra il renzianissimo sindaco della vicina Castenaso, Stefano Sermenghi (nella sua giunta come assessora alla scuola figura anche la sorella di Renzi), e la Lega Nord, con il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, per l’occasione in trasferta a Bologna, e il consigliere regionale e comunale Manes Bernardini. “Ridicoli – è il commento mandato ai dem – Cosa vi vendete next time i diamanti di Belsito?”.

Delle prove di dialogo, in Emilia Romagna, tra l’ala dei renzianissimi della prima ora e parte della Lega Nord scrive il Fatto quotidiano dando notizia del dibattito di oggi alla Sala Farnese tra Sermenghi e Tosi, la presunta “colomba” della Lega. In realtà, come rivela un dossier presentato dalle realtà antifasciste veronesi, la sua città è teatro da tempo di sinergie profonde tra la Lega e l’estremissima destra. E’ almeno dai tempi di Cofferati sindaco che sicurezza e degrado, nelle declinazioni sicuritarie leghiste, sono nel dna del Pd bolognese. Storce il naso il sindaco bolognese Virginio Merola, che non è stato invitato. Sermenghi spiega al Fatto di avere «l’approccio alla politica di Renzi, voglio dimostrare che i temi della sicurezza e del degrado sono cari anche al centrosinistra».

L’incontro arriva in un momento delicato: a pochi giorni dal voto per la Regione e subito dopo le polemiche per le provocazioni di Salvini e Fabbri, candidato per Lega e Forza Italia nel campo sinti di Bologna che ospita cittadini italiani parenti delle vittime di una delle stragi della Uno Bianca.   Castenaso, la città governata da Sermenghi, nel 2013 era il comune con la minor quota di immigrati in regione, solo il 5,4%. Il renziano sindaco ha modificato un regolamento di polizia urbana introducendo la categoria di “accattonaggio molesto” che consente agli agenti di intervenire ogni qual volta un mendicante chiede l’elemosina davanti a una vetrina. I servizi sociali di Castenaso sono ossessionati di evitare che più famiglie straniere vivano nello stesso condominio popolare. Una strategia che Bernardini, fuoriuscito dal Carroccio, vorrebbe esportare anche a Bologna in zone come il Pilastro e la Barca.

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