venerdì 14 dicembre 2018

Farmacap Roma, come Marino copia Alemanno

Farmacap Roma, come Marino copia Alemanno

Alemanno la voleva privatizzare ma i lavoratori si mobilitarono con l’appoggio del Pd. Ma ora il Pd è al potere e tenta di fare ciò in cui Alemanno fallì

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Troppe bugie su Farmacap, “dipinta come un’azienda mangiasoldi” che va “privatizzata per renderla efficiente”. È la denuncia dei lavoratori Farmacap, che hanno convocato una conferenza stampa per presentare un dossier sulla gestione e ribadire ancora una volta la loro ferma opposizione alla trasformazione dell’azienda speciale in Spa. Un dossier ch diventerà una mozione condivisa tra Sel e M5s per “sollecitare il Consiglio a prendere in considerazione queste informazioni”, ha annunciato il capogruppo Sel in Campidoglio.

“Sono state dette troppe falsita’, anche sulla stampa. Come il fatto che le nostre farmacie sarebbero in centro. Su 44 ne abbiamo una sola a ponte Vittorio, che è stata ereditata – ha dichiarato Nando Simeone, rsa Farmacap Filcam Cgil – Le vittime di questa campagna di fango sono i lavoratori. Dal 2011 non riceviamo più buoni pasto, l’aumento salariale in contratto non viene applicato, perdiamo circa 200 euro al mese. Purtroppo anche il sindaco ha fatto dichiarazioni gravi”. La vicenda è iniziata con “la nomina del nuovo dg da parte dell’allora vicesindaco Sveva Belviso. La giunta Alemanno è stata la prima a pensare a trasformare l’azienda in spa, c’era una delibera pronta che prevedeva il 49% pubblico e 51 al privato. C’è stata una lotta molto forte dei lavoratori appoggiati da Pd e Sel. Oggi le cose sono cambiate, proprio per quanto riguarda Pd e coalizione di centrosinistra. Sarebbe una grande perdita per la città consegnare ai privati che già si stanno leccando i baffi un patrimonio come Farmacap”. Secondo Simeone, “nel bilancio 2011-2012 si produce un buco costruito ad arte: Farmacap vanta crediti sia dalla Regione Lazio, che dal Comune, ma in bilancio gli interessi sui crediti non vengono inseriti e la valutazione del magazzino è stata fatta in modo tale da abbassare il valore d 6 milioni”. Avere un polo pubblico sociosanitario è, secondo i lavoratori, una “ricchezza per la citta’. Nuove sfide come case della salute o centri alzhaimer sono cose alla portata d Farmacap. Vogliamo convincere la Giunta e il Consiglio di questo e giovedì prossimo alle 16 e 30 saremo sotto al Campidoglio, chiedendo di essere ricevuti”. I lavoratori hanno anche dato vita a una raccolta firme dei cittadini per chiedere il mantenimento dell’Azienda speciale.

“Abbiamo detto piu’ volte che la formula spa non ci convince, anche perche’, come dicono i lavoratori, si parte da un presupposto errato: che Farmacap sia un soggetto malato – ha dichiarato Peciola – È il linguaggio di quella politica chescredita l’impianto pubblico per poi metterlo sul mercato. Vorremmo una riprogrammazione dei servizi proprio in virtù del presidio sanitario che rappresenta Farmacap, riorganizzare le farmacie con maggior attenzione anche in relazione al momento che sta vivendo la città: ci sono nuove povertà, il ritorno di malattie antiche, cittadini che si curano in reti sanitarie informali perche’ non si possono permettere il ticket”. Penso, aggiunge ancora, “che si possa arrivare insieme alla maggioranza a ridefinire un impianto che preservi il carattere pubblico di Farmacap”.

Per il consigliere del Movimento 5 stelle, Marcello De Vito, “qui oltre al danno abbiamo la beffa. Le perdite vengono prese come motivo che giustifica la trasformazione in spa. È un’operazione che per noi è fatta per vendere l’azienda in pezzi ed è inaccettabile, perché svolge un servizio pubblico basilare. Una società che gestisce 44 farmacie non può perdere. Qua si tratta solo di nominare un management all’altezza e gestire questa azienda seriamente”.

Farmacap, secondo Gemma Azuni, consigliere comunale di Sel, “è nata con funzione socio sanitaria e svolge socioassistenziali, come telemonitoraggio e teleassistenza che hanno evitato a molti anziani di andare nelle case di riposo i cui costi sono paurosi”. Convinto della necessità di una riorganizzazione di Farmacap, invece, è il consigliere radicale Riccardo Magi: “Nessuno – ha commentato – ha mai evidenziato responsabilità dei dipendenti, ma chiedo ai lavoratori di non assumere posizioni che sembrano difendere scelte del management passato”. Farmacap è per il consigliere “una questione molto piccola rispetto ad altre partecipate ma anche emblematica” dell’espansione della presenza di aziende pubbliche comunali che ha creato situazioni di indebitamento, dissesto e perdita servizi.

“Nel dicembre 2013- ha proseguito Magi- abbiamo dovuto ripianare 15 milioni di euro di perdite di Farmacap. Se pero’ non si rimuovono i fattori che causano le perdite non si risolve nulla. Le casse comunali non sono un bancomat, ci vuole un piano rilancio dell’azienda”.

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