mercoledì 19 dicembre 2018

Messina, che c’entra Peppino Impastato con i rosso-bruni?

Messina, che c’entra Peppino Impastato con i rosso-bruni?

Una inquietante sigla nazionalista, filo Assad e filo Putin, starebbe strumentalizzando il nome del militante di Dp ucciso da Cosa Nostra

di Ercole Olmi

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“L’Associazione di Promozione Sociale Peppino Impastato Messina e la nascente cellula messinese di Socialismo Patriottico hanno incontrato e portato solidarietà ai lavoratori del Birrificio Messina, ri-organizzatisi in cooperativa dopo le vicende legate ai licenziamenti ed alla dismissione della fabbrica degli ultimi anni”. E’ successo il 21 novembre scorso e ne dà notizia il sito di Socialismo patriottico con la foto ricordo dell’accaduto. Nel sito dell’organo ufficiale di Sp, Stato e Potenza, ci sono un paio di articoli del presidente di un’associazione Peppino Impastato, Sonny Foschino.

Socialismo patriottico? Qualcuno a Messina sta usando il nome di Peppino Impastato per un’operazione rosso-bruna? Cosa c’era di patriottico nella vita di Peppino Impastato, militante di Democrazia proletaria, organizzazione antistalinista, libertaria, pacifista e internazionalista?

Lo chiedo proprio a Sonny Foschino su fb che prima mi strapazza un po’, nega, poi dice che ci sarebbe un equivoco, poi minaccia di chiamare Ingroia, dice che mi rovinerà, dice di non avere paura di me e di aver già querelato Crocetta un paio di volte. Poi decide di rilasciare la seguente importante dichiarazione: “Il gruppo APS Peppino Impastato messina è un collettivo che lavora autonomamente e che non ha nulla a che spartire con l’associazione che presiedo”.

Sì, ma ci sono quegli articoli su Stato e Potenza? “Si, li pubblica e non vedo nulla di male in questo. Non sono tesserato a stato e potenza ma ciò non mi preclude il diritto di divulgare i miei articoli. Mi attacchi sui contenuto eventualmente, non sulla testata”.

Rettfico anch’io: qualcuno, non Foschino, sta strumentalizzando il nome di Peppino Impastato? Ma che cosa è “Socialismo patriottico”? A scorrere il sito sembra una sigla filo russa (con buona pace del patriottismo) con un programma militaresco, xenofobo, omofobo, familista, nuclearista, con l’ossessione della famiglia naturale, della solidarietà a tipetti tutto pepe come Bashar Al-Assad e il “compagno Kim Jon-Un” e soprattutto per la ratifica dei trattati commerciali con Putin.

Fate un lungo respiro, servitevi un cordiale, perché stiamo per sciorinare alcuni punti del programma di Socialismo patriottico: “Collaborazione con i BRICS e richiesta di ingresso nella SCO. Completamento del progetto italo-russo “South Stream” e avviamento di piani coordinati Eni-Gazprom per l’esplorazione e l’analisi geologica del sottosuolo nazionale, delle conformazioni montuose, dei bacini e degli arcipelaghi del territorio nazionale. Costruzione o completamento dei grandi collegamenti viari: Ponte sullo Stretto di Messina, Autostrada Due Mari, ristrutturazione dell’Autostrada del Sole, potenziamento della viabilità nelle due Isole maggiori. Completamento e sviluppo della rete TAV e della altre reti ferroviarie nazionali. Ritorno pianificato e compatibile all’energia nucleare per abbattere l’emissione di CO2. Istituzionalizzazione dei sindacati. Revisione delle politiche di accoglienza in base alle esigenze strutturali del paese. Aiutare economicamente le famiglie naturali che desiderano figli. Lotta serrata al commercio e al consumo di narcotici e all’abuso di alcoolici. Riconoscimento dell’unione tra uomo e donna come unico nucleo familiare istituzionale. Scioglimento delle società segrete e delle sette religiose in contrasto con gli interessi nazionali. Sgombero immediato delle occupazioni abusive a scopo associativo e politico. Aumento dei finanziamenti per la Difesa. Incremento dell’impiego di Polizia e Carabinieri nelle strade, trasferendo alcuni loro compiti burocratici agli uffici civili. Espulsione dei clandestini entro 24 ore verso il Paese di provenienza salvo comprovato impedimento. Intensificazione della collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina con i Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo. Espulsione e sconto della pena nei Paesi d’origine dei cittadini extracomunitari, dopo la condanna per reati superiori ad 1 anno. Carcere riabilitativo attraverso forme di lavoro socialmente utile alla comunità per pene inferiori ad anni 2. Ergastolo ostativo per i reati di estrema gravità (alto tradimento, attività mafiosa, terrorismo, genocidio e pedofilia)”.

Di Stato e Potenza s’è parlato a lungo, nel recentissimo passato, per certe sue collusioni con pezzi del Pdci, con gli ambienti siriani, con organizzazioni dichiaratamente di estrema destra come Zenit (sospettata di antisemitismo) e Casapound (ora in tandem con il leghista Borghezio) con le quali ha dato vita a manifestazioni “antimperialiste” a sostegno di Gheddafi o Assad.

Cosa c’entra tutto questo con Peppino Impastato che si batteva contro lo sfruttamento di classe che è lo stesso nei paesi Brics e in Occidente?

Sul profilo fb del capo di Sp, il reggiano Bonilauri, spicca una citazione di Costanzo Preve, ex filosofo di sinistra poi divenuto maestro rossobruno di personaggi ambigui come il “marxista” Diego Fusaro che ogni tanto abbindola anche circoli di sprovveduti a sinistra: «I centri sociali sono la guardia gratuita del ceto intellettuale di sinistra. La loro cultura è inesistente, trattandosi di ghetti consentiti e foraggiati dalla Sinistra Politicamente Corretta (SPC), che li può sempre usare come potenziale guardia plebea.
Privi di qualsiasi ragion d’essere storica, costoro, composti di semianalfabeti, intontiti dalla musica che ascoltano abitualmente ad altissimo volume e dallo spinellamento di gruppo, hanno una cultura della mobilitazione, dello scontro e della paranoia del fascismo esterno sempre attuale, ed è del tutto inutile porsi in un razionale atteggiamento dialogico, che pure potrebbe teoricamente chiarire moltissimi equivoci. Ma il paranoico non è un interlocutore.
Anche l’interesse per i migranti è un pretesto, perché essi li vivono come un raddoppiamento mimetico della loro marginalità». Stefano Bonilauri, è indicato sul web come veterano delle delegazioni italiane a Damasco per omaggiare il dittatore Assad. Il gruppo è in ottimi rapporti, oltre che con il Partito Nazional Socialista Siriano, con i governi di Iran e Corea del Nord, nonché con il Partito Comunista della Federazione Russa ed altre formazioni staliniste.

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Siamo sicuri che Peppino Impastato sarebbe stato un alfiere di questo tipo di socialismo nazionale?

Sonny Foschino, leader messinese dell’associazione, poliedrica figura di musicista, letterato e politico, collaboratore di Stato e Potenza, dice anche di essere un leader politico: “Peppino Impastato avrebbe sorriso vedendo i sorrisi, gli abbracci, la gioia che ha trasudato il corteo del 9 maggio 2014. Più di mille e duecento, secondo le stime, i giovani che hanno invaso Piazza Antonello. In testa una presenza importante: quella dell’istituto nautico Caio Duilio. Poi AUT, la corrente di pensiero che si ispira a Peppino Impastato, donnAUT e i ragazzi del progetto AULA AUT ormai presente in numerosi istituti di Messina e Provincia e da poco presente anche su Palermo. Gruppi di attivisti del movimento AUT stanno iniziando a formarsi anche su Catania, Roma, Reggio Calabria, Bologna e Forlì”.

Aut, la corrente di pensiero? A cosa pensa Aut? “Il Movimento Studentesco Aut – Unione degli Studenti Messina è un coordinamento di studenti messinesi in collaborazione con il sindacato studentesco Unione degli Studenti. E’ totalmente apartitico ed è politico solo nell’accezzione [la doppia z dev’essere uno sfizio patriottico, ndr] più antica e vera del termine: Diamo un servizio alla comunità tutta, mettendoci al servizio degli studenti. Ogni studente, di qualsivoglia posizione politica è bene accetto.La collaborazion con l’Uds nazionale consegna al movimento il carattere di sindacato studentesco, in grado di portare avanti battaglie legali contro ingiustizie quotidiane all’interno delle scuole…”.

Nè di destra, né di sinistra, dunque. Proprio come ogni esperienza rosso-bruna prescrive. Anche Sp ha una vera fissa su questo: “L’apertura della sezione si pone l’obiettivo di fornire un punto di riferimento per tutti i soggetti che rifiutano la dicotomia liberale destra-sinistra – recita un comunicato della sezione di Terni – garantendo una credibile alternativa al sistema anti-popolare e anti-nazionale, che condanna l’Italia ad essere un’appendice dell’offensiva ultra-liberista che Stati Uniti e Unione Europea stanno sferrando contro le potenze emergenti e il mondo in via di sviluppo… Famiglia, lavoro e militanza, sono le fondamenta su cui si regge la vita pubblica/privata del nostro militante”, recita la dichiarazione di apertura di una sezione ternana scimmiottando altre trinità del genere (da diopatriafamiglia a credereobbedirecombattere, c’è solo l’imbarazzo della scelta).

La sezione è stata intitolata all’Operaio Ternano Luigi Trastulli, ucciso dalla polizia nel 1949 mentre contestava la Nato e la guerra e ora ucciso di nuovo da questa operazione inquietante, ambigua da gente che rivendica niente meno che la vittoria della Grande Guerra e la trimurti “Patria, Popolo, Lavoro”.

 

Che cosa succede a Terni, Messina e altrove? Si tratta di un gruppo di “socialconfusi” che vivono nell’eterno presente globale, incapaci di decodificare quello che gli accade intorno? E’ la punta dell’iceberg di un’operazione di ricerca della legittimazione come molte esperienze nazimao o rossobrune hanno tentato negli anni (da Rinascita, organo della Sinistra nazionale, alla rivista Indipendenza)? E’ qualcuno che vivacchia con qualche finanziamento di ambasciate e partiti fratelli? E’ ancora peggio?

Il complottismo lo lasciamo ai professionisti di questa corrente di pensiero. Per ora poniamo solo domande a chiunque abbia a che fare con questi personaggi, ad esempio l’Uds che potrebbe capire se il proprio nodo messinese sia coerente con lo spirito che anima il sindacato studentesco, così come ha dovuto fare il Pdci nazionale a Terni in occasione di una manifestazione di fascisti filo Assad a cui presero parte anche militanti cossuttiani al seguito di Sp. Questi ultimi ci rimasero male a sentirsi maltrattati e se la cavarono con queste parole: “E’ opportuno ribadire, inoltre, che, almeno nella fase dei primi diciotto mesi di guerra in Siria, aver preso parte ad eventi pubblici ai quali contemporaneamente hanno preso parte (per proprio conto ed indipendentemente dal contesto) anche persone o sigle riconducibili al mondo della destra radicale, si è reso POLITICAMENTE NECESSARIO per evitare che la questione siriana (da noi trattata e sostenuta sin dall’estate del 2011) fosse lasciata nelle mani di una sola parte politica, con tutte le scontate conseguenze sia in termini di immagine internazionale per il governo siriano che in termini di credibilità per l’ambiente social-comunista, resosi in gran parte responsabile di gravissime omissioni e latitanze sul tema della politica internazionale, quando non di vere e proprie “complicità” politiche e/o morali con gli aggressori imperialisti (vedasi l’assalto all’Ambasciata Libica a Roma del 23/2/2011)”.

Davvero Peppino Impastato si sarebbe mobilitato per il Ponte di Messina, uno degli affari cruciali per Cosa Nostra, e per dittatori osceni come Assad, Gheddafi, Putin. Osceni come Obama e Renzi.

Rosso bruni: c’è un luogo del mondo, in questa epoca, dove se ne possono incontrare: è il Donbass, crocevia (oltre che di sincere aspirazioni internazionaliste) di tardive nostalgie campiste e di gesta pugnaci di soggetti di Forza Nuova, dei loro camerati francesi di Troiseme Voie, del Movimento sociale europeo e, come rivelava domenica il Fatto quotidiano, perfino di ammiratori di Salvini che hanno deciso di fare la guerra guerreggiata. E’ nella lettura delle vicende ucraine che tra i rosso-bruni si fa avanti la tesi dell’inattualità della dicotomia fascismo/antifascismo. Con buona pace dei carovanieri in buona fede che da molto tempo sono costretti a prendere nota della presenza nel Donbass di personaggi francesi, spagnoli, padani e italiani legati a doppio filo ai gruppi neofascisti.

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Prima di chiudere l’articolo l’ennesima precisazione di Foschini: “Io non minaccio nessuno! Sono abituato alle cose concrete. Come insegnava Peppino! Scriva scriva, è chiaro che alle sue dichiarazioni seguiranno le mie… È questa non è una minaccia, ma una constatazione. La saluto! HASTA la victoria! Siempre!”. Oddio! E adesso che c’entra il Che?

 

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17 Comments

    1. Alessio Di Florio

      e da quando in qua denunciare i rossobrunismi (ovvero coloro che si professano di sinistra ma collaborano e accettano fascisti e affini) è farsi piacere la NATO? Basterebbe dare anche solo un’occhiata all’archivio di Popoff per constatare che sono decine e decine gli articoli che denunciano le macchinazioni e i crimini di NATO ed alleati … per settimane intere alcune delle atrocità naziste in Ucraina sono state rese pubbliche quasi solo da Popoff…

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      1. Pasquale Andrea Calapso

        Beh, chiamate Assad dittatore esattamente come i pennivendoli di questo sistema, esattamente come i partiti che han sostenuto ogni aggressione imperialista. Eppure è stato riconfermato coll’88% dei voti.
        Criticare i BRICS, potenze emergenti scomode agli occupanti di questo paese, gli Usa, imperialisti e fare la “caccia al rossobruno” è un enorme favore alla NATO.

        Fate la caccia a chi sotto sotto è contento quando cade un “dittatore” sotto le bombe della NATO, che tra i vostri è pieno di gente che ha condannato Libia e Serbia, ma odia Gheddafi e Milosevic. Dalla propria poltrona occidentale.
        Noi almeno siamo meno presuntuosi, ed un po’ più coerenti.

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      2. Pasquale Andrea Calapso

        Ah, e Popoff passa qualche notizia. Socialismo patriottico c’ha fatto un libro sul Donbass, “Battaglia per il Donbass”, Anteo Edizioni. Ma sì, continuate con la caccia alle stregue, che noi continueremo a stare con gli operai!

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    2. Checchino Antonini

      tu sei davvero un ragazzo arguto, intelligente e onesto intellettualmente, ci hai scoperto, accidenti, ebbene sì la nato ci piace e ci finanzia, una volta ci ha mandato anche mezza dozzina di crocchette avanzate da un banchetto di massoni demoplutogiudaici che ordiano complotto contro benefattori dell’umanità come assad. penso che ogni giorno decine e decine di tuoi fortunati concittadini ti dicano – con mazzi di fiori, canti e danze – quanto siano grati alla geopolitica per essere nati o venuti ad abitare vicino a te

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  1. Alessio Di Florio

    criticate i Brics è una frase che significa tutto e niente … innanzitutto perché i Brics sono vari Stati e non sono un monolite unico … e alcuni di questi hanno assunto negli anni anche atteggiamenti e politiche neoliberiste, omofobe o repressive di movimenti sociali … criticare queste politiche (o altre) non significa essere nemici anzi, tutt’altro … criticare (per esempio) l’organizzazione di Mondiali ed Olimpiadi in Brasile certamente non può essere definito un favore alla NATO o al Capitale … per quanto riguarda il Donbass, al di là del fatto (lo ripeto) che le notizie di alcuni crimini dei nazisti di Kiev le abbiamo pubblicate praticamente solo noi, gli articoli moltissimi … e certamente sono dalla parte della popolazione e delle vittime, non di fascisti ed affini … cercare per credere …

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    1. Pasquale Andrea Calapso

      No, criticarli non è un favore alla NATO.. va bene, grandi esperti delle strategie di dominio mediatico. A noi basta sapere che la vostra posizione sui Brics ricalca molto quella dei partiti collaborazionisti con l’occupante, con l’unica eccezione che viene “da sinistra”.
      Noi, ragazzi che abbiamo l’unica colpa di aver sostenuto degli operai distrutti da borghesia compradora e multinazionali, mentre voi straparlate di fascismo, siamo sempre più convinti di essere nel giusto.

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      1. Alessio Di Florio

        oggi, per l’ennesima volta sono emerse le connessioni economiche tra spezzoni della “destra neofascista”, sodalizi come la Banda della Magliana e la “destra istituzionale” … sono l’ennesima dimostrazione che nel 2014 essere antifascisti (esattamente come lo era Peppino Impastato e come lo sono ancora oggi i suoi compagni…) non è straparlare, anzi è un dovere … proprio per essere autenticamente internazionalisti e schierati con gli operaie e le operaie attaccate dalla “lotta di classe” dei padroni, che siano borghesie nazionali, multinazionali, finanza trans nazionale o altri …

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        1. Pasquale Andrea Calapso

          Perchè la destra neofascista e la destra istituzionale sono simili al fascismo storico, per voi attenti analisti e storici? La confusione la fate voi, mettendo in un unico calderole (il fascismo), qualsiasi cosa, da Mussolini a Putin, passando per Almirante e Assad. E’ un discorso un po’ strano, non credete?
          La borghesia NAZIONALE al momento è in ginocchio, è composta dalle piccole e medie imprese, per esempio, che vivono di export verso la Russia e sono strozzate dalle sanzioni. Ma sì sa, Putin è fascista, chissenefrega degli interessi nazionali. Il problema sono le borghesie parassitarie e compradore, la finanza transnazionale atlantista, voi seminate la guerra contro compagini sociali che non conoscete se non per nome.

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          1. Alessio Di Florio

            intanto del fascismo storico nel mio commento precedente non c’è traccia, ma faccio esclusivamente riferimento alla cronaca odierna…così come non c’è alcun riferimento alle sanzioni contro la Russia … per quanto riguarda la conoscenza delle classi sociali e delle loro dinamiche nella crisi capitalista beh sicuramente nn prendo lezioni da chi, in uno stesso “calderone” (per usare il suo stesso termine), mette i rossobruni e un marxista come Peppino Impastato… Peppino era un militante di Democrazia Proletaria, organizzazione comunista, antistalinista, antifascista, internazionalista, libertaria … al liceo maturava le sue convinzioni politiche su “Stato e anarchia” di Bakunin e sugli scritti di Mao … prima ancora di Democrazia Proletaria s’iscrisse a Lotta Continua, dopo essere passato per il PISUP e “Il Manifesto” … questo era Peppino Impastato, il socialismo nazionalista, patriottico, l’estrema destra e il rossobrunismo non c’entrano nulla e sono agli antipodi … questi sono i fatti …

  2. eugenia

    scusate se mi intrometto prendendola un po’ larga, ma mi chiedo se non sarebbe più utile per tutti quanti cercare di spiegare i fenomeni sociali piuttosto che recriminare in qualche modo sulla buonafede dell’altro con cui si discute, ricordiamoci che si sono spesi fiumi di inchiostro sul fenomeno partito proprio un anno fa e definito per comodità dei forconi e a sinistra ci siamo dilaniati fra quelli dei centri sociali come l’Askatasuna di Torino che ci dicevano che noi marxisti più o meno ortodossi non volevamo aver a che fare con gli umili perché presuntuosi, e scrivevano articoli del tipo “Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori” oppure quelli di Communia che scrivevano che ” non ci sembrano di particolare interesse quelle analisi che etichettano più o meno tutto ciò che fa entrare in tensione la propria identità … accusando quelli che hanno definito la Lega, Berlusconi, Grillo e i forconi come fascisti; perciò mi chiedo quanta distanza c’è fra noi e i forconi? quanta fra noi e i rossobruni?e quanta fra i forconi e i rossobruini? e che tipo di triangolo vien fuori? oppure “il triangolo no, non era considerato?”
    Comunque sia il dato di fatto è che la Nato occupa il nostro territorio e a 30 chilometri da casa mia ci sono 40 bombe nucleari e da qui partono gli aerei che bombardano l’Afghanistan e domani il Donbass, questo mi disturba parecchio, non so voi …

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    1. Alessio Di Florio

      Eugenia, intanto specifichiamo una cosa: i forconi non sono un fenomeno solo di un anno fa perché tra due giorni torneranno in piazza. E, come scrisse Marco Bersani (che i movimenti e le lotte sociali li vive quotidianamente da anni REALMENTE, e non con proclami che lasciano il tempo che trovano), con essi gongola il potere finanziario perché “nessun obiettivo finanziario è stato messo in campo e si paventa la marcia su Roma non su Piazza Affari” e questi sono segnali “di una sub-cultura fascisteggiante”. Basterebbe poi scorrere la lista dei più o meno presunti leader per trovare esponenti di formazioni neofasciste, persone in odor di mafia (come denunciò per esempio la “Casa della Legalità”), ex leghisti, imprenditori con qualche ombra sui propri affari (o ex affari) … mi ripeto ancora una volta, il percorso e la militanza di Peppino Impastato sono limpidi, cristallini, coerenti, chiari, decisi e netti…non si può pensare di utilizzare il suo nome per fare il loro opposto … per quanto riguarda le testate nucleari e la loro connessione con la guerra permanente, queste informazioni sono ormai “patrimonio comune” ma non sono cadute dal cielo…sono il frutto del lavoro di anni e anni di ricerche, studio e denunce di ben precisi movimenti e associazioni … organizzazioni sociali che con i neofascisti e i rossobruni nulla hanno a che vedere ma nelle quali popoffiani (me compreso) sono ben immersi, in contatto e partecipi …

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  3. eugenia

    Il mio triangolo era ironico, ma forse non si capiva …quello che voglio dire è che il nostro punto di vista non può che essere materialista e dunque ci dobbiamo chiedere perché a fronte dello scontro fra imperialismi proprio ora tornano i nazionalismi o i patriottismi; la condanna di questo o quello non cambia il dato reale e l’esistenza di certe spinte sociali, perciò le accuse di rossobrunismo a tizio o caio lasciano il tempo che trovano perché non ci dicono nulla sullo stato di cose presente e su come cambiarlo.

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  4. nicola_ds

    da Terni, ulteriori elementi di interesse. la linea politica portata avanti è quella descritta perfettamente. l’aggancio politico locale del gruppo ternano di SP è tutt’ora Giuseppe Mascio, segretario regionale del PDCI, nonché presidente del consiglio comunale, che ha permesso anche la candidatura di un loro esponente in una delle liste di supporto al sindaco Di Girolamo alle ultime elezioni amministrative; nella vertenza della Tk-Ast, si sono contraddistinti quali alfieri di un progetto di “public company”, presentando come azionariato popolare un’operazione che puzza molto di speculativo, portata avanti insieme a esponenti di Fd’I e alla deputata Galgano di Scelta Civica, che giusto domani dovrebbe parlarne alla Camera insieme a Bombassei.

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  5. Nota

    E’ errato comunque inserire rivista indipendenza tra i gruppi rossobruni. Nel loro sito è pieno di scritti che rivendicano il loro essere di sinistra e patriottici ( come del resto erano i partigiani )con un approfondito e argomentato rifiuto del fascismo,del concetto di impero, dell’ eurasiatismo ( quello da cui vengono soc. patr. ) del comunitarismo, ecc.

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  6. Patriottismo non è sinonimo di destra

    Mmh, Impasto era realmente patriota e essere patrioti non è nulla di male anzi.
    Il socialismo è internazionalista e non globalista in quanto basato sull’unione dei diversi nazionalismi mentre antipatriottico è il neoliberismo che non casualmente sostiene l’attuale globalizzazione,la delocalizzazione,il potere delle multinazionali(che non a caso si chiamano multinazionali) a scapito delle imprese locali e nazionali(ma qua stiamo andando troppo sul nazionalismo di destra e non bisogna comunque dimenticare che le multinazionali o il libero mercato mondiale non sono un problema in sé ma lo è l’attuale sistema) ecc…

    Che poi, patrioti nazionalisti erano Mandela,Chavez,Sankara,Allende(mentre Pinochet faceva gli interessi dell’imperialismo straniero contro la sua stessa nazione) e così via così come ogni progressismo è stato patriottico(i reazionari erano imperialisti/colonialisti e quindi contro la patria), insomma non c’è nulla di male ad essere patrioti e la liberazione nazionale è pressuposto di quella mondiale

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