domenica 9 dicembre 2018

Mads Gilbert: «Governo israeliano commette crimini di guerra»

Mads Gilbert: «Governo israeliano commette crimini di guerra»

Il Gino Strada norvegese, che da anni esercita a Gaza, accusa il governo israeliano di far deliberatamente soffrire i palestinesi, che «combatte per la sua libertà».

di Truls Lie

Gilbert è diventato famoso in tutto il mondo dopo aver scritto una lettera aperta al presidente Usa Barak Obama, reo, a suo dire, di aiutare Israele «a commettere crimini di guerra a Gaza». Il medico norvegese ha invitato Obama a visitare l'ospedale di Shifa (a Gaza) pre rendersi conto con i suoi occhi della situazione disperata in cui versano i palestinesi.
Gilbert è diventato famoso in tutto il mondo dopo aver scritto una lettera aperta al presidente Usa Barak Obama, reo, a suo dire, di aiutare Israele «a commettere crimini di guerra a Gaza». Il medico norvegese ha invitato Obama a visitare l’ospedale di Shifa (a Gaza) pre rendersi conto con i suoi occhi della situazione disperata in cui versano i palestinesi.

«Il mio sogno è un giorno di poter andare a piedi o in bicicletta proprio da Suez a Beirut, e di incontrare solo volti sorridenti, persone che vivono in pace fianco a fianco, egiziani, palestinesi, israeliani, libanesi». Mads Fredrik Gilbert è il Gino Strada norvegese. Da trent’anni opera in Medio Oriente (prima in Libano e poi a Gaza). Truls Lie di “Le Monde Diplomatique” l’ha intervistato.

L’occupazione della Palestina, l’oppressione del popolo palestinese, è la madre di tutte le guerre. Questo attacco è stato uno dei più odioso che abbia mai visto, a causa dei bombardamenti sistematica dei quartieri residenziali. Dai dodici ai tredicimila palestinesi sono stati uccisi o feriti in cinquanta giorni. Per ogni soldato palestinese morto, hanno ucciso tre volte il numero di donne e bambini. Bombe sulle case mentre chi ci abitava stava dormendo, sugli ospedali, sulle scuole, sulle moschee, senza conseguenze. Questa vera impunità è una delle più grandi sfide morali del nostro tempo. Scriviamo la nostra storia, e la penna è immersa nel sangue palestinese.
Non si può dire che ci si difende quando si attacca una popolazione occupata. Si tratta di una enorme bugia. Si tratta di una dottrina israeliana di punire le persone così difficile, che toglie ogni voglia di resistere all’occupante.
Come medico, dico: fermate i bombardamenti, togliete l’assedio a Gaza, inserite il popolo palestinese nella comunità umana, e solo dopo inviate bende, siringhe, farmaci.

E la sicurezza di Israele?
Sostengo pienamente la sicurezza del popolo israeliano. Ma, finché il loro governo continuerà a occupare la Palestina e uccidere i palestinesi, non avranno la sicurezza o la pace. Perché, come popolo occupato, hanno il diritto di resistere, anche con le armi. È scritto nel diritto internazionale.

Questo concetto di terrorista è stato usato così tante volte. Gli israeliani, Putin e Assad in Siria…
Oggi se si chiama qualcuno terrorista è possibile farlo fuori senza avero primna processato. Basta guardare Abu Ghraib o Guantanamo. Paragonare la resistenza palestinese al terrorismo è equivalente a sentenziare una condanna a morte. Ciò è totalmente sbagliato. L’unico scopo di una presa di posizione simile è portare avanti il progetto di colonizzazione israeliano. Il modo di etichettare ogni resistenza palestinese legittima come terrorismo. Qual è stato l’ultimo popolo a essere etichettato, e grazie a questo, a essere praticamente sterminato? Il popolo ebraico.
I nazisti chiamavano gli ebrei “Untermensch” (subumani). E come definivano i tedeschi gli eroici resistenti norvegesi dal 1940 al 1945? “Terroristi”. E che cosa hanno fatto loro? Li hanno puniti uccidendoli e bruciando interi villaggi. Infliggendogli una punizione collettiva. Oggi accade lo stesso. Li disumanizza. In modo da poter far loro cose che non faremmo nemmeno al nostro vicino di casa o a un nostro nemico. È un modo di fare estremamente pericoloso.
Qui non si tratta di Hamas contro Israele. Si sta parlando del popolo palestinese che combatte contro l’oppressore e l’occupante israeliano.

Che cosa pensa dell’accusa mossa ai miliziani di Hamas dell’utilizzare i bambini come scudi umani?
Qualcuno ha detto: “La prima vittima della guerra è la verità”. Non ho visto alcun documento che mostra che i combattenti palestinesi usino scudi umani. Mostratemi le prove e ne discuteremo. Se si conosce l’etica palestinese, il loro diritto di famiglia, il loro codice sociale, ci si rende conto che nessuno accetterebbe mai di coinvolgere delle famiglie in prima linea solo per ottenere un vantaggio militare. Nessun palestinese accetterebbe mai. Lo definirei un popolo morale.
Non credo che Hamas goda del cento per cento del supporto della gente. Non è questo il problema. Personalmente non li sostengo, come non sostengo nessun altra fazione. Sostengo il popolo palestinese e il loro diritto di resistere all’occupazione, così come il loro diritto di scegliere i loro leader come meglio credono, e organizzare le stesse stupide elezioni che facciamo anche noi in Occidente di tanto in tanto.
Ho sentito persone che si lamentano di Hamas, e del loro governo a Gaza. La differenza di cultura rende difficile giudicare quando si tratta dei diritti democratici e dei diritti delle donne. Il popolo palestinese non è diverso, esercita il diritto di resistere e dire “Vogliamo essere considerati esseri umani”.

In Israele e in Palestina c’è così tanto odio, si diventa un terroristi quando si uccide…
No. Non sono assolutamente d’accordo. Non vedo tutto questo odio tra i palestinesi. Quando parlo con i genitori, i fratelli, le sorelle, che hanno perso i propri cari, dicono: “Non vogliamo uccidere. Non vogliamo la morte. Noi vogliamo essere lasciati soli e vivere in pace. Fate cessare l’assedio, lasciateci soli, questo è tutto. Noi non cerchiamo vendetta”. Tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto la stessa cosa.
Che cosa posso pensare quando mi ritrovo a dover amputare un bambino di sette anni, senza capire che non si è trattato di un caso, che è stato fatto intenzionalmente. Intenzionalmente! Questo fa parte del regime di occupazione. Devo cercare di fermare questa follia.

Mads Gilbert ha operato e salvato migliaia di vite di bambini, donne e uomini palestinesi durante l'attacco da parte di Israele a Gaza del 2009 e durante quello dell'estate 2014.
Mads Gilbert ha operato e salvato migliaia di vite di bambini, donne e uomini palestinesi durante l’attacco da parte di Israele a Gaza del 2009 e durante quello dell’estate 2014.

Perché lei?
Perché io? Ho deciso di essere un medico, perché volevo provare a cambiare le cose. Volevo essere dalla parte degli oppressi. Io non sono un eroe. Gli eroi sono i medici palestinesi. Ho imparato di più da loro di quanto potessi mai insegnare loro. Loro non sono stati pagati per quattro mesi, per ragioni politiche, perché Israele e gli Stati Uniti hanno detto di no. Due qatarioti si sono offerti di pagare gli stipendi di quarantaquattromila dipendenti pubblici a Gaza… No, non scuota la testa in questo modo, quello che sto dicendo è estremamente importante. La gente di Gaza è stata portata al limite, utilizzando tutti i modi possibili e immaginabili.
Non posso farmi abbagliare da mie lacrime quando lavoro. Sono veramente arrabbiato, perché tutto questo potrebbe essere evitato. Tutto ciò non è il risultato di uno tsunami o di un terremoto. Tutto ciò è stato accuratamente pianificato dal governo israeliano.
I palestinesi sono trattati come animali. Ingabbiati, bombardati, affamati, privati dei diritti umani. La gente non vuole vivere così, nessuno vuole vivere in questo modo. È un vero e proprio sistema di apartheid. Una volta vista la natura dell’oppressione israeliana sul popolo palestinese, non si può dimenticare. È così sistematica, brutale, senza pietà. I fatti parlano da soli.
Penso che Gaza sia una sorta di test per verificare due cose: testare nuove armi da parte dell’esercito americano e da quello israeliano e un laboratorio per vedere come combattere una guerra contro una popolazione altamente resistente. Ritengo che Israele pratichi il terrorismo di Stato.
È a Gaza che mi sento più sicuro, grazie alla loro ospitalità e al loro affetto infinito. È proprio quando si è sotto il diluvio di bombe israeliane, tra le terribili ferite inferte ai bambini e alle donne anziane, con tutti i medici e le infermiere palestinesi, i boyscout che aiutano scaricare ambulanze, è in questi momenti che si prova un profondo sentimento di umanità.
Gaza è un posto fantastico, bellissimo. La costa è superba. Sa, il Mar Mediterraneo, salendo dal Canale di Suez verso Beirut. è probabilmente uno dei luoghi più belli al mondo. E il mio sogno è un giorno di poter andare a piedi o in bicicletta proprio da Suez a Beirut, e di incontrare solo volti sorridenti, persone che vivono in pace fianco a fianco, egiziani, palestinesi, israeliani, libanesi.

Dovremmo smettere di sognare?
No.

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