5.7 C
Rome
martedì 25 Gennaio 2022
5.7 C
Rome
martedì 25 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
HomecultureAddio Joe

Addio Joe

Joe Cocker, il ragazzo che cantò a Woodstock “With a little help from my friend”, è morto nella sua casa in Colorado all’età di 70 anni

di Mirna Cortese

joe cocker2

Joe Cocker se ne è andato, lasciandosi alle spalle cinquant’anni di carriera, una vita dedicata alla passione per il rock blues, il soul e la musica nera. Voce roca e sensuale, movenze uniche, l’ex idraulico nato nel 1944 a Shieffield in Inghilterra, aveva rischiato più volte, come molte altre star della sua generazione, di morire giovane per una vita sregolata, all’insegna di alcol e droghe. Invece se ne è andato a 70 anni nel suo ranch statunitense di Crawford, in Colorado, dove viveva da anni e dove è morto dopo una lunga e dura battaglia contro un tumore al polmone. “Era semplicemente unico” ha commentato il suo agente Barrie Marshall nel darne l’annuncio.

Nel 1969 partecipò, diventandone uno dei simboli, al leggendario concerto di Woodstock dove con una voce al vetriolo, un allora 25enne Cocker, il cui nome di battesimo era John Robert, cantò la versione arrabbiatissima della cover dei Beatles With a little help from my friend
La sua performance rimane uno dei punti più alti di quella “tre giorni di pace, amore e musica”, il suo urlo prima della reprise, quasi a spezzare le corde vocali, sarebbe diventato un urlo di protesta per milioni di giovani.

Senza Joe Cocker e senza la sua capacità di cantare con tutti i muscoli del corpo, Woodstock non sarebbe stata la stessa cosa. La sua maniera di dimenarsi sul palco è un marchio di fabbrica e tanti ne hanno fatto un modello, a cominciare dai rocker di casa nostra, tra cui Zucchero.
L’imitazione che ne faceva John Belushi è rimasta negli annali del Saturday Night Live Show,  soprattutto nel duetto dei “due Joe Cocker” dov’era davvero dura riconoscerne l’originale.
Il mezzo secolo che ha percorso nella storia della sua musica è segnato da successi, live indimenticabili e duetti con i suoi più grandi colleghi.

In 50 anni di attività Joe Cocker ha composto 40 album ed effettuato decine e decine di tour mondiali, iniziati quasi di botto quando, nel 1964, cominciò la sua carriera.
Per molti anni aveva camminato sul filo del rasoio per abuso di alcol e droga. A riportarlo in auge arrivò il cinema. La sua voce graffiante fece infatti da colonna sonora anche a celebri film, tra cui e per la gioia di tante romantiche ragazzine, Ufficiale gentiluomo di Taylor Hackford, con la sua Up where we belong che, interpretata insieme a Jennifer Warnes, gli valse il premio Grammy nel 1983.
Ma a rendere definitivamente celebre Joe Cocker a livello mondiale fu You Can Leave Your Hat On, la canzone interpretata nel 1986 per la colonna sonora di 9 settimane e ½, anche se il testo non era stato scritto dal cantante inglese ma dal cantautore californiano Randy Newman nel 1972.

Per molti Joe Cocker resterà comunque quel ragazzo di Woodstok, ex idraulico inglese di Shieffield, che aveva tolto la polvere dal mito dei Beatles. Addio Joe!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

I nazisti ucraini nei giochi di guerra tra Putin e Biden

La CIA sta segretamente addestrando gruppi nazisti anti-russi in Ucraina dal 2015 [Branko Marcetic]

A #BlackLivesMatter serve un programma economico

In un paese che ha sempre usato la razza per giustificare la disuguaglianza, porre fine alla brutalità della polizia è solo l'inizio

Violenze di gruppo a Milano, i 3 cerchi dell’orrore dei Taharrush JamaR...

La pratica dei Taharrush Jama'i viene dall'Egitto. L'obiettivo è scoraggiare donne e attiviste a partecipare a raduni ed eventi pubblici

Il virus della disuguaglianza

Il rapporto Oxfam: cresce in Italia e nel mondo la concentrazione delle ricchezze, aumenta il numero dei poveri 

Scuola al freddo, linea dura della preside: sospesi in 66

Sospesi in 66 in un liceo artistico di Milano per aver rivendicato un diritto. Una storia in apparenza d'altri tempi