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Homepadrini & padroniMafia capitale: prime 2 coop commissariate

Mafia capitale: prime 2 coop commissariate

Il Csn di Bologna e l’Edera di Roma, le prime coop commissariate dall’autorità anticorruzione nell’ambito dell’inchiesta di Mafia capitale. Chiesto il 41bis per Carminati

Franco Panzironi
Franco Panzironi

Sono una decina gli indagati nell’ambito dell’inchiesta “mafia capitale” che oggi si presentano davanti ai giudici, nella maggior parte dei casi per chiedere la revoca della custodia cautelare, tra questi Sandro Coltellacci, Pierina Chiaravalle, Rossana Calisti, Luca Odevaine e, soprattutto il sodale dell’ex sindaco Alemanno, Franco Panzironi, ormai ex amministratore delegato dell’Ama, Azienda municipalizzata per l’ambiente, uno degli enti pubblici romani su cui, secondo gli inquirenti, si concentravano in modo particolare gli interessi del gruppo Mafia Capitale.

E proprio l’Ama rientra in gioco con l’azione intrapresa dal presidente dell’autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, che ha commissariato due appalti, entrambi legati a Salvatore Buzzi. Il primo che favorisce il Consorzio Nazionale Servizi di Bologna nella quale Buzzi era riuscito ad entrare recentemente, l’altro a favore della Cooperativa Edera con sede nella capitale.

Sono i primi due appalti, per ora congelati in via di commissariamento, relativi all’inchiesta Mafia Capitale. L’iter segue la procedura prevista dall’articolo 32 del decreto legge 90 che ha affidato più ampi poteri all’Authority. Le due aziende hanno 15 giorni di tempo per presentare un’eventuale memoria. Successivamente Cantone chiederà al prefetto di Roma di emettere i relativi decreti di commissariamento.

La cooperativa “29 Giugno” di Salvatore Buzzi risulta associata al Cns e lo stesso Buzzi fino a 15 giorni fa era membro del Consiglio di sorveglianza del consorzio, ma dopo la deflagrazione dell’inchiesta su Mafia Capitale il Consorzio ha espulso Buzzi, presunto braccio imprenditoriale di Massimo Carminati. Del Consorzio Nazionale Servizi di Bologna sé parlato anche in relazione ad un appalto da 3 milioni di eruro per le pulizie nelle sedi del ministero del Lavoro a Roma, vinto da Cns e da un’altra azienda, poi trasferito dal consorzio alla “29 Giugno” per inadempienze della prima società incaricata da Cns. L’altro appalto dell’Ama commissariato dall’Authority di Raffaele Cantone riguarda la cooperativa Edera di Roma, il cui responsabile Franco Cancelli si trova agli arresti domiciliari per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta. Nelle intercettazioni del Ros Cancelli compare spesso in relazione a Buzzi, con il quale sembra spartirsi alcuni appalti.

Per quanto riguarda Massimo Carminati c’è una richiesta che arriva dai magistrati della procura della repubblica, quella di applicare all’ex terrorista nero ed ex banda della Magliana il 41bis, ovvero il carcere duro, quello che si utilizza per i mafiosi, una serie di restrizioni che riguardano appunto l’ordinamento penitenziario. Una decisione particolare che è al vaglio del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria , dovrà essere, se questa decisione sarà presa, il ministro della giustizia a firmare direttamente il decreto.

Dunque prima della pausa natalizia staremo a vedere che cosa arriverà dal Tribunale del riesame, staremo a vedere soprattutto se i giudici, ancora una volta, confermeranno quella che è l’impostazione della Procura, ovvero che il gruppo di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati era sì una associazione a delinquere, ma di stampo mafioso.

Gianni Alemanno e Franco Panzironi
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