domenica 16 dicembre 2018

Il caso Mattei, duemila anni di buon nome sputtanati in pochi mesi

Il caso Mattei, duemila anni di buon nome sputtanati in pochi mesi

E’ stato l’anno dei due Mattei, Renzi e Salvini: il 2014 ha già presentato ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo con la motivazione che «dodici mesi non possono subire un’offesa del genere»

di Fabrizio Marcucci

salvini1

Quello che abbiamo appena salutato sarà ricordato come l’anno di Renzi e Salvini. Il 2014 ha già presentato ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo con la motivazione che «dodici mesi non possono subire un’offesa del genere». Ma la conferma arriva anche dagli astronomi del Cern di Ginevra, che avevano previsto che la notte del 31 dicembre si sarebbe potuto assistere a un fenomeno unico nella storia dell’umanità. Le stelle del Grande carro si sono posizionate in maniera da comporre un gigantesco gesto dell’ombrello astrale visibile solo dall’Italia, proprio a coronamento dell’anno appena trascorso.

Renzi e Salvini potrebbero sembrare emersi dal nulla, vista la consistenza. Eppure dietro di loro ci sono genitori che nonostante tutto non li hanno ancora disconosciuti e, soprattutto, anni di dura gavetta (le esperienze alla “Ruota della fortuna” e al “Pranzo è servito” su tutto) e fior di consulenti di immagine, anche se nessuno di questi ultimi se la sente di ammetterlo pubblicamente.

Ecco alcuni dei lati segreti dei due Mattei consacrati nell’anno che stiamo lasciando, che svelano meglio la loro personalità. Fate attenzione: si tratta di due personaggi che hanno portato il loro omonimo più famoso, l’estensore di uno dei Vangeli, a esprimere il seguente giudizio: «Cazzo, duemila anni di buon nome sputtanati nel giro di pochi mesi!».

1)             Anni fa, Salvini rischiò l’espulsione dalla Lega perché fu sorpreso a leggere un libro alla festa di Pontida mentre Bossi a torso nudo disossava un daino con la sola forza delle mascelle, dando prova di maschia padanità. Salvini rispose da par suo ingoiando il volume. Fu fortunato perché si trattava di una rarissima pubblicazione con i pensieri di Mario Borghezio (due pagine in tutto). Da quel momento i militanti della Lega videro in lui il vero erede del fondatore del partito. Nello stesso periodo un giovanissimo Renzi, deriso dai compagni del campo scout perché aveva appena tentato di accendere il fuoco sfregando il fiammifero dalla parte sbagliata, commosse tutti con il suo primo vero discorso politico: «Scusate – disse – io vengo dalla Toscana e lì si fa tutto al contrario perché governano i comunisti, ma un giorno cambierò tutto, ve lo prometto».

2)             Le foto di Salvini nudo sono comparse dopo che il leader della Lega ha scoperto con raccapriccio che gli abiti contenuti nel suo armadio erano tutti extracomunitari senza permesso di soggiorno (bengalesi, cinesi, indiani, nepalesi) e gli ha dato fuoco. Perché Renzi si sia fatto fotografare da “Chi?” col giubbotto di pelle alla Fonzie è invece una cosa che sfugge all’umana comprensione, tanto che una domanda sulle possibili cause è stata inviata sotto forma di segnali radio alla sonda Rosetta, confidando che nello spazio ci sia qualcuno in grado di rispondere al misterioso interrogativo.

3)             Salvini sorride sempre perché di nero non vuole avere neanche l’umore. Quando si chiede a Renzi di che umore è, lui risponde: «Rosè», in modo che non si possa dire né che sia bianco né che sia rosso.

4)             Salvini vuole aiutare i rom a casa loro perché i rom una casa non ce l’hanno. Renzi vuole creare lavoro aiutando i datori di lavoro a licenziare.

5)             Salvini parla alla pancia degli italiani. Renzi pure. Entrambi, per fare colpo, hanno espresso anche la volontà di versare cibo nelle orecchie, ma sono stati dissuasi dai rispettivi staff.

6)             Renzi ha una moglie, Salvini ha una compagna. Non c’entra niente con loro, ma questo è un ottimo motivo per i single alla ricerca di un partner non disperino.

7)             Salvini ha capito solo da poco che il profilo facebook non ha a che fare con gli antichi egizi, a Renzi hanno svelato di recente che i provvedimenti legislativi possono avere un numero di caratteri superiori a 140.

8)             Renzi sembra Berlusconi; Salvini, ai più attenti osservatori, ricorda Alvaro Vitali.

9)             Salvini è nato nel 1973, Renzi nel 1975. Date che stanno portando molti a valutare che gli anni Settanta potrebbero non essere stati solo di piombo.

Alcuni politologi teorizzano che Renzi e Salvini sono due facce della stessa medaglia, altri aggiungono: «Pensa che culo, se è così tra loro non sono mai costretti a guardarsi».

 

 

MATTEO, renzi, salvini, 2014, 2015, berlusconi, politica, satira

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.