22.6 C
Rome
mercoledì 5 Maggio 2021
22.6 C
Rome
mercoledì 5 Maggio 2021
HomemalapoliziaMagherini, carabinieri a processo per omicidio colposo

Magherini, carabinieri a processo per omicidio colposo

Omicidio colposo: rinvio a giudizio per i militari che avrebbero provocato la morte per asfissia di Riccardo Magherini e per i soccorritori che non avrebbero capito la gravità

di Checchino Antonini

934755_820706527990623_8374311223780179825_n

«Andiamo a processo, era quello che volevamo. Aspettiamo l’11 giugno. Ma qui non c’è vittoria, abbiamo perso Riccardo. Non sarà mai vittoria». Guido Magherini, padre di Riccardo, esce in lacrime dall’aula del tribunale di Firenze dove è stato appena pronunciato il rinvio a giudizio di quattro carabinieri e di tre soccorritori che saranno processati per omicidio colposo del figlio. Il rinvio a giudizio deciso dal Gup del Tribunale di Firenze è stato salutato dai familiari e dagli amici della famiglia Magherini con applausi e grida nel corridoio del Palazzo di giustizia dove hanno atteso la decisione.

Uno dei militari deve rispondere anche di percosse. Il giudice ha quindi accolto le richieste del pm Luigi Bocciolini. Fuori dall’aula in tanti: gli amici del Maghero, Acad Firenze e una delegazione della Curva Fiesole.

Magherini morì a 40 anni, nella notte fra il 2 e il 3 marzo dell’anno scorso, mentre veniva arrestato: i carabinieri lo avevano bloccato perché stava dando in escandescenze, in un quartiere centrale di Firenze, Borgo S.Frediano. Secondo la ricostruzione della procura, a uccidere Magherini fu una serie di cause: un’«intossicazione acuta da cocaina», che lo rese preda di una ‘excited delirium syndrome’, e un’asfissia legata anche al modo in cui venne immobilizzato dai carabinieri. Ai tre soccorritori, la procura contesta di non aver compreso la gravità delle condizioni di Magherini, che al loro arrivo era praticamente agonizzante. In questi mesi i familiari del quarantenne hanno parlato anche di «tortura». Il termine è comparso in una lettera aperta che hanno scritto nell’ottobre scorso: «Riccardo è stato preso a calci mentre si trovava steso a terra, già ammanettato in posizione prona, chiedendo disperatamente aiuto. Lo documentano i video, i testimoni, le lesioni. Riccardo è morto umiliato, picchiato e soffocato. È stata una tortura». In alcuni video girati dai passanti le percosse durante l’arresto, il carabiniere che sferra due calci a Magherini alla faccia delle regole d’ingaggio (che Popoff ha documentato) che raccomandano tutt’altro contegno di fronte a una persona in evidente stato di agitazione.

La procura, però, prova a escludere che ci sia stato un pestaggio. «Il rinvio a giudizio cristallizza l’accusa, che ipotizza una responsabilità colposa», ha tenuto a precisare il difensore dei carabinieri, l’avvocato Francesco Maresca. «Il rinvio a giudizio è importante – ha detto l’avvocato della famiglia Magherini, Fabio Anselmo – C’è tanto da fare, non possiamo cullarci sugli allori: sarà un processo molto difficile». Anselmo è legale di parte civile anche nei procedimenti per le morti di Cucchi, Aldrovandi, Budroni, Ferrulli e ha seguito il caso Uva fino al rinvio a giudizio dei poliziotti e carabinieri che lo ebbero in custodia nell’ultima notte della sua vita. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, oggi era in tribunale a Firenze ad attendere la decisione del gup: «Sono emozionata e commossa – ha detto commentando i rinvii a giudizio – come se questa vicenda riguardasse me. Ai Magherini dico di tenere duro. In queste aule sentiranno dire tante cose non vere e ingiuste su Riccardo, ma loro devono andare avanti». In tribunale c’era anche un nutrito gruppo di amici di Magherini. Quando il padre di Riccardo, Guido, è uscito a comunicare l’esito dell’udienza, qualcuno di loro ha gridato: «Ora in galera, via la divisa». Alcuni volontari della Croce rossa, arrivati per esprimere solidarietà ai colleghi, sono invece scoppiati in lacrime. Il processo si aprirà l’11 giugno: «Bisogna fidarsi della giustizia – ha detto la moglie di Magherini, Rosangela Galdino – Il processo è dedicato al nostro bambino, Brando, che ogni giorno chiede del babbo».

L'attesa fuori dall'aula

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Madrid è un po’ più a destra di ieri. Iglesias si dimette

Regionali a Madrid: Ayuso (PP) guadagna 35 seggi. La sinistra si sgretola a causa della sconfitta del PSOE. Vox mantiene i suoi seggi

Il lago che continua a combattere

Dopo l'ennesimo scontro con il costruttore Pulcini, Attivisti e attiviste del Lago Ex-Snia hanno ottenuto l'attenzione della Regione Lazio

Chi è davvero Navalny, bestia nera di Putin

Alexei Navalny è davvero come lo dipingono gli influencer del Cremlino? La storia del principale oppositore di Putin [François Bonnet]

Macron fa la guerra ai disoccupati

Assicurazione di disoccupazione, il sindacato Cgt ha fatto i conti per verificare la riforma di Macron: è una bomba contro i precari [Cécile Hautefeuille]

Ventennale del G8, il sindaco sfratta Amnesty dal Ducale

Il sindaco Bucci nega il Palazzo Ducale ai progetti legati al ventennale del G8. La Rete "Genova 20 anni dopo": avremo altri spazi