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Ucraina: filorussi aprono corridoio umanitario

Breve tregua a Debaltseve, attuale punto più caldo della guerra ucraina, mentre Merkel e Hollande negoziano con Putin e Obama valuta il rifornimento di armi a Kiev

di Marina Zenobio

abitanti di Debalteseve in fila per abbandonare la città, dopo l'apertura del corridoio umanitario
abitanti di Debalteseve in fila per abbandonare la città, dopo l’apertura del corridoio umanitario

I separatisti filorussi della Repubblica popolare di Donetsk (Rpd) hanno annunciato oggi una tregua che si protrarrà fino a sabato mattina, e la creazione di un corridoio umanitario nella regione di Debaltsevo, la città che nelle ultime settimana è diventato il punto più caldo della guerra tra i combattenti filorussi e esercito ucraino.

L’annuncio coincide con la visita a Mosca del presidente francese, François Hollande, e della cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si terra nella tardo pomeriggio di venerdì con il leader russo Vladimir Putin, per proporgli una iniziativa di pace nell’est dell’Ucraina. Ieri il piano è stato al centro dei colloqui con il presidente ucraino Petro Poroshenko.

Il portavoce del Ministro della difesa della Repubblica popolare di Donets, Eduard Basurin, ha confermato che l’alto comando delle forze fedeli a Kiev hanno accettato la proposta del corridoio umanitario. “Nella Rdp si preparano pullman e auto per portare via gli abitanti intrappolati a Debaltseve attraverso un corridoio che arriva fino alle città di Gorlovka (Horlivka in ucraino) e Artiomovsk (Artemivsk)” riporta la Tass. La prima città si trova si trova sotto controllo dei separatisti filorussi, mentre la secondo sotto controllo dell’esercito ucraino. Anche il rappresentante della Rpd nel Gruppo di Contatto, Denis Pushilin, ha confermato a creazione del corridoio umanitario.

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), l’Unione Europea e il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, avevano chiesto questa settimana una tregua per evacuare la popolazione civile di Debalteseve. La richiesta era di tre giorni ma è stata concordata solo per nove ore.

I negoziati, che potrebbero riportare in auge i falliti accordo di Mink del settembre scorso e valutare la possibilità di una forza di pace d’interposizione nella zona, continuerà la settimana prossima in Germania, durante la conferenza di Monaco in cui la Russia sarà rappresentata dal ministro degli esteri, Serguei Lavrov. Successivamente continuerà negli Stati Uniti, dove Angela Merke andrà domenica per incontrare il presiente Barak Obama, che invece sta valutando la possibili di rifornire l’esercito di Kiev di armamenti.

Il Cremlino ha chiaramente subito espresso la sua dura posizione contro l’eventualità di un sostegno armato degli Usa alle truppe di Kiev.

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