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Veneto, né con la Lega, né col Pd. Ecco chi candida la sinistra

Laura Di Lucia Coletti sarà la candidata di L’Altro Veneto-Ora Possiamo, la lista della sinistra per le regionali. Sel, verdi e un pezzo di Prc non mollano il Pd renziano

da Treviso, Enrico Baldin

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Anche la sinistra ha la sua candidata in Veneto. Si tratta di Laura Di Lucia Coletti, che per la presidenza della Regione Veneto se la dovrà vedere con altri sei contendenti: l’uscente Zaia, la sfidante principale Moretti, il sindaco di Verona Tosi, il grillino Berti, l’indipendentista Morosin e il candidato di Forza Nuova Sartori.

La lista capitanata da Laura Coletti si chiama “L’Altro Veneto – Ora Possiamo”. A dar vita alla lista di sinistra, organizzazioni e comitati ambientalisti, i comitati per Tsipras, Rifondazione Comunista e altri “cani sciolti” della sinistra. Negli scorsi mesi attraverso diverse assemblee fatte nelle sette province del Veneto hanno fatto i passi necessari per costruire la lista capitanata dalla Coletti. Ed in queste settimane l’Altro Veneto è impegnato nella raccolta delle migliaia di firme necessarie per la presentazione della lista, obiettivo niente affatto scontato. Raccolta firme a cui non tutte le liste son costrette, vista la recente legge elettorale. «Una legge truffaldina» afferma Laura Coletti «Ha fatto moltiplicare i gruppi consiliari in Regione a termine legislatura solo per permettere alle liste civetta di non far la fatica di raccogliere le firme». Lo dice a ragion veduta, vista la quantità di neonate liste civiche e “personali” spuntate come funghi a sostegno dei principali candidati.

La Coletti, insegnante liceale di latino e italiano, è di Mestre ed è portavoce veneziana de l’Altra Europa. In passato è stata consigliera provinciale veneziana eletta come indipendente nelle liste dei DS. Nella sua attività di insegnante vanta di essere stata premiata dalla Presidenza della Repubblica per progetti scolastici di educazione alla pace e di educazione ai media. Invece come consigliera provinciale con delega alla “provincia etica” rivendica soprattutto il suo lavoro per l’approvazione di un codice etico di comportamento degli eletti, poi condiviso anche con altri enti locali di tutta la penisola. «Trasparenza e onestà sono concetti di cui non si dovrebbe neppure parlare» ci dice a telefono. E invece da queste parti la magistratura è di casa quando si tratta di appalti e grandi opere. Il caso Mose è stato solo la punta più evidente, ma è latente un sottobosco di malaffare e di corruzione bipartisan che ha coinvolto esponenti di centrodestra e di centrosinistra. Proprio per questo la settimana scorsa l’Altro Veneto è sceso a manifestare davanti alla sede di Veneto Strade, per denunciare il sistema delle grandi opere venete facile terreno di coltura per fenomeni corruttivi. Nella lente di ingrandimento delle autorità inquirenti, oltre al Mose, ci sono anche strade ed ospedali, dalla Pedemontana alla A31: «Se l’epoca Galan è stata promotrice degli appalti in project financing, con Zaia si è proseguito nel buio del solco tracciato da cemento ed asfalto».

E la Moretti? «Ha iniziato la campagna elettorale plaudendo al jobs act e complimentandosi col ministro Poletti, come potevamo avere qualcosa cui spartire?». Non ha bisogno di voli pindarici la candidata Presidente della Regione, per spiegare il suo smarcamento rispetto alla candidata di Matteo Renzi. La scelta de l’Altro Veneto – Ora Possiamo non è però da ritenersi scontata: una parte della sinistra infatti (SEL, Verdi, una minoranza del PRC) ha deciso di costituire una lista a sostegno della candidata del PD, ponendo come avamposto dell’accordo alcuni punti su cui c’è stato il sì della Moretti, a partire dal no al project financing e alle trivellazioni nell’alto Adriatico. Ma la Coletti pungola: «Ci mancherebbe, sono d’accordo anch’io col no alle trivellazioni, ma come mi spiegano lo sblocco alle trivellazioni previsto invece dallo “Sblocca Italia”?».

La lista Altro Veneto pare essere una prosecuzione di quella che ha corso alle elezioni Europee in sostegno del leader greco Alexis Tsipras. La stessa Coletti è portavoce del comitato veneziano de l’Altra Europa: «Anche in Veneto è necessario dare sostanza ad una proposta alternativa al governo Renzi che qui porta il volto di Alessandra Moretti». Una declinazione nazionale che secondo la Coletti ha anche valenza europea: «All’Europa del TTIP e del neoliberismo che ci ha portato a disoccupazione, precarietà e consumo del territorio noi ci contrapponiamo con solidarietà, diritti e tutela dell’ambiente».

4 COMMENTI

  1. Se vincesse questa donna che avrà anche opinioni politiche simili alle mie, il Veneto diventerebbe una regione africana……Questa gente si autoesclude da sola perchè le opinioni in politica economica possono essere anche condivisibili, ma poi quando li senti parlare d’immigrazione, diritti civili (inseminazioni, madri surrogate etc.etc.) ti fanno cadere le braccia….ciao, comunque gli faccio un in bocca al lupo, ma già si sa come andrà a finire…

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