giovedì 15 novembre 2018

Migranti: UE non esclude forze di terra in Libia

Migranti: UE non esclude forze di terra in Libia

Esclusiva di The Guardian che ha messo le mani sul piano strategico dell’Ue in votazione lunedì prossimo: prevede forze di terra per colpire gli scafisti in Libia

di Marina Zenobio

esercito europeo

Nonostante Paolo Gentiloni, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi, si affanni in rassicurazioni, il Piano strategico elaborato dall’Unione Europea per contrastare le reti di scafisti in terra libica non esclude un intervento di terra. Almeno stando a quanto pubblicato da The Guardian, che ha avuto accesso al contenuto del piano strategico.

Si tratta di un documento di 19 pagine che, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, “punta soprattutto su interventi aerei e navali nel Mediterraneo e nelle acque territoriali libiche, previo via libera delle Nazioni Unite”. Aggiungendo che “operazioni di terra in Libia possono essere necessarie per distruggere i barconi dei trafficanti e i depositi di carburante. Una presenza a terra potrebbe essere presa in considerazione se viene raggiunto un accordo con le autorità competenti”.

Il documento dovrebbe essere approvato dai ministri degli Esteri dell’Unione europea lunedì, prima del via libera definitivo alla missione nel vertice europeo di giugno e precisa che “Le operazioni potrebbero richiedere una vasta gamma di forze aeree, marittime e terrestri. Potrebbero includere anche servizi di intelligence, sorveglianza e ricognizione, squadre di imbarco, unità di pattugliamento (aeree e marittime), mezzi anfibi e forze di unità speciali”.

Parlando privatamente sulla pianificazione militare, alti diplomatici e funzionari di Bruxelles hanno sempre sottolineato che non si prospetta alcuna attività militare terrestre in Libia, confermato anche da Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che ha così risposto a The Guardian: “Un intervento militare in Libia è fuori discussioni”.

Ma resta questo documento di pianificazione strategica che l’Unione Europea deve discutere e approvare lunedì prossimo, in una sessione congiunta dei ministri degli esteri e della difesa dell’UE, a cui seguirà una riunione dei soli capi della difesa. Il “pacchetto militare” avrà quindi bisogno del via libera dei governi dell’Unione Europea in un summit programmato per giugno.

Il documento in discussione di cui riferisce The Guardian è molto chiaro sul fatto che “le operazioni di terra in Libia potrebbero essere necessarie e non sono state escluse” e potrebbero comprendere “azioni lungo la costa, in porto o in rada [contro] le attività e le navi dei contrabbandieri prima del loro utilizzo”.

Il piano strategico parla anche di “presenza o attività in territorio libico” e mette in guardia da “miliziani e terroristi” quali minacce alle forze dell’UE. “L’esistenza di armamenti militari pesanti (comprese le batterie di artiglieria costiere) e di addestrate milizie militari rappresenta una forte minaccia per le navi dell’UE e le aeromobili operanti nelle vicinanze” afferma il documento. “Anche la presenza terrorista nella regione costituisce una minaccia per la sicurezza. Le azioni adottate a terra potrebbe essere effettuata in un ambiente ostile. ”

L’obiettivo della campagna è “distruggere il modello di business dei contrabbandieri, loro cattura e identificazione, distruzione delle imbarcazioni prima che le stesse entrino in uso […] l’operazione sarà graduale e fortemente dipendente dalle forze di intelligence”. Ma il piano strategico ammette anche che le operazioni potrebbero coinvolgere innocenti, anche uccidendoli: “in presenza di migranti le operazioni contro i trafficanti presenta un elevato rischio di danni collaterali, tra cui la perdita di vite umane”.

A giustificazione del piano strategico, il documento riporta informazioni delle autorità italiane secondo cui 200.000 migranti si stanno preparando a mettersi in viaggio dalla Libia verso l’Italia, su imbarcazioni scadenti mettendo a rischio la propria vita. Cosa che va in netta contraddizione con il dichiarato rischio di “danni collaterali” della campagna militare.

Inoltre, ma questo il piano strategico non lo dice, in caso di azioni militari su terra le forze europee dovrebbero fare i conti con le milizie libiche, sostanzialmente allineate sotto due governi che, pur essendo rivali, su una cosa sono d’accordo: nessun intervento straniero su suolo libico per combattere i trafficanti di migranti.

Ciò nonostante sono già 10 i paesi dell’Unione Europea che si sono offerti di partecipare alla campagna, tra cui l’Italia, che ne avrebbe il comando, la Gran Bretagna, la Francia e la Spagna. Prove tecniche di esercito europeo?

L’ultima parola spetterà ovviamente alle Nazioni Unite che dovrà dare il via libera. Non a caso la settimana scorsa Mogherini è stata a New York in cerca di un supporto dell’Onu all’utilizzo della forza. Qualche giorno prima si è recata in Cina che ha dichiarato che non porrà il veto al Consiglio di Sicurezza. L’ostacolo più grande resta la Russia che non ha ancora espresso giudizi in merito.

Da parte della società civile, Amnesty International ha detto no a qualsiasi tentativo di attaccare i trafficanti se non si possono fornire simultaneamente strategie di uscita alternative per i migranti intrappolati sulla costa libica. In un rapporto pubblicato lunedì scorso, Amnesty ha ribadito le condizioni disumane che devono affrontare questa marea di migranti: torturati, per le più privi di protezione legale e che vedono nel mare la loro unica via di fuga. Philip Luther, responsabile di Amensty per Medio Oriente e Nord Africa, ha dichiarato: “Senza fornire percorsi alternativi sicuri per le persone disperate che fuggono da povertà e conflitti, l’introduzione di misure militari per combattere i trafficanti non risolverà la situazione dei migranti e dei rifugiati”.

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1 Comment

  1. Gabriele

    Prima di tutto a noi italiani di quello che dicono le Nazioni Unite, Amensty, la Russia e l’EU non ce ne dovrebbe fregare una beneamata ceppa, perchè dobbiamo pensare agli problemi di casa nostra e di questi governi allargati non se può veramente più….. ma comunque….. poi siamo sicuri che con questo nuovo piano della UE i migranti non sbarcheranno più? Per me è tutta una presa per il culo, magari faranno in vedere in Tv qualche stronzata, ma in Italia continuerà ad arrivare manodopera a basso costo pronta a toglierci il pane da sotto i denti…..Poi Darwin che è il punto di riferimento dei comunisti, ci ha spiegato che solo il più forte sopravvive e quelli muoiono evidentemente sono deboli e non utili all’evoluzione umana…Dico male? :))))

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