16.2 C
Rome
mercoledì 19 Gennaio 2022
16.2 C
Rome
mercoledì 19 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
HomecultureIl Pd in Umbria vincerà le elezioni. A tavolino

Il Pd in Umbria vincerà le elezioni. A tavolino

La nuova legge elettorale umbra, approvata a ridosso delle elezioni, presenta elevati rischi di incostituzionalità e una certezza: la rappresentatività degli spazi democratici non è più un valore

di Nicola Della Lena

Elezioni UmbriaRibattezzata subito Umbricellum in ragione della somiglianza con il Porcellum del 2005, il nomignolo con cui la nuova legge elettorale dell’Umbria è stata soprannominata ricorda quello di una pasta tipica perugina fatta con acqua e farina senza uova: gli umbricelli. Tuttavia, l’assonanza gastronomica potrebbe non bastare a rendere digeribile questa legge elettorale che, non si mangia, ma potrebbe far mangiare a molti, a cominciare dall’asse Pd-Pdl che l’ha votata.

Approvata in fretta e furia da una maggioranza trasversale bipartisan, l’ultimo regalo della giunta uscente mette infatti subito in chiaro una cosa: il Nazareno è più vivo che mai. Del resto, c’è poco di cui stupirsi. Già un altro famoso Nazareno ci aveva abituati a morti apparenti seguite da resurrezioni miracolose, e l’Umbria è pur sempre la terra di San Francesco e San Benedetto.

Una legge varata a ridosso dalle elezioni è un osservatorio fin troppo privilegiato per comprendere qual è l’interesse politico da cui è mossa, e per il Pd umbro la priorità sembra essere quella di completare il disegno veltroniano annientando qualsiasi forma di vita a sinistra (la lista Umbria per un’altra Europa correrà da sola) e, contestualmente, di arginare la crescita del Movimento Cinque Stelle, il cui candidato presidente è Andrea Liberati, ovvero colui che – gliene va dato atto – ha scoperchiato numerosi vasi di Pandora della politica locale, dall’ammanco di milioni di euro nelle casse della curia, che hanno portato il potente ex vescovo Paglia ad essere allontanato da Terni, fino alla difficile situazione ambientale connessa alla discarica delle acciaierie Tk Ast.

La nuova normativa regionale prevede 20 consiglieri più il presidente della giunta al posto degli attuali 30. Anche per gli assessori è prevista una riduzione (saranno solo 4) e potranno anche essere tutti esterni al Consiglio. Riduzione dei costi della politica? No, come dimostra il lauto premio da poco elargito ai dirigenti della Regione. Piuttosto si tratta di una riduzione degli spazi di rappresentanza, aggravata da quello che è l’autentico capolavoro di questa legge: il premio di maggioranza e minoranza.

I seggi delle imminenti elezioni saranno infatti assegnati con criteri proporzionali e alla lista/coalizione che prenderà più voti ne spetteranno 12 seggi su 20, ovvero il 60% del Consiglio, senza che sia prevista una soglia minima di voti necessari per averne diritto (chi prende il 35% dei voti potrebbe tranquillamente avere il 60% dei consiglieri). Un principio che presenta elevati rischi di incostituzionalità proprio alla luce della bocciatura che la Corte Costituzionale ha riservato, nel 2014, al premio di maggioranza previsto dal Porcellum, comunque più basso di quello previsto dalla legge umbra.

Se la coalizione vincente non avrà ottenuto la metà più uno dei voti – come è quasi certo che accada – si avrà dunque una situazione in cui la minoranza di votanti, anche con un solo voto in più, potrà eleggere il 60% del Consiglio Regionale, mentre la maggioranza ne eleggerà una minoranza spartendosi gli 8 seggi rimanenti. Nello scenario attuale, il Pd avrebbe la metà dei consiglieri più il seggio riservato al Presidente, sempre Pd, ottenendo dunque la maggioranza del Consiglio senza avere la maggioranza dei voti. Roba mai vista, nemmeno nella Bielorussia di Lukašenko.

C’è però dell’altro. Oltre al premio di minoranza, che assegna alla lista-coalizione arrivata seconda 8 seggi di cui uno, su proposta del centro-destra, riservato al candidato presidente miglior perdente, per chi non è in nessuna delle due coalizioni premiate (presumibilmente centro-destra e centro-sinistra) lo sbarramento sale all’8%, mentre per le liste coalizzate basterà il 2,5% per eleggere un consigliere. Non a caso Sel, che pure guida esperienze di opposizione in mezza Umbria e in Parlamento, farà parte della coalizione di centro-sinistra.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

A #BlackLivesMatter serve un programma economico

In un paese che ha sempre usato la razza per giustificare la disuguaglianza, porre fine alla brutalità della polizia è solo l'inizio

Violenze di gruppo a Milano, i 3 cerchi dell’orrore dei Taharrush JamaR...

La pratica dei Taharrush Jama'i viene dall'Egitto. L'obiettivo è scoraggiare donne e attiviste a partecipare a raduni ed eventi pubblici

Il virus della disuguaglianza

Il rapporto Oxfam: cresce in Italia e nel mondo la concentrazione delle ricchezze, aumenta il numero dei poveri 

Scuola al freddo, linea dura della preside: sospesi in 66

Sospesi in 66 in un liceo artistico di Milano per aver rivendicato un diritto. Una storia in apparenza d'altri tempi

Pitti uomo e la giostra del lavoro di merda

Nel giorno dell'inaugurazione di Pitti Uomo la denuncia dei lavoratori precari. Gkn "disintossichiamoci da questi livelli di sfruttamento"