giovedì 17 Ottobre 2019

Petrolio, l’Abruzzo non lo vuole trovare

Petrolio, l’Abruzzo non lo vuole trovare

Ombrina, Elsa2, Rospo Mare. Il governo vuol imporre all’Abruzzo la deriva petrolifera. Ma i cittadini non si arrendono. 23 maggio manifestazione a Lanciano

da Chieti, Alessio Di Florio

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Il 23 Maggio l’Abruzzo tornerà in piazza contro la deriva petrolifera in una manifestazione nazionale a Lanciano, in provincia di Chieti. Dopo l’approvazione di Ombrina Mare (di cui ci siamo già recentemente occupati su Popoff http://www.popoffquotidiano.it/2015/03/27/fermare-ombrina-raffineria-galleggiante-al-largo-dellabruzzo/ ) è stato emesso il provvedimento positivo per nuovi pozzi nel campo petrolifero “Rospo Mare” ed ha ricevuto analogo provvedimento Elsa2. Si conferma quindi la tendenza di tutti gli ultimi governi di voler imporre all’Abruzzo una selva sterminata di trivelle. Una prospettiva contro cui i cittadini abruzzesi, già scesi in piazza e praticamente da anni permanentemente mobilitati contro la deriva petrolifera, anche in queste settimane sono tornati a far sentire un tonante no. Oltre 500 persone hanno partecipato alla prima assemblea il 29 marzo scorso ospitata dal CSOA Zona Ventidue, da cui è scaturita la mobilitazione che avrà tra i suoi momenti culminanti la manifestazione del 23 maggio, pronta a proseguire anche nei prossimi mesi.  Tra le primissime iniziative quella della diffusione di bandiere No Triv che si propone a istituzioni e cittadini di esporre per mostrare il proprio dissenso alle scelte governative in favore di Ombrina e di altri progetti petroliferi. Ma è solo una delle tante. Sui social network da settimane vengono pubblicate foto di persone da tutto il mondo che esprimono il proprio sostegno alla mobilitazione. 35 artisti, in ricordo di Lucio Dalla e del sostegno da lui data all’opposizione alla deriva petrolifera nel mar Adriatico (il 7 maggio 2011 intervenne alla manifestazione di Termoli dichiarando “non avrei mai pensato di trovarmi davanti a gente che preferisce trivellare piuttosto che salvaguardare questo straordinario paesaggio. Per procedere in questa maniera c’è bisogno di una coscienza etica che evidentemente non c’è”), hanno registrato un video della canzone “Com’è profondo il mare”. “Un video che è stato lanciato sui social e sulle tv locali come contributo dei musicisti abruzzesi al contrasto della incomprensibile direzione imposta dal governo Renzi al futuro dei nostri figli” scrive il coordinamento No Ombrina 2015 che “è la naturale conseguenza del suo impegno contro la petrolizzazione dell’Adriatico e del contatto che Alessandro Lanci e Diana D’Orsogna di Nuovo Senso Civico ebbero  con il grande artista bolognese, culminato in un’intervista realizzata nella sua casa alle Tremiti. Ricordare il suo impegno e rinnovarlo in questo momento cruciale per la storia della nostra comunità è il frutto della profonda convinzione che la bellezza possa salvarci dall’orrore.
Certo non basta una canzone per cambiare la storia ma la speranza è che Com’è profondo il mare possa contribuire a bussare alla porta delle orecchie di chi non vuol sentire.
E’ per questo che abbiamo voluto eleggerla ad inno della contrarietà alla piattaforma Ombrina mare, parte per il tutto di un progetto ben più ampio che vorrebbe l’Abruzzo irreversibilmente declassato da Regione verde d’Europa a distretto minerario
”.

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Due anni fa oltre 40.000 persone scesero in piazza a Pescara nella più grande manifestazione di sempre della storia dell’Abruzzo per pretendere da chi ha il dovere di rappresentare loro, e non le lobby delle multinazionali, di difendere il territorio e non lasciare alle prossime generazioni un futuro nero petrolio. I governi Monti, Letta e Renzi sembrano voler andare invece nella direzione opposta, ma l’Abruzzo non si arrende. La manifestazione di Lanciano si preannuncia già partecipatissima, nel momento in cui viene scritto quest’articolo sono arrivate ad oltre 280 le adesioni (e l’elenco è da aggiornare quotidianamente) di organizzazioni nazionali e locali, enti locali, attività economiche, artisti,  comitati e movimenti da varie parti d’Italia (dai No Tav a centri sociale e movimenti attivi sulle lotte ambientali, petrolizzazione compresa) saranno presenti e si stanno realizzando assemblee in diverse città delle altre regioni, dove forte è la presenza della comunità abruzzese o ci sono altre lotte con cui si è in contatto. L’appuntamento per l’avvio della manifestazione è alle 15 del 23 maggio in Viale Cappuccini, nella Zona Industriale di Lanciano.

Noi cittadini abruzzesi abbiamo già scelto molti anni fa. Non vogliamo Ombrina, ma il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi, il mare pulito, un’economia agroalimentare di qualità, la valorizzazione turistica e culturale del territorio, un modello di sviluppo compatibile con la natura” afferma la piattaforma approvata nell’assemblea del 29 marzo, in cui si ribadisce che gli abruzzesi non accetteranno “alcuna decisione imposta dall’alto, arrogante e coloniale, ma al contrario pretendiamo con forza che siano i cittadini stessi a decidere” e che “la terra e il mare sono patrimonio di tutti, e non dei colossi finanziari, né tanto meno dei ministeri romani, che vorrebbero trasformare la nostra meravigliosa regione, terra dei parchi, in un distretto minerario”, e che punta a coinvolgere “tutti i paesi del medio Adriatico interessati dai progetti di coltivazione ed estrazione di idrocarburi” all’insegna dello slogan “Adriatico: un mare contro il petrolio”.

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