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Atene non può pagare e non pagherà

Il governo greco ha reso noto che non pagherà la rata di giugno al FMI. Semplicemente perché i soldi per farlo non ci sono. E torna il timore Grexit

di Marina Zenobio

-grecia

Atene fa sapere che non sarà in grado di pagare le rate del prestito concesso dal Fondo Monetario Internazionale perché non ha i soldi per farlo. La conferma arriva dal ministro dell’interno greco Nikos Voutsis che ha spiegato senza giri di parole che “Le quattro rate per il Fondo a giugno ammontano a 1,6 miliardi. Questo denaro non sarà versato perché semplicemente non c’è” e anche perché venerdì prossimo il governo greco è chiamato a pagare salari e pensioni che, per l’esecutivo di Tsipras, hanno la precedente sul debito.

Proprio ieri, di ritorno da Riga e davanti al comitato centrale di Syria, lo stesso premier Tsipras ha ribadito che la Grecia ha fatto tutto ciò che poteva per arrivare ad un compromesso e ora è il turno dell’Europa fare la sua parte ed ha anche ribadito che il governo greco non si piegherà di fronte a proposte irrazionali. “Abbiamo mostrato la volontà di arrivare a una soluzione reciprocamente vantaggiosa. Ma chiediamo ai nostri partner lo stesso rispetto e la stessa disponibilità a fare più concessioni” ha detto Tsipras.

Una posizione ovviamente condivisa con il ministro delle finanze Yanis Varuofakis che sempre ieri, un’intervista allo show di Andrew Marr sulla Bbc, ha affermato che il suo governo ha fatto “passi enormi” per favorire un accordo nel negoziato con le istituzioni internazionali e ha aggiunto che “ora spetta a queste istituzioni fare la loro parte. Gli siamo andati incontro a tre quarti del percorso, ora loro devono venirci incontro facendo quell’ultimo quarto”.

Torna così la preoccupazione per una possibile uscita dall’euro della Grecia. “Sarebbe una catastrofe” ha dichiarato il ministro delle finanze Varoufakis, “sarebbe l’inizio della fine del progetto dell’Euro”. Varoufakis ritiene che “una volta che si mette nella testa degli investitori che l’euro non è indivisibile è solo una questione di tempo prima che tutto inizi a disfarsi”.

In una intervista a Rainews l’economista della Luiss, Giuseppe Di Taranto, si è detto convinto che alla fine si arriverà ad un accordo perché l’Unione ha troppo da perdere ed ha anche ricordato che “La crisi greca è stata dichiarata sostanzialmente nel 2010 con l’intervento della troika, però c’è da chiedersi: se ormai [la Grecia] si è ridotta a questo livello di povertà, questa politica della troika è stata utile o forse molto dannosa? Per la Grecia e per altri paesi in nome del rigore?”

Rispetto al rischio Grexit lanciato da Varoufakis, il professor Di Taranto lo considera un allarme più che un rischio reale. “Ma non dimentichiamo – ha precisato Di Taranto – che dall’Euro si può anche uscire per breve tempo e poi rientrare. Salvo le conseguenze per l’intera unione monetaria europea. Non dimentichiamo inoltre che i titoli greci rendono tanto, dal 17 a 20 per cento, e che i maggiori possessori di titoli greci sono la Germania e la Francia”.

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