sabato 22 settembre 2018

L’eredità “avvelenata” di BB King

L’eredità “avvelenata” di BB King

Come è già accaduto a molti altri grandi, anche BB King diventa, suo malgrado, il protagonista di una morte misteriosa. L’accusa, lanciata dalle figlie, è di avvelenamento

di Marco Vulcano

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Morto un mito se ne fa un caso. Nell’olimpo della musica BB King ci era già entrato da molto tempo, insieme alla sua inseparabile Lucille; la mitica chitarra che lo accompagnava dal 1949, quando proprio il “Re del blues” rientrò nella sala da ballo dove aveva appena suonato, andata improvvisamente in fiamme, per salvare il suo strumento dall’incendio. Ora però il grande bluesman, scomparso da neanche un mese, potrebbe entrare anche in quello della letteratura, o almeno così sembrerebbero provare a fare le sue figlie, Karen Williams e Patty King, le quali qualche giorno fa hanno pubblicamente avanzato l’ipotesi che BB King sarebbe stato avvelenato.

La notizia ha ovviamente guadagnato subito l’attenzione della cronaca mondiale, nonostante il tutore del patrimonio legale di King abbia definito i sospetti avanzati dalle due figlie “ridicoli”, mentre la polizia di Las Vegas ha immediatamente smentito di aver avviato delle indagini per omicidio in merito alla scomparsa del grande bluesman.

I tre medici interpellati in merito hanno certificato che King ha ricevuto tutte le cure del caso, poiché era cosa nota quanto il grande artista soffrisse di diabete, e proprio per questo era monitorato costantemente 24 ore al giorno.

Le figlie di King tuttavia non demordono, e a ulteriore riprova del misfatto sottolineano come a tutti i membri della famiglia sarebbero state proibite le visite, per cui nessun familiare era presente alla morte della leggenda del blues, mentre c’erano il suo assistente personale, Myron Johnson, e il suo manager La Verne Toney. Proprio Toney, nel testamento di King, risulta essere l’esecutore di beni che, a detta di alcuni eredi, potrebbero valere decine di milioni di dollari. E forse è proprio questo il punto: l’eredità del “Re del blues”. Un bottino considerevole, che evidentemente val bene l’accusa di avvelenamento. In fondo, se dovesse andare male, su questa storia dell’avvelenamento ci si potrebbero comunque costruire tanti bei racconti, fare film e scrivere best seller da milioni di copie. Un po’ quello che è accaduto per moltissimi grandi personaggi che hanno caratterizzato, nel bene e nel male, l’immaginario di riferimento della loro epoca (e in molti casi anche di quelle successive), soprattutto negli USA, da Jimi Hendrix a Marylin Monroe, passando per Elvis, Jim Morrison, Brian Johnson (Rolling Stones), Brandon Lee, John Belushi e Kurt Cobain, solo per citarne alcuni.

Anche BB King sembrerebbe dunque in procinto di varcare la soglia di quel folto ginepraio fatto di ipotesi inverosimili, complotti, trame surreali, investigatori privati, avvocati e tribunali che circondano quasi sempre la morte di un mito e la avvolgono in un remunerativo mistero.

E la storia non finisce qui. I risultati dell’autopsia disposta sul cadavere del “Re del blues” saranno infatti noti tra circa 7 settimane. Fino ad allora tutti, figlie di King comprese, dovranno accontentarsi dell’eredità più grande, quella che nessun tribunale potrà mai intaccare: le note immortali che BB King ha consegnato alla storia. 

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