Mafia Capitale: nel secondo capitolo spunta Cl

Mafia Capitale: nel secondo capitolo spunta Cl

Una cooperativa di Cl, il capogruppo di Forza Italia, soliti nomi del Pd, un fascista figlio d’arte: ecco la seconda ondata del mondo di mezzo. 44 arresti

di Francesco Ruggeri

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Mondo di Mezzo 2. Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri stanno eseguendo, nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, nei confronti di 44 indagati a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Sono in corso perquisizioni a carico di altre 21 persone indagate per gli stessi reati. I provvedimenti, che riguardano gli sviluppi delle indagini condotte dal Ros nei confronti del sodalizio mafioso che faceva capo a Massimo Carminati, «hanno confermato l’esistenza – spiegano gli investigatori – di una struttura mafiosa operante nella capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali». Le indagini condotte nell’ambito dell’operazione ‘Mondo di mezzo 2’ hanno documentato, tra l’altro, «il ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori».

I nomi di Mirko Coratti, ex presidente pd dell’Assemblea capitolina e quello di Daniele Ozzimo, ex assessore pd alla Casa del Campidoglio, figurano tra i 44 destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare emessi dalla magistratura in seguito all’operazione ‘Mondo di mezzo 2’ dei carabinieri contro il sistema di ‘mafia capitale’. Ai domiciliari invece sono finiti tra gli altri il consigliere comunale Giordano Tredicine, forzista, e l’ex presidente del X municipio Andrea Tassone, pd Ostia.

Ci sono anche Angelo Scozzafava, ex direttore del quinto dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della salute del Comune di Roma, e Franco Figurelli, della segreteria di Mirko Coratti, anche lui finito in manette, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma Flavia Costantini nell’ambito della fase due dell’inchiesta su mafia capitale. Questo l’elenco completo dei destinatari della custodia cautelare in carcere: Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Carlo Maria Guarany, Claudio Caldarelli, Nadia Cerrito, Paolo Di Ninno, già detenuti; Claudio Bolla; Massimo Caprari; Mirko Coratti; Antonio Esposito; Francesco Ferrara; Emilio Gammuto; Luca Gramazio; Michele Nacamulli; Daniele Ozzimo; Angelo Scozzafava; Franco Figurelli; Pierpaolo Pedetti; Fabrizio Franco Testa.

«Luca Gramazio (figlio d’arte, fascista come il padre, ndr), prima consigliere comunale al Comune di Roma poi Consigliere Regionale alla Regione Lazio, pone al servizio dell’organizzazione le sue qualità istituzionali – scrive il gip – svolge una funzione di collegamento tra l’organizzazione la politica e le istituzioni, elabora, insieme a Testa, Buzzi e Carminati, le strategie di penetrazione della Pubblica Amministrazione, interviene, direttamente e indirettamente nei diversi settori della Pubblica Amministrazione di interesse dell’associazione».

L’ex assessore delle giunta Marino Daniele Ozzimo, che si era dimesso proprio in seguito alla prima fase dell’inchiesta, avrebbe ricevuto dal sistema mafia capitale «una costante erogazione di utilità a contenuto patrimoniale», comprendente un’assunzione e, «nel maggio 2013, l’erogazione di 20.000 euro, formalmente qualificati come contributo elettorale – da parte di Buzzi che agiva in accordo con Carminati». «Ozzimo nella sua qualità prima di consigliere capitolino e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e membro della Commissione Lavori Pubblici, Scuola e Sanità, poi, dal 2013, anche nella sua qualità di assessore al comune di Roma, poneva a servizio di Buzzi la sua funzione». In particolare, secondo gli inquirenti, l’ex assessore «poneva in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio consistenti nel partecipare alle delibere consiliari relative ai riconoscimenti del debito fuori bilancio dal 2012 e nel 2014; nella creazione del consenso politico e istituzionale necessario all’adozione delle delibere per il riconoscimento del debito fuori bilancio; nella proposizione di mozioni in seno al consiglio comunale intese a facilitare la proroga delle convenzioni relative al verde pubblico per le cooperative riconducibili a Buzzi; nella partecipazione alla riunione di giunta del luglio 2014, proteggendo la posizione di Fiscon, il cui ruolo era posto in discussione dal sindaco».

Luca Odevaine «riceveva da Cammisa, Ferrara, Menolascina e Parabita la promessa di una retribuzione di 10.000 euro mensili, aumentata a euro 20.000 mensili dopo l’aggiudicazione del bando di gara del 7 aprile 2014», per favorire il gruppo La Cascina nella gestione dell’emergenza profughi. A Odevaine viene contestata «la vendita della sua funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio in violazione dei doveri d’imparzialità della pubblica amministrazione, consistenti, tra l’altro nell’orientare le scelte del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dal gruppo La Cascina; nel comunicare i contenuti delle riunioni e le posizioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni nel tavolo di coordinamento nazionale; nell’effettuare pressioni finalizzate all’apertura di centri in luoghi graditi al gruppo La Cascina; nel predisporre i bandi delle gare suindicate in modo da garantire l’attribuzione al raggruppamento di imprese del quale faceva parte il gruppo La Cascina di un punteggio elevato; nel concordare con gli esponenti del gruppo La Cascina il contenuto dei bandi di gara; nel favorire l’aggiudicazione delle gare suindicate al raggruppamento di imprese del quale faceva parte il gruppo La Cascina». Secondo l’ordinanza avrebbe ricevuto tali somme «in parte, direttamente ovvero per il tramite di Bravo Stefano e di Bruera Marco, i quali unitamente a Addeo Gerardo e ad Addeo Tommaso curavano la predisposizione della documentazione fittizia finalizzata a giustificare l’ingresso delle somme nelle casse delle fondazioni e delle società riferibili a Odevaine».

Mafia capitale avrebbe versato, attraverso un intermediario, «somme di denaro non inferiori a 30.000 euro» anche all’ex presidente del Municipio X Andrea Tassone. Secondo il gip, «in concorso tra loro, Carminati, Testa e Buzzi, previo concerto, erogavano a Tassone per «la sua funzione e perché costui ponesse in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio, in violazione dei doveri d’imparzialità della pubblica amministrazione, consistenti, tra l’atro: nel rivendicare la competenza del X Municipio in materia di lavori per la pulizia delle spiagge; nel comunicargli notizie e informazioni sulla procedura di selezione del contraente, in relazione all’affidamento diretto da parte del X municipio per i lavori a somma urgenza per indagini sulla stabilità delle alberature stradali e conseguenti interventi di potatura e per i lavori per la pulizia delle spiagge, assegnati, rispettivamente, 26.5.14 e il 31.7.14».

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2 Comments

  1. Gabriele

    Io sono contento che si sono bevuti Trecidine perchè lo sapevano tutti che era un intruglione, pure mia madre che la politica non la segue…….ma i sinistri non sono meglio e sono sempre degli intruglioni……e da ragazzetto ero amico con il fratello di una consigliera comunale eletta con Merein la quale sembra non abbia avuto problemi, e non potete immagginare che cazzo de gente è…..veramente di cacca e che intrallazza parecchio. E io non sono un santo e ho fatto 2000 stronzate e ancora me ne pento, però per esempip quando a Capannelle c’era il Fiesta, per prendersi un stand oltre ai soldi ci voleva la benedizione dei mafiosetti locali, ossia i politici. E’ ora da fare piazza pulita, ma sul serio.

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