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Sanità, in dieci milioni esclusi dal diritto alla cura

Usb: 10 milioni senza sanità, 3 milioni di indebitati e il governo sta tagliando altri 2.3 miliardi. Corte dei conti e Censis: la sanità è sempre più privata

di Francesco Ruggeri

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Dieci milioni di persone non accedono alle cure e altri tre milioni si indebitano per curarsi. L’austerity è anche malasanità: i tagli ingrassano la sanità privata mentre il governo sta varando un piano per altri miliardi di tagli. In due distinti rapporti appena usciti, Corte dei Conti e Censis spiegano che «il parziale successo delle misure di contenimento dei costi sanitari» cozza profondamente con – l’appropriatezza dell’offerta sanitaria» e che «la sanità è sempre più privata», con una spesa direttamente sostenuta dalle tasche dei cittadini che cresce al ritmo di un miliardo l’anno: 33 miliardi di euro nel 2014 a fronte dei 110 di finanziamento del SSN.

Ma il Consiglio dei Ministri si appresta a far diventare operativo il taglio di ulteriori 2,3 miliardi al Fondo sanitario trasferito alle Regioni per il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale, così come previsto nella legge di stabilità.

L’allarme è lanciato da USB: «Questo Governo sta così cercando di assestare il colpo mortale ad un welfare già agonizzante, dalle pensioni alla scuola fino alla sanità. Nessuna età della vita è risparmiata da pesanti tagli, che ricadono sulle spalle delle fasce popolari e ormai sempre più anche del ceto medio. Cresce la spesa per il privato così come il ricorso agli appalti  per l’esternalizzazione di servizi e lavoratori; si vuole svincolare il project financing dall’obbligo di gara pubblica, nonostante sia  proprio la sanità a pagare il tributo maggiore alla corruzione. Un privato reso scientificamente competitivo da liste d’attesa impossibili da rispettare, dal continuo aumento dei ticket e da un generale ridimensionamento dell’offerta sanitaria pubblica.Tutto ciò nonostante siano ormai 10 milioni le persone che non hanno accesso alle cure per problemi economici ed altri 3 milioni di cittadini a basso reddito siano costretti all’indebitamento per far fronte a problemi di salute.

Il servizio sanitario pubblico è e rimane una delle più grandi conquiste sociali e come USB non intendiamo assistere in silenzio al suo smantellamento».

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