domenica 18 novembre 2018

Essere Neil Young e cantarne quattro a Trump e agli Ogm

Essere Neil Young e cantarne quattro a Trump e agli Ogm

Donald Trump arruola abusivamente Rockin’ in the Free World per la sua campagna per le primarie presidenziali Usa ed il cantautore canadese gli risponde per le rime via social

[di Neil Young]

Neil Young
Il cantautore canadese Neil Young è attualmente impegnato in una campagna contro l’agribusiness al sostegno della quale pubblicherà un disco a fine giugno Neil Young, 22/06/2008 Firenze, Nelson Mandela Forum http://www.flickr.com/photos/56936350@N00/2608221915/ Spirit Road – Andrea Barsanti]

Martedì il multimiliardario americano Donald Trump, alle Trump Towers di New York, in una conferenza stampa per il lancio della propria campagna per le primarie del Partito Repubblicano come candidato alle presidenziali Usa 2016 utilizza “legalmente”, pagandone i diritti, Rockin’ in the Free World di Neil Young – una canzone il cui titolo si dovrebbe poter tradurre “Agitatevi nel mondo libero”, dall’album Freedom (1989), esplicitamente contro la guerra, critica nei confronti di George Bush ed utilizzata, in tedesco, come colonna sonora della caduta del muro di Berlino – senza però chiedere il permesso all’autore. Il primo accorgersi dello sgarbo è David Crosby, collega di Young nel super-gruppo Crosby, Stills, Nash & Young, che su twitter ha postato: “Mi sa che Trump vuole litigare con la persona sbagliata, cattiva idea” . Neil Young ieri invece attacca il magnate palazzinaro di New York con un pacatissimo ma efficacissimo post su Facebook e ribadisce il proprio impegno nella lotta per i diritti, la democrazia, la giustizia sociale ed economica e l’ambiente. La scelta musicale di Trump, che ha twittato anche una foto che lo ritrae insieme a Young, è stata avventata e gli si è rivolta contro, soprattutto sui social, dove i fan dell’artista sono certo più dei suoi, visto che, allo stato attuale, ne ha pochi tra gli elettori e anche nelle file del Gop. Problema, questo scivolone, che si aggiunge ai tanti, d’immagine e politici, che affliggono la candidatura del magnate e che fanno già parlare i commentatori politici Usa di un fallimento annunciato. Forse, per questo, motivo, nel giro di 24 ore dopo una serie di tweet a dir poco deliranti, i responsabili della campagna di Trump hanno deciso di fare marcia indietro e di rinunciare all’uso della canzone di Neil Young. 

Di seguito la traduzione integrale del post con cui Neil Young ne canta quattro a Trump.

Ieri la mia canzone “Rockin’ in the Free World” è stata utilizzata senza il mio permesso in uno spot di un candidato alla presidenza degli Stati Uniti. In concomitanza con questo annuncio è stata anche diffusa una foto che mi ritrae con questo candidato, ma si tratta di una fotografia scattata nel corso di una riunione, quando stavo cercando di raccogliere fondi per “Pono”(1), il mio servizio di musica ad alta risoluzione. Io sono canadese e non voto negli Stati Uniti, ma soprattutto non mi piace l’attuale sistema politico degli Stati Uniti e di altri paesi.

Donald Trump
Donald Trump il multimiliardario americano candidato alle primarie repubblicane per le presidenziali Usa 2016

Il tweet di Trump con la foto che lo ritrae insieme a Neil Young

La democrazia sempre è sempre più “piratata” da interessi corporativi. Il denaro necessario per essere eletti ad un incarico politico, i soldi spesi per attività di lobbying in favore interessi “particolari”, la sempre crescente disuguaglianza economica e gli importanti investimenti economici pubblici attraverso l’attività legislativa favoriscono gli interessi delle multinazionali contro quelli della gente. La musica è un linguaggio universale, quindi sono contento che così tante persone con convinzioni diverse apprezzino la mia musica, anche se non condividono ciò in cui credo. Ma se mi fosse stato chiesto di utilizzare la mia musica per un candidato avrei detto di no. 

Il tweet di David Crosby che segnala l’abuso

La sentenza “Citizen United”(2) della Corte Suprema è la prova di questa corruzione che compromette ulteriormente i nostri diritti, come lo è la pubblicità stessa. Queste aziende sono state originariamente create per servirci, ma se non saranno adeguatamente riorganizzate nelle loro priorità ci distruggeranno. Le imprese non hanno figli. Non hanno sentimenti o anima. Esse non dipendono dall’acqua incontaminata, dall’aria pulita o dal cibo sano per sopravvivere. Esse sono accomunate da un’unica cosa – il risultato economico. Ho deciso di parlare chiaro a questo potere economico. Quando denuncio come le corporation danneggiano l’uomo comune o l’ambiente o altre specie, mi aspetto che contro il mio punto di vista sia animata una campagna di disinformazione ben finanziata.

Yesterday my song “Rockin in the Free World” was used in a announcement for a U.S. presidential candidate without my…

Posted by Neil Young on Mercoledì 17 giugno 2015

Il post di Neil Young su Facebook

Neil Young – “Rockin’ in the free world”

Così come è successo con le reazioni al mio nuovo album “The Monsanto Years”(3), che tocca molti di questi problemi. Io sostengo coloro che vogliono portare alla luce questi temi e coloro che lottano per i propri diritti, come la libertà di scelta. Ma la libertà di scelta non ha senso senza consapevolezza. Ecco perché è fondamentale per tutti noi essere impegnati e consapevoli. Ecco perché sono importanti le azioni in materia di etichettatura degli OGM.

“Rockin’ in the free world” utilizzata da Trump per il lancio della campagna

Le madri devono sapere che cosa danno da mangiare ai loro figli. Hanno bisogno della libertà di fare scelte consapevoli al mercato. Quando la gente vota per l’etichettatura, come hanno fatto in Vermont, ha bisogno del nostro sostegno quando combatte gli interessi corporativi che vogliono di ribaltare le leggi per cui ha votato e che sono state approvate attraverso un processo democratico. Non mi fido della disinformazione autoreferenziale proveniente dalle corporation e dai loro troll mediatici. Non mi fido neanche dei politici che prendono milioni da quelle società. Mi fido delle persone. Quindi io faccio la mia musica per le persone, non per i candidati.

Continuiamo con “Rockin’ in the Free World“.

Neil Young

1 – si tratta di una piattaforma on line per il download di contenuti musicali di alta qualità dinamica sonora che si contrappone alla digitalizzazione e alla compressione, con perdita di sonorità, che avviene nei cd e con gli mp3;

2 – la Citizen United Vs Fec (Federal election commission, Commissione elettorale federale) è una sentenza, emessa nel 2010 dalla Suprema Corte Usa su ricorso del gruppo di lobbyng conservatore “Citizen United”. Essa stabilisce, in base al primo emendamento della Costituzione statunitense – quello che difende la libertà di pensiero e di espressione – che non è possibile porre un tetto ai finanziamenti delle campagne elettorali di candidati ad incarichi politici da parte di privati, in particolare imprese ed organizzazioni corporative, ed organizzazioni no profit, come fondazioni ed associazioni di categoria. La sentenza ha di fatto quindi impedito all’esecutivo e ad Obama d’intervenire per regolamentare il fenomeno che, oltre ad impedire parità di condizioni di partenza tra candidati, condiziona fortemente gli esiti elettorali ad ogni livello politico;

3- l’album, registrato in studio quest’anno con i fratelli di Willie Nelson e in uscita negli Usa a fine giugno, è una chiara e forte denuncia dei danni prodotti dalla multinazionale americana dell’agribusiness con i suoi prodotti chimici e i semi geneticamente modificati; 

 

[traduzione di Sergio Braga]

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