Grecia, l’austerità non porta all’accordo

Grecia, l’austerità non porta all’accordo

Atene respinge l’offerta avanzata quest’oggi dai creditori, rifiutando misure che la farebbero ripiombare nell’austerità.  La discussione continuerà domani con la riunione dell’Eurogruppo

Di Carlo Perigli

greciaLa Grecia non accetta «ricatti e ultimatum», questa la dichiarazione con cui Alexis Tsipras ha rifiutato l’ultima proposta avanzata dall’ormai ex troika, chiudendo di fatto la riunione odierna. Inutili le spinte di Angela Merkel, che ha cercato a più riprese di convincere il premier greco ad accettare quell’offerta «straordinariamente generosa». Il prossimo round è previsto per domani alle 14, quando si riunirà nuovamente l’Eurogruppo, nel tentativo di trovare un accordo entro il 30 giugno, giorno in cui scadrà l’attuale programma di aiuti.

Proprio in vista della deadline, l’ex troika ha avanzato la sua offerta: prolungamento dell’attuale programma di aiuti per cinque mesi, con esborso complessivo di 12 miliardi, di cui 1,8 subito, giusto il necessario per pagare la rata, peraltro quasi equivalente, dovuta al Fondo Monetario Internazionale.

Il “generoso” – per tornare alle dichiarazioni della Merkel – esborso però, sarebbe dilazionato in quattro rate, «collegate al completamento delle riforme». Ma cosa dovrebbe fare la Grecia per ottenere tanta grazia? Semplice, tornare sotto il martello dell’austerità. La posizione di Bruxelles è stata chiara, ulteriori prestiti saranno condizionati a precise misure strutturali, in grado di portare al risanamento dei conti pubblici e ad un minore ricorso al debito da parte di Atene. In particolare, vengono richiesti tagli alla spesa pubblica – sopratutto alle pensioni – e aumento dell’Iva, in particolar modo per quanto riguarda hotel e ristoranti, con effetti potenzialmente catastrofici sul settore turistico, ad oggi uno dei pochi punti di forza dell’indebolita economica greca.

Una proposta che non è affatto piaciuta a Trsipras, che a margine dell’incontro ha dichiarato: «I principi fondanti dell’Unione Europea sono democrazia, eguaglianza, solidarietà e mutuo rispetto. Non si basano invece sui ricatti e gli ultimatum. Nessuno – ha aggiunto –  ha il diritto di mettere in pericolo questi principi». Nel frattempo, Atene ha avviato il piano umanitario per dare sostegno alle oltre 300mila famiglie indigenti, alle quali verranno garantiti luce gratis e sussidi, per una spesa complessiva pari  a 200 milioni di euro. Un chiaro segnale  della mancata volontà della Grecia di risolvere la crisi sulla pelle dei suoi cittadini.

 

 

 

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