0.9 C
Rome
giovedì 9 Dicembre 2021
0.9 C
Rome
giovedì 9 Dicembre 2021
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
Homecronache socialiTreviso e Roma: proteste anti rifugiati

Treviso e Roma: proteste anti rifugiati

Supportati da Casapound e Fn, i cittadini di Quinto di Treviso a di Casale San Nicola (Rm) non vogliono i rifugiati. A Roma la polizia carica il blocco

di Marina Zenobio

Migranti Restiamo Umani

Sono iniziate questa mattina le operazioni di trasferimento di 19 rifugiati nel centro accoglienza allestito presso l’ex scuola romana Socrate di Casale San Nicola, sulla via Cassia. Ma ad aspettarli c’era un nutrito gruppo di residenti, supportati da membri di Casapound, a bloccare l’entrata al Casale. “Noi i rifugiati non li faremo passare” alzano la voce qualcuno con la bandiera italiana e gli fa eco il vice presidente di Casapound Italia, Andrea Antonini “Da qui non ce ne andiamo, Casale San Nicola deve rimanere agli italiani. Lo difenderemo fino all’ultimo” minaccia.

Intanto i rifugiati restano bloccati sui mezzi messi a disposizione dalle forze dell’ordine in attesa di capire che ne sarà di loro, mentre

Cantano l’inno nazionale, i residenti, e non fanno passare nessuno. Mentre scriviamo la polizia sta trattando e il prefetto i Roma, Franco Gabrielli, fa sapere che : “Ovviamente queste persone entreranno nel centro rimuovendo il blocco. Noi non faremo nessun passo indietro. Io cerco sempre il confronto ma se dall’altra parte questo confronto è pretestuoso o delatorio allora mi trovo con le spalle al muro e posso solo andare avanti. A quel punto ognuno si prenderà le proprie responsabilità”.

E mentre scriviamo una ultim’ora informa che la polizia sta tentando di forzare il blocco per permettere ai profughi di raggiungere il centro di accoglienza . Seguiremo come si evolverà la faccenda nel corso della giornata.

Situazione simile è in corso a Quinto di Treviso, in Veneto, dove i residenti del complesso ex Guaraldi protestano da ieri sera contro la decisione della prefettura di alloggiare un centinaio di profughi all’interno di due palazzine in parte già abitate da famiglie italiane. Nel corso della notte la tensione è salita con alcuni dei residenti che hanno portato in strada i mobili e materassi destinati ai profughi e gli hanno dato fuoco. Stamane la polizia sorveglia l’area ma militanti di Forza Nuova, secondo quanto riportato dalla “Tribuna di Treviso”, hanno impedito la consegna di cibo ai rifugiati da parte della coop sociale che li ha in carico.

Ciò che resta delle suppellettili destinate ai profughi e bruciate dai residenti di Quinto di Treviso
Ciò che resta delle suppellettili destinate ai rifugiati e bruciate dai residenti di Quinto di Treviso

In mattinata numerosi membri dei centri sociali locali e del Collettivo Ztl hanno organizzato una protesta davanti la prefettura di Treviso a favore dei profughi ma contro la gestione del prefetto. Ci sono stati scontri e sembra diversi fermi.

A soffiare sul fuoco a Quinto di Treviso è intervenuto anche Luca Zaia, presidente leghista della regione Veneto, che si è schierato a difesa dei residenti perché “gli immigrati devono andarsene, è in corso una africanizzazione del Veneto”. E non poteva mancare la solidarietà ai residenti di Matteo Salvini, che considera quanto sta accadendo “intollerabile. Che il prefetto se ne vada se non è in grado di gestire. Questi immigrati se ne devono andare” ha dichiarato il segretario della Lega Nord.

Nel frattempo è arrivata la notizia, da parte del sindaco di Quinto, Mauro Dal Zilio, che la prefettura gli ha assicurato che entro 24 ore i rifugiati verranno trasferiti dalla palazzine di via Legnano all’ex caserma Serena, tra Casier e Treviso. Struttura vuota, non utilizzata dai militari e dotata di tutte le condizioni per poter accogliere i profughi. Forse potevano pensarci prima, ma ciò non toglie la gravità dell’intolleranza e della mancanza di solidarietà da parte dei cittadini nei confronti dei rifugiati.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Meglio tardi che mai! Bentornato sciopero generale

Cgil e Uil: lo sciopero generale per il 16 dicembre. Pd imbarazzato. La Gkn: «Convocazione tardiva ma lo sciopero deve riuscire»

Grounded! Cosa ha fatto al mondo un anno senza volare?

Nel marzo 2020 l'aviazione si è fermata. Cosa ha significato per i nostri lavori, i nostri orizzonti e il pianeta? [Cal Flyn]

Non c’è ghiaccio, il panico nella capitale degli orsi polari

Churchill, Canada: la capitale mondiale degli orsi polari è rimasta senza ghiaccio per la prima volta con gravi conseguenze [Leyland Cecco]

Ma chi governa davvero il mondo?

Quanto potrebbe costare una Repubblica delle Banane? Un tentativo di determinare chi governa davvero il mondo [Olúfémi O. Táíwò]

Godard: «Dopo il contrario di tutto, vi dico il contrario di niente»

In un momento che sembra segnare la fine di un'epoca, Mediapart ha intervistato Jean-Luc Godard. Ma niente è andato come previsto [Ludovic Lamant e Jade Lindgaard]