La Germania ha detto “oxi” alla Grecia

La Germania ha detto “oxi” alla Grecia

 Il Bundestag ha votato a favore del terzo piano di salvataggio ma avvisa la Grecia che le riforme sono “irrinunciabili”

di Mirna Cortese

Bundestag

Il Bundestag tedesco ha approvato, con un’ampia maggioranza, il terzo piano di salvataggio per la Grecia per un valore di 86.000 milioni di euro in tre anni.
Dei 585 deputati presenti, 454 hanno votato a favore, 113 i contrari e 18 si sono stati astenuti.

Una vittoria per il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble e per la cancelliera Angela Merkel che, nei giorni scorsi, aveva dovuto affrontare la “ribellione” di diversi deputati nelle fila conservatrici e del suo stesso partito, Cdu (Unione Cristiano-Democratica di Germania).
Il mese scorso, 60 dei 311 deputati del gruppo parlamentare di Merkel, avevano votato contro l’autorizzazione di aprire negoziati con la Grecia per il terzo piano di salvataggio, un gesto politico che è stato interpretato come uno schiaffo all’autorità della cancelliera.

Prima del voto Schäuble si è rivolto ai parlamentari tedeschi a cui ha chiesto “Votate per l’approvazione, perché in Grecia il cambiamento è riconoscibile” dichiarando anche che “Per il governo tedesco è imprescindibile che il Fmi resti al tavolo dei negoziati con i suoi esperti”.

Schäuble nel suo intervento ha poi sottolineato che “naturalmente non c’è garanzia che tutto funzionerà e ci sono dubbi”, proprio alla luce delle esperienze fatte in passato, ma ha anche rilevato – e più di una volta, nel suo discorso – che in Grecia la linea è cambiata profondamente. “Gran parte della misure più importanti, questa è la novità, sono già state approvate dal parlamento greco”, ha detto.

E a proposito della virata del governo di Alexis Tsipras, il ministro delle finanze di Angela Merkel ha insistito sul fatto che in Grecia “il cambiamento è evidente, tangibile, qualcuno ha detto che sembra un altro mondo”. Schäuble ha anche ricordato che Tsipras aveva promesso ai suoi elettori che si sarebbero potuti evitare sacrifici e riforme, che sono invece inevitabili. E in un altro passaggio del suo intervento un’altra stoccata al leader greco: “Adesso Tsipras deve fare il contrario di quello che aveva promesso”.

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